
I consumi fuori casa superano quota 100 miliardi nel 2025, ma lo scenario tracciato in occasione di Away 2026, l’incontro promosso da Centromarca (associazione italiana dell'industria di marca, che associa 192 imprese) a Milano il 30 e 31 marzo, presenta un quadro in chiaroscuro, che si fa più fosco per quanto riguarda i bar. Se il mercato del fuori casa si conferma strategico per l'industria, con un giro d'affari di 102 miliardi, infatti, non tutti gli indicatori sono positivi. La crescita a valore è dell'1,5%, ma preoccupa il calo delle visite del -1,1%, che sale a -1,6% se si considerano solo i consumatori italiani.
TradeLab: indicatori negativi per il mondo bar
L’analisi presentata da Bruna Boroni, direttore Industry Afh TradeLab, evidenzia performance particolarmente polarizzate. Mentre le catene (+1,1%) e la ristorazione (+0,6%) mostrano una crescita delle visite lievemente positiva, segnali negativi arrivano dai bar diurni (-2,7%) e serali (-2,9%), con crolli più marcati per take away (-4,2%) e food delivery (-4,4%). La GenX (-5,6%), registra la maggior contrazione dei consumi, Millennials (-1,3%) e GenZ (-0,3%) contengono la riduzione delle visite; al contrario, i Baby Boomer si confermano il motore di crescita (+3%).
Aperitivo il più in sofferenza fra le occasioni di consumo
Andando a guardare le occasioni di consumo la colazione è fra le più promettenti: con 2,2 miliardi di visite e un valore di 6,3 miliardi di euro, il breakfast si conferma il momento più frequentato, registrando 4,2 miliardi di consumazioni complessive (-1,2% rispetto il 2023) e uno scontrino medio di 2,9 euro. La colazione è vissuta come un’occasione sociale "accessibile", amata soprattutto dai giovanissimi (+15% di visite). Oltre la metà dei gestori intervistati da Trade Lab (56%) prevede un incremento dello scontrino medio; il 45% considera anche un aumento delle presenze.
Non va benissimo per i bar il momento della pausa pranzo, che conta complessivamente 1,5 miliardi di visite, 5,5 miliardi di consumazioni e uno scontrino medio di 18,1 euro, con un giro d’affari di 27,4 miliardi di euro. Bar e ristoranti di fascia media rilevano un trend negativo (rispettivamente -5,2% e -2,3%), al contrario delle catene (+6,3%) e i pasti acquistati nella grande distribuzione (+3% dal 2023). Secondo le osservazioni di TradeLab, nei prossimi anni, per il 39% dei gestori di bar e il 34% di ristoratori le visite cresceranno; per oltre il 50% degli intervistati lo scontrino medio aumenterà. Particolarmente in affanno l'aperitivo, che vede un calo sensibile delle visite, -5,8% rispetto al 2023, attestandosi a 506 milioni, con 1,25 miliardi di consumazioni, per un totale di 3,9 miliardi di spesa (-6,2% a valore). Lo scontrino medio è di 7,8 euro, che sale a 8,8 euro nel Nord Ovest e scende a 6,9 euro nel Sud e nelle isole. Per quanto riguarda i trend di consumo di bevande nell’occasione, si registra la maggiore difficoltà di tutto il mondo alcolico - birra (-6,5%), cocktail e spiriti (-1,0%), vino e bollicine (-4%), mentre contengono la riduzione le bevande analcoliche esclusa acqua (-2,8%).
Segnali positivi invece dalla cena, che con 1,6 miliardi di visite e 5,6 miliardi di consumazioni porta la spesa complessiva a 37,2 miliardi (+2% rispetto al 2023), con uno scontrino medio di 23,5 euro. Per questa occasione di consumo si registra una forte contrazione nell’acquisto di dolci (-11,3%) e alcolici (-4,4%) a favore di primi piatti, piatti unici e beverage analcolico.
Cambiano le priorità di spesa delle famiglie italiane

Preoccupa la situazione internazionale, con uno scenario che rende difficile pianificare le attività. «Criticità che si riflettono sui consumi - commenta Francesco Mutti, presidente Centromarca - e in particolare sul turismo e il canale horeca, che più di altri, reagiscono in modo immediato all’evoluzione del contesto economico: dalle scelte di consumo, fino alla ridefinizione delle priorità di spesa delle famiglie italiane».
Lo confermano i dati di Emanuele di Faustino, head of industry & retail di Nomisma, che evidenziano come il consumatore sia sempre più selettivo nelle scelte di consumo. La parola chiave per Nomisma è "ripensamento": si cercano porzioni più curate, proposte gourmet ed esperienze a forte valore aggiunto. Il benessere fisico e mentale diventa prioritario nei consumi food & beverage per 4 italiani su 10 che orientano le scelte verso prodotti free-from o rich-in, con benefici specifici. Decisivo il ruolo del turismo nel muovere i consumi nel Belpaese, che genera scontrini nel fuori casa del 20-40% superiori ai residenti, come fa notare Antonio Barreca, direttore generale Federturismo Confindustria: nel 2024 l’Italia ha registrato un record storico di 458,4 milioni di presenze turistiche (+2,5% sul 2023), con spesa complessiva stimata a 185 miliardi nel 2025, di cui 55-65 miliardi destinati alla ristorazione.


