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La call to action Be a Gamechanger di Brita per un consumo sostenibile dell’acqua

Brita Seabin_BRITA
L'azienda rinnova l'impegno per un consumo più consapevole e sostenibile della risorsa, invitando professionisti e consumatori a ridurre l’uso di plastica monouso e a tutelare l'acqua. E aderisce al progetto Whale and Dolphin Conservation

Il prossimo 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza di questa risorsa e della sua salvaguardia. Per l’occasione, Brita ha lanciato la call to action Be a Gamechanger, che invita i gestori dei locali e i consumatori a mettersi in gioco, diventando protagonisti attivi nella tutela dell’acqua e nella lotta contro l'inquinamento da plastica. Obiettivo dell’azienda è promuovere un cambiamento nelle abitudini di professionisti e consumatori che vada verso un consumo più consapevole e responsabile dell’acqua e la riduzione dell’utilizzo di articoli in plastica monouso a favore di soluzioni sostenibili. Cambiamento che passa anche per la scelta di bere l'acqua del rubinetto filtrata, campo nel quale Brita offre una ricca gamma di soluzioni dedicata sia al mondo del fuoricasa sia al mercato domestico, che garantiscono acqua di qualità ed evitano l'uso di bottiglie di plastica monouso.

L'ingresso nella Water Defenders Alliance

Ma l’impegno dell’azienda a tutela della risorsa si dispiega a 360°. Al fianco dal 2016 della Whale and Dolphin Conservation, organizzazione benefica dedicata alla protezione di balene e delfini e dell’ambiente marino, Brita ha rafforzato il suo impegno attivando una collaborazione con LifeGate a sostegno del progetto Water Defenders Alliance, l’alleanza che coinvolge aziende, porti, istituzioni, persone e mondo della ricerca impegnate attivamente per la salute delle acque.

Nell’ambito del progetto, Brita ha adottato due dispositivi di raccolta dei rifiuti marini: un Seabin presso la Marina Blue Dolphin di Roma Fiumicino e un Trash Collec’Thor presso il porto Venezia Certosa Marina. I dispositivi, in un anno, potranno raccogliere circa 2 tonnellate di rifiuti, incluse plastiche e microplastiche, equivalenti al peso di oltre 130.000 bottigliette di plastica.

Sostenibilità al centro

Iniziative che si inseriscono nel più vasto programma di azioni portate avanti dall’azienda sul fronte della sostenibilità. Da tempo Brita ha introdotto il Planet Contribution Index, un indicatore che misura il suo impatto ambientale in termini di bottiglie di acqua risparmiate in combinazione con la Company Carbon Footprint, l‘impatto generato dall’attività aziendale, misurato in emissioni di anidride carbonica, ponendosi un ambizioso obiettivo: evitare entro la fine di quest’anno l’utilizzo di oltre 6,5 miliardi di bottiglie d’acqua, abbattendo la propria impronta carbonica di un milione di tonnellate di CO2. Un target sempre più vicino, considerando che ad oggi il risultato raggiunto è di 5,5 miliardi di bottiglie evitate.

Altri esempi dell’impegno dell’azienda a favore dell’ambiente riguardano la gestione virtuosa dei rifiuti e la promozione dell’economia circolare. Brita vanta infatti un tasso di riciclo superiore al 70% per i rifiuti non pericolosi e da anni ha attivato a livello globale un sistema di recupero dei filtri esausti, in Italia focalizzato sui filtri della linea professionale. A questo si aggiunge l’utilizzo di materiali sostenibili, come le plastiche bio-based e il carbone attivo derivato dai gusci di cocco, per le sue soluzioni e l’attenzione a ridurre il più possibile i consumi di energia, come testimonia il nuovo stabilimento di Bad Camberg, in Germania: una moderna costruzione in legno, progettata e realizzata secondo rigorosi standard di efficienza energetica e alimentata al 100% da energia green.

 

Casa Tobago a Milano: il progetto raccontato dagli architetti

Uno spazio polifuzionale, con arredi vintage e rivestimenti che stabiliscono un dialogo fra elementi di modernariato e contemporanei

Casa Tobago, locale polifunzionale dagli ampi spazi e dalle diversificate proposte per l’aperitivo e l’after-dinner, nasce per essere, nei locali adiacenti a quelli che ospitavano il mitico club Plastic, un punto di riferimento della vita serale e notturna del capoluogo lombardo. Gli spazi sono stati reinterpretati da Alessandro Mario Cesario, autore del concept e socio fondatore, insieme a Christian Brigliadoro, in collaborazione con l’architetto Luca Piccinno.

