Da Julius Meinl un concept su misura per il caffè estratto a freddo

Julius Meinl firma, insieme a una nuova linea di miscele e singole origini, un innovativo sistema di facile utilizzo per la preparazione del cold brew, specialità sempre più richiesta nei locali

Soddisfare il desiderio di un buon caffè a ogni latitudine è la principale mission di Julius Meinl, la torrefazione austriaca che da oltre 150 anni è ambasciatrice della cultura delle caffetterie viennesi e della loro arte della tostatura. A Sigep 2018, l’azienda ha firmato due importanti novità. La prima sono le miscele e le singole origini Julius Meinl The Originals. «Sono caffè pregiati e specialità stagionali di piantagione che si inseriscono a pieno nella “Third Wave” del caffè - afferma Christina Meinl -. In ogni passaggio, dalla pianta alla tazzina, li caratterizza una produzione artigianale, sostenibile e di eccellenza». Nella linea trovano, dunque, posto due miscele: Vienna XVI Blend 100% Arabica con tostatura media e aromi di cioccolato fondente, nocciola e fiori, e Red Door Blend con una tostatura più chiara e sentori di agrumi, spezie, cioccolato e mandorle tostate. Le singole origini comprendono Nicaragua Jinotega, Guatemala Antigua, India Malabar, Brazil Alta Mogiana, Ethiopia Sidamo, Tanzania Kilimanjaro e Costa Rica. Oltre alla qualità del caffè, il migliore risultato in tazza dovrà essere frutto anche del corretto grado di macinatura e dei parametri della macchina espresso o del metodo di infusione. Per questo una task force di formatori e manager della qualità dell’azienda è in campo per rispondere a dubbi, effettuare controlli e formare chi lavora nel locali.

Sistema coordinato

«Abbiamo inoltre notato un grande interesse per il Cold Brew - riprende Christina Meinl - e, dunque, abbiamo messo a punto un concept di facile utilizzo, che permette davvero a tutti i baristi di preparare e servire un ottimo Cold Brew con un’attrezzatura facile da usare e di richiamo sul punto vendita». Il sistema, in acciaio spazzolato, si fa infatti subito notare. È sufficiente porre in infusione per 12 ore 210 g dell’apposita miscela 100% Arabica macinata, con caffè provenienti da Nicaragua, Brasile e India, in 3 l d’acqua all’interno del brewer “Aroma Fez” che mantiene freddo il liquido; per servirlo è sufficiente versarlo con l’apposito rubinetto nel bicchiere in vetro da 300 ml da offrire su un sottobicchiere a forma di piccolo pallet. Risultato: un caffè freddo dal corpo pieno e dall’aroma delicato.

Approfondiamo, sempre con Christina Meinl, come proporre al cliente queste specialità (Vedi anche la sua intervista sul ruolo delle donne nel mondo del caffè).

Quali sono i vostri consigli per offrire preparazioni diverse dall’espresso in modo convincente?

Il caffè inizia ad avere lo stesso percorso del buon vino o della birra artigianale. Nel mercato ci saranno sempre più intenditori perché quando si scopre un prodotto di altissima qualità è difficile tornare indietro. Inoltre i consumatori, specialmente i millennials, cercano sempre nuove esperienze e storie interessanti, dalla piantagione alla tazzina. Per i baristi l’ostacolo maggiore è in genere la complessità di preparazione dei nuovi metodi di estrazione. Per superare questa barriera abbiamo creato concept che semplificano la fase operativa, ai quali si aggiungono materiali di comunicazione che presentano la nuova offerta. Con 155 anni di esperienza nel settore Julius Meinl garantisce un’esperienza di gusto unica e storie ricche di ispirazione che coinvolgono nel processo artigianale produttivo del caffè.

La singola origine accanto all’espresso: come proporli?

In Italia la singola origine non è ancora molto diffusa, anche se ci sono sempre più caffetterie che la propongono. Il nostro consiglio è di offrirla in maniera alternativa all’espresso: ad esempio, per i nostri specialty suggeriamo estrazioni in V60. La linea The Originals, che comprende sia miscele, sia singole origini specialty, ha riscosso un grande successo soprattutto nei locali che cercano una linea di prodotto per diversificare e dare qualità alla propria offerta.

Il Cold Brew è una proposta che “funziona”?

Abbiamo messo a punto un sistema a infusione semplice da realizzare e di richiamo grazie a un brewer in acciaio spazzolato che si fa notare. È stato testato in alcuni locali lo scorso anno e il riscontro è stato molto positivo, per questo lo proponiamo ufficialmente dal mese di aprile. Richiama l’attenzione e si fa notare grazie anche al bicchiere studiato appositamente che poggia su un sottobicchiere a forma di pallet. L’assaggio è assicurato, ma soprattutto il riacquisto.

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