Byra, birreria contemporanea

Byra, birreria contemporanea di Busto Arsizio (Varese)

Punto vendita, centro culturale e birreria di alto livello: il Byra di Busto Arsizio (Varese) si propone con una formula originale, al passo con i tempi.

Non è una classica birreria, né un pub, anche se qui si possono degustare 18 birre alla spina. Il Byra di Busto Arsizio (Varese) è uno showroom nato per promuovere la cultura birraria. È un centro di forma-zione e di informazione. «È come lo stand di una fiera, ma nel centro di una città - spiega Daniele Rocca, la cui azienda di famiglia si occupa di distribuzione di bevande e importazione di birre -. Qui accogliamo tutti, appassionati di birra, professionisti del settore, giovani che vogliono avviarsi al mondo del lavoro». Quattro progetti in uno che vanno sotto il nome di Byra-Showroom, Byra-Cult (per gli appassionati), Byra-Work (per i giovani) e Byra-Pro (per gli operatori del settore).

Sono 18 le spine in azione
Proprio perché non si tratta di un locale tradizionale e perché i suoi obiettivi sono multipli, Byra è organizzato in maniera originale. Intanto, la mattina apre dalle 10 alle 12.30 e funziona solo come negozio per la vendita per l’asporto di birre speciali in bottiglia, una trentina di etichette a rotazione. Il locale riapre alle 17 e va avanti fino a mezzanotte, dal lunedì al sabato. In questa fascia oraria si possono degustare solo le birre alla spina e non vengono servite birre in bottiglia o altre bevande, acqua esclusa. Proprio perché la degustazione - e non il semplice consumo - è il fulcro dell’offerta, il servizio prevede solo bicchieri da 0,25 cl, senza servizio al tavolo: il cliente deve alzarsi e andare al banco a scegliere la birra. Qui, ha la possibilità di interloquire con chi la sta spillando, chiedere infomazioni, osservare la spillatura. Come dicevamo, in offerta ci sono 18 birre alla spina a rotazione, selezionate di volta in volta tra quelle del portafoglio dell’azienda Rocca e provenienti da sei dei maggiori Paesi birrari del mondo, le cui bandiere decorano il bancone. L’accento è sempre sulla tipologia e sullo stile birrario, non sul singolo marchio.
Per accompagnare le birre c’è una piccola offerta di food: mini piadine, taglieri di salumi e formaggi, panini e burger, il dolce del giorno. L’offerta è tutta qui: birra e cibo. Non c’è cucina, non si ser-vono vini o cocktail, non c’è nemmeno la macchina per il caffè. Non si organizzano happy hour o feste. Anche la struttura dei prezzi è atipica. E molto semplice. Tutti i calici alla spina costano 3,50 euro.

Programmi e corsi
Un sistema di tessere a scalare consente però al cliente di risparmiare e al locale di fidelizzare la clientela. Si va da 3 degustazioni a 10 euro fino a 20 degustazioni a 50 euro. Con la stessa tessera si paga anche il cibo, che, a seconda degli ingredienti, può valere una o due degustazioni. Il roast beef burger, per esempio, vale due degustazioni. Le tessere non sono nominali e non hanno scadenza. Questo significa, tra l’altro, che più persone possono usare contemporaneamente la stessa tessera.
Byra, però, non è solo un locale aperto al pubblico. È anche un centro di informazione, formazione e avvio al lavoro. Nell’ambito del progetto Byra-Cult vengono organizzati mini corsi di degustazione e informazione per curiosi e appassionati di birra. Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, si permette al pubblico di apprezzare le birre. C’è un programma di cene di degustazione a tema, che esplorano gli abbinamenti cibo-birra con la collaborazione di chef, come per esempio lo showcooking “A tutto baccalà” con lo chef Fabio Zago che si è tenuto lo scorso febbraio. E ci sono incontri con professionisti della birra, per esempio sul tema dell’homebrewing. In futuro, rivela Rocca, saranno anche organizzati dei viaggi all’estero. Byra-Work è invece il progetto formativo rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni. I docenti sono tutti professionisti. «Al termine del corso facciamo un test non ufficiale e ai migliori allievi diamo la possibilità di completare la formazione, lavorando al Byra per un massimo di un anno - racconta Claudio Castiglioni, responsabile della formazione Byra -. Da noi imparano a relazionarsi con la clientela, a gestire le ordinazioni, la cassa e così via».

Un vero palcoscenico
Byra ha aperto ad aprile 2015 e in questi mesi ha già assunto tre giovani che hanno frequentato il corso, mentre altri cinque sono passati nel ciclo di apprendistato. «Si tratta - precisa Rocca - di otto ragazzi che non erano mai stati dietro a un bancone. Vogliamo creare un vivaio di giovani professionisti, che poi possono lavorare altrove». Per gli operatori del settore, Byra-Pro organizza, invece, incontri specifici sul prodotto, ma anche più in generale corsi dedicati alla gestione del locale su argomenti quali il web marketing o la contabilità. In conclusione, Byra è soprattutto un grande showroom, un vero e proprio palcoscenico.
«Vogliamo - conferma Rocca - arricchire la cultura birraria del pubblico finale, esaltare l’arte della spillatura e, allo stesso tempo, dare un servizio in più agli operatori nostri clienti. Non siamo in concorrenza con altri locali della zona perché abbiamo un servizio limitato. Certo, il nostro assortimento di birre è più ampio di quello di altri pub. Però, indirizziamo sempre i consumatori verso i locali dei nostri clienti, per esempio quando vogliono bere una birra che hanno scoperto e degustato da noi».

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