Musica e locali: come il suono guida il business secondo l’Ims

musica e locali @leafhopperproject-31(1)
Credit foto: @leafhopperproject
Presentato a Ibiza, l’Electronic Music Business Report ha evidenziato il legame diretto tra programmazione musicale e performance economica dei locali. Fornendo indicazioni su come ripensare l’esperienza sonora per trasformarla in una potente leva di business

L’Ims – l’International music summit di Ibiza – è uno dei momenti chiave per l’industria mondiale dell’intrattenimento. L’edizione 2026 si è svolta a fine aprile negli hotel Mondrian Ibiza & Hyde Ibiza, con oltre 2.100 delegati in rappresentanza di 64 nazioni diverse, 264 speaker e 149 tra panel, workshop ed altri momenti di confronto.

Come sempre il momento clou dell’Ims è stata la presentazione dell’annuale Electronic Music Business Report, a cura della società MIDiA Research e che a Ibiza è stato presentato dal suo fondatore Mark Mulligan. Un report ideale per capire e analizzare le interconnessioni tra musica, intrattenimento, tecnologia e business e che ha certificato come nel 2025 tutto quanto sia legato alla musica elettronica abbia raggiunto un valore di 15,1 miliardi di dollari, +7% rispetto ai dodici mesi precedenti, grazie al notevole contributo degli streaming e degli eventi live, senza trascurare ovviamente le produzioni musicali e il merchandising.

Come utilizzare la musica nei locali

Uno degli aspetti più rilevanti messi in evidenza dal Music Business Report è il legame tra programmazione musicale e performance economica del locale. La musica influisce direttamente su parametri chiave per bar e cocktail bar: il tempo di permanenza dei clienti, il ritmo dei consumi, la capacità del locale di fidelizzare il pubblico. In altre parole, il suono non è neutro: contribuisce a determinare il conto economico del locale tanto quanto il menù o il servizio.

Nei bar contemporanei, in buona sostanza, il tema non è più se usare la musica, ma come usarla in modo coerente. Il report evidenzia una tendenza sempre più chiara: la necessità per ogni locale di dotarsi di una vera e propria identità sonora, con la stessa attenzione riservata al concept gastronomico o al design degli interni. In questo contesto, la musica diventa uno strumento di posizionamento, un fattore distintivo rispetto alla concorrenza, una componente essenziale di ogni locale e delle loro proposte. La differenza tra un locale qualunque e un locale dove tornare passa sempre più spesso dalla capacità di costruire un’atmosfera sonora riconoscibile e coerente.

Nuovi format si impongono

L’evoluzione in atto sta generando anche nuovi format ibridi che si collocano tra bar, ristoranti e discoteche, con nuove proposte che vanno dai morning club al soft clubbing, passando attraverso i listening bar. Servono nuovi format, che aiutino a concepire una lista di cocktail legati a una programmazione musicale altrettanto curata, i bar dove trovarsi ad ascoltare insieme un disco, magari accompagnati dalle parole e dalla favella di qualche giornalista o critico musicale, questi ultimi auspicabilmente in piccole dosi, ego e logorrea di troppi addetti ai lavori ne consigliano un più che classico “maneggiare con cura”.

Un’altra opzione importante può essere rappresentata dai deejay e relativi set, purché siano modulati in base alla location, al contesto e soprattutto all’orario della giornata e della serata, con selezioni che accompagnino e non prevarichino l’atmosfera. Un sottofondo adeguato, un approccio soft alla materia, che non diventi rumore nemmeno troppo di fondo: se si rientra a questi parametri, la musica né interrompe né prevarica, ma diventa parte fondamentale del tutto.

La musica come componente strutturale dei locali

Il Music Business Report fotografa un settore in profonda trasformazione. La musica esce definitivamente dal perimetro dell’intrattenimento puro e diventa linguaggio distintivo, una parte del marchio, uno strumento commerciale e una componente strutturale nei locali. Per bar e cocktail bar questo significa una cosa molto concreta: non si tratta più soltanto di scegliere che cosa offrire ai clienti, ma di progettare come si voglia farli sentire. In un mercato sempre più competitivo, è proprio questa differenza a definire il valore di un locale.

I numeri dell'Ims Electronic Music Business

  • 15,1 miliardi il valore globale dell’industria della musica elettronica (+7%)
  • 160 milioni il valore dei biglietti venduti a Ibiza (140 nei precedenti 12 mesi)
  • 919 milioni gli iscritti alle piattaforme musicali (32% Spotify)
  • 17% la percentuale di artisti “elettronici” presenti nei 100 festival musicali più importanti

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome