Il progetto del mese: il Baxter Bar di Milano

Mood anni ‘30, ottoni e specchi. E un pavimento che pare continuare nel bancone, punto focale del cocktail bar milanese, spin off dell’omonima azienda di arredi

Baxter Bar

Un locale che supera i vincoli dello sviluppo in profondità con un efficace gioco prospettico, uniformando pavimento e fronte del bancone bar. Una sorta di passerella optical ai lati della quale salottini colorati dai morbidi materiali invitano al relax. Baxter Bar è una costola del vicino show room, di cui ripropone gli arredi e la ricerca sui materiali, contestualizzandoli in un’atmosfera conviviale per un pubblico serale. Il progetto, senza ombra di dubbio, è dell’Ufficio Stile Baxter che ha trasformato un ex negozio in un club cosmopolita dall’atmosfera retrò capace di raccontare lo stile dell’azienda brianzola produttrice di arredi di design. Il pavimento alla palladiana a grande pezzatura in bianco/nero che ricopre l’intera superficie di 90 mq espandendosi in verticale sul bancone con una speciale resina, ha una triplice funzione: porta con sé il fascino delle dimore signorili, dilata (insieme agli specchi a parete) e illumina lo spazio che prende luce solamente dalla vetrina su strada, funge da supporto neutro per arredi a tutto colore.

L’illuminazione, affidata a faretti a soffitto e ad applique, sottolinea l’atmosfera ovattata priva di ogni possibile effetto statico anche grazie alle postazioni diversificate in altezza, per texture e materiali che sottolineano la ricerca in questo campo del marchio. Pelle, ottone, marmo, vetro retro verniciato (il piano dei tavoli), resine decorate a mano sono trattati e utilizzati in modo artigianale con leggerezza per renderli piacevoli alla vista e al tatto.

 La visuale scorre fino al bancone senza interruzioni. L’esile struttura con mensole di servizio, il separé in colonne d’ottone che circonda la scala di collegamento al piano sottostante e i divanetti dagli alti schienali in pelle lungo le pareti non creano nessun ostacolo allo sguardo. Il banco bar sulla parete di fondo, centro del rito della mixology, rimane il vero protagonista dello spazio. Gli altri arredi e complementi non esercitano nessuna prevaricazione, sebbene del calibro dei quadri di Aurel K. Basedow o dell’applique Potence creata da Jean Prouvé negli anni ‘50. A rendere l’atmosfera più vivida, il mix di sapori e ingredienti da tutto il mondo delle creazioni alcooliche e la selezione musicale by Andrea Attanasio.

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