Caffè al bar, un rito che evolve tra socialità e nuovi consumi

caffè La Pavoni
Un’indagine AstraRicerche per La Pavoni racconta l’evoluzione del consumo di caffè nel fuori casa, tra riti consolidati e nuove occasioni dall’aperitivo alla miscelazione

Il caffè si conferma uno dei riti più radicati nella cultura degli italiani, ma un rito che si evolve e nel quale iniziano a farsi strada nuovi momenti e modalità di consumo, che ne ampliano il ruolo nel fuori casa. A dirlo è un’indagine condotta da AstraRicerche, su un campione di 1006 italiani tra i 18 e i 60 anni, per La Pavoni, storico produttore di macchine espresso.

La ricerca fotografa l’alta penetrazione del consumo quotidiano: il 95,6% dichiara di bere caffè ogni giorno, percentuale che sale al 97,2% tra i Millennials e al 96,5% tra la GenX, mentre la GenZ si ferma al 91,7%. Quasi sei consumatori su dieci, inoltre, ne bevono due o tre al giorno e il 23,9% arriva ad almeno quattro.

Se, come registra AstraRicerche, negli ultimi tre anni il consumo domestico è aumentato per il 25,2% degli intervistati ed è rimasto stabile per il 62,2%, quello fuori casa appare più selettivo: il 28,4% dichiara di aver ridotto le occasioni di consumo al bar, contro l’11,6% che le ha aumentate, quota che sale al 19% per la GenZ.

La dimensione sociale della tazzina

In un contesto dove le occasioni diventano più selezionate, un dato che emerge forte dalla ricerca è il peso della dimensione sociale nella scelta del consumo fuori casa: per il 38,6% del campione, bere un caffè al bar significa soprattutto incontrare altre persone e scambiare due chiacchiere. Il bar si conferma così non soltanto luogo di consumo, ma uno spazio di relazione e la tazzina gioca un ruolo centrale nella di socialità.

Una dimensione che trova nel momento della colazione fuori casa una delle sue espressioni più evidenti. Il 64,8% degli italiani ritiene infatti che negli ultimi anni la colazione al bar sia diventata più capace di creare occasioni di incontro: per il 43% è già un vero momento di socialità, mentre un ulteriore 21,9% ne riconosce questo valore soprattutto in occasioni specifiche, come il weekend, gli appuntamenti di lavoro e gli incontri informali.

Una tendenza che si inserisce anche nel più ampio fenomeno internazionale del soft clubbing, che comprende format diurni come coffee party e DJ set in caffetteria e porta nelle ore del giorno alcuni linguaggi tradizionalmente associati alla nightlife. Un’estensione dei tempi e delle forme della convivialità, nella quale il caffè va conquistando nuovi spazi.

A incidere sulla scelta di consumare al bar sono poi la comodità di trovarsi già fuori casa, indicata dal 33,4% degli intervistati, e il desiderio di concedersi una pausa durante la giornata (33,1%). Accanto a queste motivazioni, emergono la ricerca di qualità e di esperienza: quasi un italiano su quattro sceglie infatti il bar per la qualità del caffè (23,8%), dato che raggiunge il 39% tra gli uomini Millennials. Il 20% cerca invece un’esperienza piacevole e curata, percentuale che sale al 28% tra le donne Millennials.

Le nuove frontiere del caffè

È proprio questa attenzione all’esperienza che sta portando il caffè ad ampliare i suoi confini a nuovi momenti della giornata anche in modalità differenti rispetto alla classica tazzina di espresso. L’11,1% degli intervistati immagina infatti di bere bevande a base di caffè durante l’aperitivo, mentre l’8,6% le considera anche per il dopo cena. Percentuali ancora contenute, ma che indicano un progressivo allargamento degli spazi del caffè, oltre i momenti più consolidati.

A cambiare, però, non è soltanto il quando, ma anche il come. Il 41,3% degli italiani si dichiara incuriosito da modalità più sperimentali, come iced coffee e shakerati. L’interesse riguarda anche esperienze più strutturate, con il 22,8% che guarda con curiosità a degustazioni ed esperienze guidate, mentre il 22,7% mostra interesse per lo specialty coffee.

In questo scenario si inserisce anche la coffee mixology, con il caffè che entra nel mondo di cocktail e mocktail. I cocktail a base di caffè interessano l’11,9% del campione, mentre i mocktail raggiungono il 5,8%. Si tratta ancora di pubblici circoscritti, ma i dati indicano un’evoluzione in atto e una crescente apertura verso un mondo del caffè da vivere e interpretare anche al di fuori dei suoi rituali più tradizionali.

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome