Newslot è boom, ma occhio ai paletti

Attualità –

Il mercato delle slot machine di nuova generazione fa gola a tutti. Si stima un ricavo di 5.600 euro per ogni apparecchio installato fino a un massimo di quattro per un bar di 200 metri quadrati

Nessun altro gioco, in Italia, ha saputo far meglio delle newslot, le slot machine di nuova generazione. Hanno saputo rapidamente imporsi nel mondo dei giochi, scalando posizioni in relazione al volume del giocato, appassionando sempre più italiani e versando nelle casse dell’erario un fiume di miliardi di euro. Il tutto in appena quattro anni, visto che la loro regolamentazione, con la conseguente introduzione sul mercato, risale soltanto al 2004.

Crescita a due cifre per il settore

Nei primi otto mesi del 2008 questo settore ha raccolto quasi 14 miliardi di euro, contando sulla presenza di oltre 270mila apparecchi installati e collegati alla rete informatica dei Monopoli di Stato. Da questi dati si comprende come mediamente ogni apparecchio abbia raccolto, soltanto da gennaio al termine di agosto, oltre 50mila euro in giocate da suddividere poi tra gestore, produttore, costruttore ed erario. Al termine del 2008 il mercato, secondo le stime dell’agenzia specializzata Agicos, potrebbe così arrivare a valere oltre 21 miliardi di euro, con una crescita dell’11,7% rispetto ai 18,8 miliardi del 2007.
Ma di questo importo, quanto finisce direttamente nelle tasche dell’esercente? Difficile fare un calcolo preciso: secondo As.tro (l’associazione che rappresenta gli operatori del settore), su un importo giocato di 50mila euro, che costituisce per l’appunto il valore annuo di gioco standard per una slot, il ricavo dell’esercizio sottoposto a tassazione ammonterebbe a 5.600 euro. Un valore che può variare in base al volume totale del giocato, agli accordi stipulati tra l’esercente e il gestore della slot e, infine, in base al numero delle slot presenti nel locale visto che, stando alle statistiche, a un raddoppio delle slot corrisponde un quadruplicamento delle giocate.

Una slot ogni 15 metri quadrati

Esistono però i paletti posti dall’articolo 2 del decreto interdirettoriale del 27 ottobre ‘03 in applicazione al Tulps (Testo Unico delle Legge di Pubblica Sicurezza). Al comma 1 si stabilisce che in ciascun bar ed esercizio assimilabile è installabile un apparecchio ogni 15 metri quadrati di superficie destinata alla somministrazione. Il numero di tali apparecchi non può essere superiore a 2 fino a 50 metri quadrati di superficie, elevabile di una unità per ogni ulteriori 50 metri quadrati, fino a un numero massimo pari a quattro. Il comma 2 riguarda invece i ristoranti, ai quali si applica il limite massimo di un apparecchio ogni 30 metri quadrati di superficie destinata alla somministrazione con un margine di 2 newslot fino a 100 metri quadrati di superficie, e tre per ulteriori 100 metri quadrati fino a un numero massimo pari a quattro. La violazione di tali norme è valutata come abuso della licenza e comporta una sanzione amministrativa pecuniaria e la valutazione di gravità da parte delle Autorità che hanno rilasciato il titolo autorizzatorio, le quali possono considerare l’adozione di provvedimenti motivati di sospensione della licenza nei casi in cui si ravvisi la necessità di porre rimedio a una situazione di ordine pubblico.

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