Casa Tobago presenta materiali, colori e finiture in grado di definire un interior design accogliente e funzionale. A caratterizzare il progetto, due cucine a vista con banconi di marmo rosso Alicante per assistere alle preparazioni, cocktail bar, griglieria all’ingresso e sala adiacente dedicata alla pizza e ai lievitati, che si snodano all’interno dell’ampio spazio interno completo di dehors verde.

L’ampio bancone accoglie l’ospite e invita alla convivialità su comodi sgabelli, al contrario dello spazio dedicato allo speakeasy cocktail bar, arredato con divanetti: qui l’ambientazione è più intima ed è sottolineata dalla luce soffusa. L’illuminazione artificiale riveste un ruolo importante per ricreare le atmosfere della notte, così come quelle rilassate, mentre ai banconi è stato affidato il compito di accentrare tutte le attività. Gli impianti volutamente a vista sono accostati con effetto contrastante a morbidi tessuti e oggetti di diversa provenienza, cercati nei mercati di tutta Europa, per creare un allure vintage, fra modernariato e contemporaneo.

I tessuti e le carte da parati a righe Regimental, così come la palette dei colori nei toni della terracotta e del verde, non sono solo complementi, ma costruiscono volumi e dividono gli ambienti. Le applique, le imbottiture delle sedie, i divani del banco di somministrazione, il baldacchino che accoglie il bancone e gli ospiti sotto un’intima tenda, così come i marmi dei tavolini da caffè e del bancone concorrono a definire lo spazio nel suo insieme, tanto quanto le stampe inglesi e orientali, le foto in bianco e nero di icone musicali anni Settanta, i diari di viaggio, i ritratti dallo charme coloniale tipico delle Guest House, unitamente ai richiami rock anglosassoni.
Gli arredi sono in larga parte “tailor made” disegnati da Alessandro Mario Cesario e Luca Piccinno, i tessuti e i componenti sono realizzati e selezionati da Cesario. Importanti portali laccati nero lucido dividono le tre sale e solo attraverso una porta con campanello e spioncino si accede allo speakeasy: una stanza segreta con morbidi divanetti e moquette, illuminata dalla flebile luce dei paralumi integrati agli schienali dei divanetti. Ancora diversa l’ambientazione del club Rosario Amaya, inspirata alla celebre cantante spagnola, dove frange, velluti, moquette e rivestimenti dei muri proiettano il visitatore in un’atmosfera déco.
Il dehors è l’ultimo step del restyling del locale eseguito da Alessandro Mario Cesario. L’effetto sorpresa è assicurato dalla folta vegetazione che invade il cortile, simile a un living all’aperto. Uno spazio utilizzabile in tutte le stagioni, immerso nel verde, in cui divani, poltrone insieme a quadri e oggetti creano un’atmosfera vibrante. Gli interni contaminano gli esterni e viceversa, creando una connessione che esalta la continuità di stile e di dettagli. 200 metri quadrati in tutto con pedana in legno, e ricoperti da tende, già presenti sulla facciata.
L’arredo è composto da tavoli in resina, su disegno di Luca Piccinno e Alessandro Mario Cesario, sedie in paglia, cuscini e le lampade custom made senza filo. Verde, rosso aragosta e nero sono i colori dominanti in abbinamento a quelli dell’interno del locale. Con la bella stagione, vetrate e tendaggi rimangono aperti senza soluzione di continuità con la zona lounge e la zona living per la cena.

Bellussi lancia il nuovo BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut

Bellussi BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut
Un profilo elegante e complesso caratterizza l'ultimo nato della linea BellusSì della cantina veneta: uno spumante ottenuto da uve 100% Chardonnay coltivate nelle montagne della Val di Cembra

Si arricchisce di una nova perla la linea di bollicine BellusSì della cantina di Valdobbiadene (Treviso) Bellussi. Il nuovo arrivato è BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut, uno spumante dal profilo elegante e complesso ottenuto da uve 100% Chardonnay coltivate nelle montagne della Val di Cembra, in Trentino.

