Buoni lavoro: anche per la ristorazione

Anche in un Paese come il nostro, abituato a una mentalità eccessivamente burocratica e bizantina, attualmente è concreta la possibilità che un ristoratore, all’interno della sua impresa, nei momenti di intenso lavoro possa far lavorare degli addetti di sala, dei cuochi o altri dipendenti remunerandoli direttamente con la consegna di buoni lavoro onnicomprensivi di retribuzione, contributi previdenziali e assicurativi. Tutto questo grazie al sistema che regola il lavoro occasionale di tipo accessorio (D.L. n. 112/2008 convertito nella Legge n. 133/2008), attraverso l’utilizzo di buoni lavoro o voucher, introdotto per la prima volta dalla legge Biagi, con l’intento di regolamentare tutti quei rapporti di lavoro saltuari e occasionali, di ridurre le faticose lungaggini burocratiche, di combattere il fenomeno del lavoro nero e soprattutto di tutelare i lavoratori senza alcuna prestazione assicurativa e previdenziale. Si tratta di uno strumento flessibile, particolarmente interessante non solo nei momenti di picco del lavoro (pensiamo ai week end), ma in quei periodi in cui occorre rafforzare lo staff (feste o banchetti, la stagione estiva quando ci sono le turnazioni per le ferie, ecc.). I buoni lavoro permettono, nel completo rispetto della legge, senza rischiare alcun forma di vertenza sindacale, di assumere immediatamente dei dipendenti, senza recarsi in nessun ufficio e remunerarli con la consegna di un voucher.
?1 In che modo un ristoratore può utilizzare questo innovativo strumento?
Solo nel maggio scorso la Circolare n. 76 (26 maggio 2009) ha chiarito le modalità applicative per l’impresa familiare operante nell’ambito del commercio, del turismo e dei servizi. Qualora il ristoratore svolga la propria attività sotto forma di impresa familiare (con la collaborazione del coniuge, dei parenti entro il terzo grado e degli affini entro il secondo grado), la recente normativa gli consentirebbe di poter assumere lavoratori, remunerandoli con i buoni lavori, per delle prestazioni che in un anno non possono superare i 10.000 euro per la singola impresa familiare. Se l’imprenditore non fosse un impresa familiare, potrebbe utilizzare i voucher solo nei confronti di lavoratori che siano studenti con età inferiore ai 25 anni, regolarmente iscritti ad un corso di studio, nei periodi di vacanza, di festività e nei week end.
?2 Quali sono le categorie di lavoratori ai quali ci si può indirizzare?
Oltre agli studenti al di sotto dei 25 anni, vi sono i pensionati, i disoccupati, i cassintegrati, i lavoratori in mobilità e i cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale. Il lavoratore però non può percepire più di 5000 euro di compenso annuo dallo stesso committente. La legge inoltre non sancisce alcun divieto sul lavoratore-familiare: questo può essere remunerato con i buoni tranne nel caso in cui non ci siano altri accordi con l’imprenditore.
?3 Qual è la procedura da seguire per l’acquisto dei voucher?
I voucher possono essere acquistati tramite due procedure: in maniera cartacea o telematica. La procedura cartacea prevede una comunicazione preventiva all’Inail, in seguito i carnet dei buoni potranno essere ritirati presso le sedi provinciali dell’Inps, esibendo la ricevuta dell’avvenuto versamento effettuato dal datore di lavoro, il quale prima di consegnarli al lavoratore dovrà compilare gli appositi spazi del buono e firmarli; il buono cartaceo potrà essere riscosso presso gli uffici postali. La procedura telematica, obbligatoria nell’ambito delle imprese familiari, prevede che il datore di lavoro si dovrà registrare presso gli sportelli dell’Inps o attraverso il sito www.inps.it o tramite contact center al numero gratuito 803.164; il lavoratore dovrà accreditarsi presso l’INPS per ottenere la tessera magnetica per ricevere gli accrediti della prestazione.
?4 In che modo avviene il pagamento del lavoratore?
Il pagamento delle prestazioni avviene attraverso il sistema dei buoni o “voucher”, il cui valore nominale è di 10 euro o buoni multipli, del valore nominale di 50 euro; il valore nominale di questi buoni comprende la posizione individuale contributiva del prestatore, quella per l’assicurazione anti-infortuni e altri compensi che riducono il valore netto di questo buono da 10 euro nominali a 7,50 euro, mentre per i buoni retribuiti dalle imprese familiari il valore netto è di 5,80 poiché è comprensivo della contribuzione a favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (33%), di quella in favore dell’INAIL (4%) e di una quota pari al 5% per la gestione del servizio. I buoni sono riscuotibili presso gli uffici postali.
VANTAGGI  
Per il lavoratore: ■ Immediato pagamento ■ Immediata riscossione presso gli uffici postale o tramite accredito sulle tessere magnetiche ■ Riduzione del lavoro nero ■ Certezza del versamento dei contributi INPS e INAIL ■ Compenso annuo massimo del lavoratore di 5000 euro per ogni imprenditore  
Per l’impresa ■ Possibilità di gestire meglio i momenti di intenso lavoro, senza dover assumere a tempo determinato altri lavoratori ■ Completa libertà del datore di lavoro di riassumere nuovamente quel lavoratore ■ Si evitano le lungaggini burocratiche per le assunzioni. ■ Si evitano rischi legati a vertenze sindacali ■

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