Discoteche in calo, cresce la musica live

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Volume d’affari e pubblico in calo per i locali da ballo, mentre cresce il fatturato delle performance dal vivo trainato dal boom dei concerti pop: lo afferma una ricerca dell’Università Iulm

La musica in Italia alimenta un mercato importantissimo che vale 3,9 miliardi di euro l'anno, ma che è in flessione anche nei settori che interessano gli esercizi pubblici, dalle discoteche ai locali con musica dal vivo. Un'analisi di questo comparto l'ha fornita l'Università Iulm di Milano, che ha prodotto il “Rapporto 2009 sull'economia della musica in Italia”, promosso da vari enti, tra cui Siae (Società italiana autori ed editori) e Scf (Società consortile fonografica), responsabili della riscossione dei diritti d'autore per categorie differenti di professionisti: Siae rappresenta gli autori e gli editori, Scf i discografici.

Grande e piccolo settore

Il rapporto suddivide il mercato in due diversi ambiti della filiera: il primo è il cosiddetto “grande settore musicale” che comprende la musica stampata, gli strumenti, la formazione (scuole di musica, eccetera) e l'elettronica di consumo. Più interessante per chi gestisce un locale è il “piccolo settore musicale”, anch'esso articolato in vari filoni di business: la musica infatti si vende in tanti modi e in tante forme, dalle suonerie per cellulari ai concerti, dalle colonne sonore di film e pubblicità alla musica usata come sottofondo in un locale.
Nel piccolo settore musicale la voce più ricca è la “musica sparsa” che, in particolare, comprende tutti gli aspetti di espressione artistica riguardanti i locali pubblici, sui quali si esercita tra l'altro la raccolta dei diritti.
Per musica sparsa si intende quella d'ambiente che si ascolta nei luoghi frequentati dal pubblico. Se per gran parte dei pubblici esercizi non rappresenta la principale fonte di business (ma comporta ugualmente obblighi verso Siae e Scf), per altri come le discoteche la musica è il principale elemento di attrazione.
Il rapporto evidenzia come per questo comparto il 2008 sia stato un anno difficile, con un calo del fatturato del 4,3%, per un volume d'affari di quasi 934 milioni di euro, raccolti su oltre 467.000 serate e con un numero di ingressi a pagamento superiore a 34 milioni.
Dalla musica delle discoteche i diritti raccolti ammontano a oltre 40 milioni di euro, il 4,3% del totale degli incassi di questa voce della filiera. Si tratta pur sempre di un movimento enorme che nel 2008 è tornato però per fatturato ai livelli del 2006, con un numero di ingressi leggermente superiore ma evidentemente con un costo del biglietto e consumazione inferiore.

I concerti dal vivo

Il fenomeno contrario si è registrato nell'ambito dei concerti che comprende un amplissimo ventaglio di spettacoli, dalla lirica al balletto, ma che interessa i locali soprattutto con i concerti di musica leggera, quelli jazz e i cosiddetti “concertini”, performance di vario genere che costituiscono il grosso del fatturato del settore. Se infatti nel 2008 sono stati censiti oltre 403.000 spettacoli musicali, di questi ben 354.409 erano “concertini”, 4.661 concerti jazz e 18.086 esibizioni live di musica leggera. Difficile estrapolare quali, tra questi spettacoli, hanno interessato i locali pubblici, ma è comunque generalizzato il calo delle serate (-3,7% nel 2008 rispetto al 2007), con una riduzione anche nelle entrate, corrispondenti a 754 milioni euro contro gli oltre 767 milioni del 2007 (-1,7%).
È evidente da queste cifre rilevare come il calo di eventi sia stato compensato con un maggior costo del biglietto. In questo settore a "tenere" è la musica leggera che ha fatto riscontrare un +7,1% e si rivela, per chi intende organizzare nelle proprie “venues” eventi musicali, la scelta giusta da fare.

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