Le uve, meticolosamente selezionate e raccolte a mano, vengono vinificate con pressatura soffice e una parziale macerazione a freddo per esaltare le caratteristiche aromatiche della materia prima. Il processo di spumantizzazione è effettuato con il metodo Charmat lungo, prolungando la rifermentazione dai 180 ai 270 giorni: scelta che conferisce al prodotto una struttura raffinata, con un bell’equilibrio di freschezza e complessità e un perlage fine e persistente.

Dal colore giallo paglierino brillante, con riflessi dorati, Bellussi Blanc de Blancs Extra Brut (alc 12,5% in vol) si presenta al naso con il suo elegante profilo aromatico, caratterizzato da sentori di frutta a polpa bianca, accompagnati da note di agrumi e delicati accenni floreali. Secco e strutturato al palato, ha un finale persistente, arricchito da una bollicina fine e cremosa.

Raffinato e versatile

Da servire a una temperatura di 6-8 °C, il nuovo spumante è anche molto versatile prestandosi alla perfezione a un’ampia gamma di abbinamenti con il food. Ideale come aperitivo, lo si può accompagnare con crudi di pesce e crostacei, come tartare di gambero rosso e carpaccio di branzino, o con antipasti leggeri a base di verdure croccanti e formaggi freschi. Ma il suo profilo si sposa benissimo anche con sushi e tempura di verdure, per un’esperienza di degustazione contemporanea e sofisticata, con primi piatti come risotti ai frutti di mare e tagliolini al tartufo bianco e, tra i secondi, con carni bianche delicate, come il pollo al limone o il coniglio in porchetta.

Il Bellussi Blanc de Blancs va a completare la linea BellusSì che già comprende il BellusSì Blanc de Noir Millesimato Brut (alc 12,55 in vol), ottenuto da sole uve Pinot Nero coltivate nei vigneti collinari dell’Oltrepò Pavese, e il BellusSì Prosecco Doc Rosè Millesimato Brut (alc 11,5%), ottenuto da una selezione di uve Glera (90%) e Pinot Nero (10%) coltivate in Veneto.

Undici progetti green per la finale globale della Torres Brandy Zero Challenge

Torres Brandy Zero Challenge finalisti 2024
I finalisti dell'edizione 2024 del concorso
Va in scena a Barcellona dal 25 al 27 marzo la finalissima del concorso targato Torres Brandy, che promuove la sostenibilità nel settore hospitality. In gara 11 professionisti da altrettanti Paesi del mondo con i progetti a basso impatto ideati per i loro locali. Per l'Italia ci sarà Giovanni Onori, dell'Hotel Bulgari di Roma. Al vincitore 30.000 euro per realizzare la sua iniziativa

È stata definita la rosa degli 11 finalisti che si contenderanno la vittoria nella finale globale della Torres Brandy Zero Challenge, la competizione internazionale dedicata alla sostenibilità nel mondo dell’ospitalità.

Giunto alla terza edizione e organizzato da Torres Brandy, il marchio catalano di brandy fondato nel 1928 da Juan Torres Casals, il concorso sfida i professionisti del fuoricasa a ideare progetti innovativi in ambito della sostenibilità, con l’obiettivo di promuovere e celebrare l'impegno ambientale nel settore. Progetti che affrontino le sfide socio-ambientali dei nostri tempi e che abbiano un impatto misurabile in termini di riduzione delle emissioni di CO2 o di rifiuti, riciclo di materiali o di inclusione sociale.

In questa edizione 2025 il concorso ha ampliato i suoi confini, sia in termini geografici, sono 11 i Paesi coinvolti di tre continenti (Spagna, Italia, Regno Unito, Romania, Finlandia, Norvegia, Usa, Messico, Canada, Cina e Corea del Sud), sia di tipologie di attività: se nelle prime due edizioni era aperto solo ai professionisti di bar e cocktail bar, ora vi partecipano anche i team dei ristoranti.

