Consigli in tema di successione testamentaria

A volte fare testamento può essere inutile, ma in altri casi è assolutamente indispensabile predisporre ogni cosa, per evitare di favorire chi non merita e penalizzare i parenti prediletti.



Il testamento è una semplice dichiarazione con cui si dispone delle proprie sostanze, per il momento in cui si sarà cessato di vivere.

Il testamento deve sempre essere redatto per iscritto e ne sono previste alcune forme:

a) è olografo, quando, su un qualunque pezzo di carta, è interamente scritto, sottoscritto e datato dal testatore;

b) è segreto, se il testatore lo ha firmato e consegnato ad un notaio per la custodia;

c) è pubblico, se le proprie volontà sono dichiarate davanti ad un notaio, in presenza di due testimoni.

Il testamento olografo è certo quello più diffuso, ma presenta il grande inconveniente della custodia.

Il testamento segreto e pubblico hanno la garanzia della custodia a cura del notaio.

Qualunque testamento è sempre revocabile, e dunque, in presenza di più testamenti, soltanto l’ultimo avrà valore.

Ora, poiché la revoca può essere totale, ma anche parziale, se vi sono nuove disposizioni di ultima volontà non incompatibili con le precedenti, si avrà alla fine una somma dei vari testamenti, che comporranno il mosaico definitivo.

La revoca delle precedenti disposizioni può essere anche tacita, ma è consigliabile che sia sempre chiaramente espressa.

E’ anche possibile nominare nel testamento un esecutore testamentario, persona di fiducia che avrà l’incarico di far rispettare le ultime volontà del defunto.

Per quanto riguarda, infine, il c.d. legatario, occorre rilevare che mentre l’erede succede al defunto in tutto il suo patrimonio, egli succede in una cosa singola (un bene, un immobile, una somma di denaro).

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