Prodotti come icone da mettere in mostra

Display design –

Realizzare oggetti che esaltino la marca, catturino l’attenzione del cliente e siano funzionali per il barista: è lo sforzo creativo (pluripremiato) di Visual Display

Trasformare un prodotto in un oggetto del desiderio, capace di dare lustro al punto vendita (oltre che, naturalmente, alla marca che rappresenta) e di suscitare l'interesse e l'attenzione dei clienti. Ripensare un oggetto apparentemente banale, come una bottiglia o una lattina, per trasformarlo in un'icona. È l'obiettivo del retail design, forma di comunicazione che si occupa di realizzare materiali e strumenti espositivi per i punti vendita. «Negli ultimi anni - spiega Chiara Endrigo, fondatrice insieme a Giorgio Di Bernardo di Visual Display, azienda udinese specializzata in exhibit & retail design - le aziende del beverage hanno rafforzato in modo significativo gli investimenti in materiale per il punto vendita, sia per il lancio di nuovi prodotti che per operazioni di riposizionamento del brand. L'orientamento è di realizzare, per un numero selezionato di punti vendita, degli oggetti di design, fatti con materiali durevoli».
Visual Display ne ha creati oltre una quindicina, vincendo in un paio di occasioni dei premi a livello nazionale. «Nel progettare - spiega Chiara Endrigo - cerchiamo di realizzare oggetti minimal, capaci di dare risalto al brand e al prodotto senza invadere il punto vendita. La pulizia delle linee è indispensabile per creare oggetti che siano collocabili in tutti gli ambienti, dai locali tradizionali a quelli più trendy».
Le due linee guida, pensando al mondo del bar, sono l'utilità e la gradevolezza estestica, due aspetti che devono andare di pari passo e che mettono d'accordo sia l'azienda committente che il locale che deve “esibire” l'oggetto. «Un altro sforzo - dice Endrigo - è mettere insieme l'esigenza delle aziende di creare elementi distintivi, capaci di attirare l'attenzione, con quella dei bar di avere cose funzionali. Stabilità e minimo ingombro sono due elementi fondamentali per far sì che questi oggetti vengano effettivamente utilizzati o esposti nei locali».

Esplicitare le esigenze

La collaborazione tra i gestori dei locali e le aziende fornitrici è un elemento chiave per l'evoluzione del merchandising: «È importante che i gestori di bar siano attivi - afferma Endrigo - nello stimolare le aziende, indicando le proprie esigenze e necessità. Un modo per aiutare chi progetta a realizzare soluzioni utili e utilizzabili. Dall'altra parte, la richiesta è di “rispettare” gli oggetti che vengono forniti. Evitando, per esempio, di usare l'espositore del prodotto x per metterci il prodotto y».
Una scelta, quest'ultima, un po' autolesionista: sia nei confronti delle aziende coinvolte, sia soprattutto nei propri confronti: che immagine offre di sé un locale che “pasticcia” così con l'esposizione dei prodotti?

Occhio al sovraffollamento

Anche oggetti semplici, come gli espositori di prodotto, hanno le loro regole da rispettare per svolgere al meglio la propria funzione: «Alcune sono banali - dice Endrigo -: montare i supporti correttamente, facendo attenzione alle istruzioni, posizionare il prodotto nel modo previsto e tenere gli espositori aggiornati e puliti. Altri aspetti cui prestare attenzione sono l'aggiornamento della comunicazione legata agli espositori, quando prevista, e il loro corretto posizionamento, in luoghi visibili».
Tra gli errori da evitare, invece, il più comune è il sovraffollamento di espositori diversi, che crea più confusione che comunicazione. Ma c'è anche chi - come con i sedili delle macchine nuove - “dimentica” di togliere dai totem espositivi le pellicole di protezione.

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