Dopo la fase nazionale, la Torres Brandy Zero Challenge ora si avvicina al suo ultimo atto, la finale globale, che andrà in scena a Barcellona dal 25 al 27 marzo, con i campioni di ogni Paese che presenteranno i loro progetti sostenibili a una giuria di esperti internazionali che decreterà il vincitore assoluto. Giuria della quale fanno parte, tra gli altri, l'architetta Glòria Font Basté, il consulente per la sostenibilità Jose Luis Gallego, Christian Visalli, managing director Spirits Global di Torres Brandy, e il bartender messicano Alberto del Toro, vincitore della scorsa edizione della competizione.

I progetti in lizza per la vittoria

In gara a rappresentare l’Italia ci sarà Giovanni Onori, bar supervisor dell'Hotel Bulgari di Roma, con la sua proposta articolata su quattro punti: il riciclo dei rifiuti organici della cucina e del bar in compost da utilizzare come fertilizzante; il riciclo di tovaglie e sottobicchieri per trasformarli in coperte per Save the Children e per le strutture per i senzatetto; l’installazione di impianti fotovoltaici sulle terrazze dei bar dell’hotel; la coltivazione erbe aromatiche da impiegare nell’attività dei bar e della cucina del Bulgari.

Altrettanto virtuosi i progetti degli altri finalisti. Chris Tanner (Regno Unito), fondatore del Dram Bar e del Câv a Londra, punta a collaborare con realtà all’avanguardia nel campo dei biomateriali per introdurre nel settore dell’ospitalità il PHA, una bioplastica che si trasforma in compost in sei mesi senza lasciare nell’ambiente residui tossici.

Il mixologist e consulente Lauren Pellecchia (Usa) con l'iniziativa Why trash when you can smash? punta invece sul riciclo del vetro e il suo riutilizzo in ambiti come il drenaggio, il giardinaggio e in applicazioni creative per la comunità di Loveland, in Ohio.

Cuore del progetto di Lacey-Jane Roberts (Canada), head bartender del Published on Main di Vancouver, è un programma di formazione sulle buone pratiche eco-compatibili dedicato ai bartender per ridurre la quantità di rifiuti generati nei locali.

Gerardo Vázquez Lugo (Messico) del Nicos di Città del Messico intende estendere entro la fine del 2025 a tutte le realtà dell’hospitality della città l’iniziativa che ha già avviato per trasformare i rifiuti alimentari in compost per l’agricoltura, che finora ha permesso il riciclo di 2.600 kg di rifiuti all'anno, e a per evitare gli sprechi di acqua.

Al recupero dei rifiuti alimentari guarda anche il progetto di Ángel Pérez (Spagna) del gruppo di ristoranti spagnolo El Pòsit, che prevede la costruzione di un sistema di compostaggio per trasformare i rifiuti organici della cucina in fertilizzante per i vigneti e gli uliveti dello stesso gruppo.

L’iniziativa di Adrian Epure (Romania), proprietario e bartender del Bindu Bistro, locale vegetariano e vegano di Iaşi, mira a dare una seconda vita ai fondi di caffè, facendone un ingrediente per biomateriali con i quali realizzare prodotti ecocompatibili come tazze e piatti, o da sfruttare come biocarburanti, fertilizzante per l'agricoltura o nel campo dei cosmetiici.

Mika Ammunét (Finlandia), proprietario del Bar Mate di Helsinki, ha lanciato Mate Hospitality, un framework progettato per favorire una cultura del lavoro più dinamica e incentrata sulle persone nel settore dell'ospitalità. L’iniziativa mira a migliorare i sistemi operativi, consentendo ai dipendenti di prosperare e garantendo che l'azienda si adatti alle esigenze in evoluzione del suo team.

D.G.Æ. è invece il nome dell’iniziativa ideata da Daniel Pappa (Norvegia) dello Svanen di Oslo, incentrata sul recupero delle eccedenze agricole e il loro utilizzo per la produzione di sciroppi, cordiali, bibite, liquori. Un approccio che sostiene gli agricoltori locali, taglia i costi, riduce gli imballaggi in plastica e le emissioni associate ai prodotti importati.

Focus sull’inclusione per il progetto di Tommy Wong (Cina), direttore del Bulgari Hotel Beijing: una raccolta fondi per sensibilizzare sul tema della salute mentale nel mondo bar. Le risorse saranno utilizzate per fornire supporto psicologico a chi ne ha bisogno e per creare posti di lavoro part time nel settore dell’ospitalità a persone diversamente abili.

