Un bianchino, e il cuore ringrazia

Vino –

Fino ad oggi si credeva che solo il vino rosso proteggesse dalle malattie del cuore. In realtà gli ultimi studi rivelano che i bianchi non sono da meno. Anzi

Vino bianco o vino rosso? Posto dal punto di vista della salute questo quesito, fino a poco tempo fa, sembrava non lasciare adito a dubbi: vino rosso! Da tempo infatti numerosi studi scientifici hanno messo in risalto gli effetti benefici di barbere e chianti, soprattutto per quanto riguarda il cuore. Le uve nere, infatti, sono ricche di antocianine e flavonoidi, sostanze che contribuiscono a dare la caratteristica colorazione alla buccia ma che hanno anche un impatto positivo sul nostro organismo. Il vino bianco, invece, non è mai stato considerato un grande amico della salute.

La ricerca voluta dal Consorzio Soave

Il maggior contenuto di solfiti e il particolare pH sembrano infatti determinare in più di un consumatore di vino bianco intolleranze, che si manifestano con i caratteristici mal di testa. Oggi però le novità riportate da una serie di studi scientifici sembrano sovvertire il primato tra i “vini della salute”, portando i bianchi al primo posto. Il merito di queste scoperte è soprattutto del Consorzio del Soave che ha commissionato in tutto il mondo una serie di ricerche impostate sulla somministrazione moderata del vino a volontari, ma anche ad animali. Gli esiti sono stati presentati in occasione di un convegno internazionale, che si è tenuto proprio a Soave. Il lavoro più ponderoso è stato quello condotto al Kaiser Permanente Medical Care Program di Oakland dall’équipe di Arthur Klatsky, epidemiologo statunitense, che nel corso di 7 anni ha tenuto sotto controllo la bellezza di 130.000 pazienti. Klatsky si è accorto che i moderati consumatori di alcol erano più protetti contro malattie cardiovascolari rispetto agli astemi e che il vino offriva in tali patologie la maggior protezione rispetto alle altre bevande alcoliche. La sorpresa però è arrivata quando tra vino bianco e vino rosso si è scoperto che il vino bianco è più protettivo contro le malattie cardiovascolari e che le donne, moderate consumatrici di vino bianco, fra tutti sono risultate le più protette.

Scoperta sorprendente
 «Un risultato - dice Alberto Bertelli del Dipartimento di Morfologia Umana dell’Università degli Studi di Milano - che ridimensiona il ruolo del vino rosso, fino ad oggi considerato il solo a proteggere contro patologie cardiovascolari e apre la strada a studi di tipo sperimentale e clinico con vini bianchi di diversa provenienza, per giungere a una spiegazione definitiva di questo fenomeno».
Uno dei meccanismi che spiegano l’influsso benefico dei bianchi è il loro ruolo nel frenare l’apoptosi delle cellule cardiache. L’apoptosi è un fenomeno che interessa tutti tipi di cellule e che ne determina il deterioramento e, quindi, la morte. Ebbene, una sostanza presente nel vino bianco, l’idrossitirosolo, ha la capacità di attivare particolari proteine, le sirtuine, che rallentano l’apoptosi. E lo fanno con un’efficacia molto superiore rispetto alle sostanze positive contenute nel vino rosso.

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