Al bando l’improvvisazione

Complimenti a Forcone, Donatore e Boccia, saliti sul gradino più alto del podio dei campionati mondiali di pasticceria. Onore anche a Berti, Gardelli e ai due fratelli Vannelli, ambasciatori dell’Italia ai prossimi World Coffee Events a Seattle in aprile. E giro di pista per i sette team di Baritalia, il laboratorio di sperimentazione di cocktail e stuzzichini italiani di Bargiornale giunto ormai alle fasi finali. In questi mesi, i “nostri” bartender  hanno dato prova, cocktail dopo cocktail, di creatività, impegno, capacità comunicative fuori dal comune e approfondita conoscenza dei prodotti. Doti che, ahinoi, sembrano mancare quando si parla di vino al bar, dove invece regna sovrana l’improvvisazione e dove non ci si spinge oltre anonime bollicine servite senza crismi.

Vero è che i numeri del vino fuori casa non sono incoraggianti. Dall’indagine Wine Monitor Nomisma risulta che la crisi ha ridotto i consumi fuori casa, tanto che ormai il canale della Gdo pesa per il 65% sulle vendite a livello nazionale. Un peccato se pensiamo a occasioni come l’ormai prossimo Expo. Dati alla mano, negli ultimi anni l’interesse per l’enogastronomia italiana è aumentato soprattutto tra i turisti stranieri: per circa il 9% degli intervistati l’enogastronomia rappresenta la motivazione principale nella scelta della vacanza in Italia. Una potenzialità sfruttata solo marginalmente dal Belpaese (bar e ristoranti compresi), rispetto ad altre regioni vinicole. Una su tutte: la Napa Valley, in California. Ogni anno circa 3 milioni di persone visitano la Napa Valley, per gite giornaliere (67%), soggiornando all’interno di strutture ricettive locali (29%) o in residenze private (4%). Il giro d’affari relativo ai visitatori è pari a circa un miliardo di dollari considerando le spese effettuate nei negozi locali, l’alloggio negli hotel, le spese nei ristoranti e nel trasporto locale, gli introiti derivanti dall’organizzazione di meeting ed eventi sul territorio, le visite guidate e le degustazioni in azienda. Numeri su cui vale la pena fare una riflessione. Nelle pagine che seguono gli esperti che abbiamo interpellato vi offrono ulteriori spunti e riflessioni per vendere e acquistare meglio il vino. Un consiglio: definite che tipo di locale siete e quali sono le esigenze della vostra clientela, perché un’offerta generica destinata a chissà chi non serve. Tanto vale rinuciare da subito.

CONDIVIDI

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here