
Più guardo alla professione e più mi rendo conto che stare dietro al bancone o sgattaiolare tra i tavoli è la punta di un iceberg che si chiama impegno.
Il lavoro è impegno, impegni e scadenze da rispettare, la costante ricerca di personale qualificato, qualificare il personale, dirimere incomprensioni, ascoltare i clienti, i fornitori, i distributori, la Gdo, il mercato e le lamentele del fruttivendolo del negozio accanto che però ti salva la serata quando hai finito i lime. E poi trovare il tempo per te, per noi.
Noi di Bargiornale abbiamo passato un fantastico anno in giro per l’Italia con le cinque tappe di Baritalia e la finale in una Venezia nebbiosa e cupa che solo i 74 finalisti hanno saputo scaldare.
Abbiamo sbirciato dal buco della serratura degli speakeasy più segreti, intervistato l’eccellenza della mixology italiana nel mondo e scavato nella storia delle aziende e dei cocktail dimenticati. Il Drink Team di Bargiornale ha provato per voi centinaia di prodotti, combinato ingredienti per trovare quell’equilibrio che è la chiave vincente anche nella vita.
Abbiamo visitato distillerie e aziende del food per le vostre colazioni, per i pranzi scappati dei milanesi e per quelli riposati di chi vive più al sole, e abbiamo scelto per voi i pairing più audaci con un solo scopo: far nascere un sorriso sul volto soddisfatto dei vostri ospiti.
Un settore quello del fuoricasa che vive da anni impennate e precipizi degni dei rollercoaster più estremi, dove gli audaci come voi si divertono. Ecco, di tante professioni che ho visto, la vostra è quella sicuramente più impegnativa e, allo stesso tempo, anche quella che riesce a dare soddisfazioni inaspettate tra le pieghe più nascoste del tempo. Ma ora è tempo di festeggiare. Barawards, ventun categorie e cinque menzioni speciali, seicento professionisti e altrettanti locali candidati per oltre 31.000 votanti online e una giuria di 140 panelist esperti che hanno selezionato insieme al voto digitale i top 10 e i vincitori.

Il network e le interazioni che la piattaforma Bargiornale ha attivato sono anche frutto della forza dei giovani che hanno occupato posizioni di spicco, delle donne come Giulia D’Anello, bartender under 25 dell’anno e volto della nostra copertina, che non è sola nel panorama “she bartender”: con altre cinque colleghe firma metà della top 10. Anche tra i bar manager le “she” si stanno facendo valere e nel 2026 ci aspettano altre grandi sorprese.
Una quantità importante di nuovi lanci, soluzioni a misura di bar e nuovi modi di interpretare il layout del fuoricasa per far sentire il cliente ancora più coccolato, ancor più al centro. I brand come motore principale di questo nuovo rinascimento non sono rimasti a guardare ma hanno premuto sull’innovazione e sul racconto al quale noi siamo ben lieti di dare eco.
Dietro a una tazzina di caffè, a una fetta di torta, a un panino o a un Negroni volutamente sbagliato c’è una dedizione e una fatica che non deve mai smorzare il sorriso che ogni cliente si aspetta di ricevere entrando nel vostro mondo.
Un twist di competenze e professionalità con un dash che non ti aspetti scuotendoti fino al successo. È il mondo dell’accoglienza baby, e non puoi farci niente; e non me ne voglia Humphrey Bogart mentre esprimeva la forza della comunicazione che ancora ci guida con il nome BARGIORNALE.