I contratti a tempo parziale

Decreto legislativo n. 276/2003, attuativo della legge n. 30 del 14 febbraio 2003

Il rapporto di lavoro "stagionale" può oggi essere disciplinato secondo nuove tipologie, tra cui spicca in particolare il contratto a tempo parziale.



In Italia i contratti a tempo parziale (part-time) sono soltanto 9 su cento, contro il 18 per cento della media europea, il 25 per cento della Gran Bretagna, il 42 per cento dell'Olanda.

Il part-time era in passato sgradito alle imprese, perché regolato in Italia più rigidamente rispetto agli altri paesi europei.

La riforma mira ad equilibrare l'esigenza dei lavoratori di disporre ed organizzare una parte del tempo per finalità diverse dal lavoro, con quella dei datori di ampliare o modificare il numero dei lavoratori e tempo di lavoro, in relazione all'emergere delle esigenze stagionali.

Il lavoro a tempo parziale può trasformare in un rapporto a tempo indeterminato forme di lavoro precarie o sommerse.

Sul problema della stagionalità, basti pensare alla possibilità di sostituire i periodici contratti di lavoro stagionali, per definizione precari, con contratti a tempo indeterminato di part-time cosiddetto "verticale" (lavoro a tempo pieno per settimane o mesi, alternato a periodi di non lavoro).

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