L’ultimo progetto in lizza è di Jaehyung Jung (Corea del Sud), anche questo incentrato sul recupero dei fondi di caffè: l’obiettivo è trasformarli in prodotti di valore, come liquori, sciroppi o in materiali di servizio, e non solo, di alta qualità e di design, come i sottobicchieri, per offrire un'esperienza premium ai clienti.

30.000 euro al vincitore

Ogni progetto verrà valutato sulla base di quattro criteri: l'idea, ovvero il problema che affronta, la rilevanza della soluzione proposta e la fattibilità; la misurabilità del suo impatto; il piano aziendale per metterlo in atto; lo sviluppo futuro, ovvero la scalabilità e riproducibilità dell'idea. Il premio per il vincitore è un assegno da 30.000 euro da utilizzare per implementare il progetto all’interno del suo locale.

Ad aggiudicarselo nelle prime due edizioni della Torres Brandy Zero Challenge sono stati Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona con il progetto Zero Waste Lab, focalizzato sul riciclo dei rifiuti organici e in plastica e la loro trasformazione in nuovi oggetti utilizzabili nel locale (leggi La via alla sostenibilità del Paradiso di Barcellona), e il messicano Alberto del Toro, fondatore del Rufina Mezcalería a León, con l’iniziativa Taller Zero, giving a second chance, incentrata sulla trasformazione delle bottiglie di vetro scartate in posacenere, bicchieri e lampade, offrendo opportunità di impiego a persone anziane a rischio di esclusione dal mondo del lavoro.

 

Cinque nuovi prodotti per la primavera di Orogel

Dalle proteine vegetali al gluten free: le novità del canale food service di Orogel, pensate per aiutare i locali a implementare la proposta in poche mosse

Le novità di primavera di Orogel sono cinque nuove referenze pensate per il canale food service, che mirano a rendere più semplice la vita dei locali, andando incontro ai trend e alle richieste del pubblico, dalle proteine vegetali al gluten free. Prodotti ad alto contenuto di servizio, basi di qualità, che nella maggior parte dei casi possono essere servite così come sono, dopo un semplice passaggio per la cottura, ma che lasciano spazio per la personalizzazione, in modo da ottenere in modo veloce sempre nuove proposte da inserire nei menu della pausa pranzo o dell'aperitivo.

Iniziamo la rassegna dai due prodotti vegani, proteici e gluten free. Il Burger Proteico Melanzane e Menta e le Polpettine Proteiche al pomodoro contengono rispettivamente 13 g e 14 g su 100 g di proteine derivate dai piselli. Se la croccantezza delle polpettine le rende la soluzione ideale come snack e aperitivo, magari da abbinare semplicemente a una salsa golosa,  ma sono anche un ottimo secondo piatto veg per una pausa pranzo gustosa. Il Burger Proteico Melanzane e Menta è un prodotto decisamente versatile, che si può presentare al piatto, così come in un panino, da solo o a strati con altri condimenti. Si prepara in 8 minuti nel forno ventilato o in 12 minuti nella friggitrice ad aria, il burger appena lanciato è pensato per rispondere alle esigenze gluten free, vegan e plant based.

Salvatempo e antispreco sono anche le Patate Pastellate al Rosmarino e il Tris di Verdure in Tempura: risparmiano il tempo (e gli infiniti scarti) della pulizia e del taglio delle verdure, evitando alle cucine dei locali tutti i problemi connessi alla preparazione della frittura espressa. Entrambi i prodotti possono essere cotti in precedenza e semplicemente scaldati al momento del servizio, vantaggio utilissimo per le tavole calde. Sono contorni golosi, che si prestano bene per la pausa pranzo, magari in abbinamento a secondi piatti di carne bianca o pesce. Le Patate Pastellate al Rosmarino, in particolare, sono bastoncini di patate avvolti da una pastella senza uovo, con il rosmarino tritato, che conferisce uno stuzzicante sapore aromatico. Perfette da servire come contorno, ma anche da proporre come saporito appetizer, magari in abbinamento alle più classiche salse che funzionano con le patatine fritte, ma anche a qualcosa di più creativo.

Il Tris di Verdure in Tempura, invece, è composto da patate, carote e zucchine, tre ortaggi che piacciono a tutti e che formano un croccante tricolore vegetale. Servita da sola, questa croccante verdura è un perfetto appetizer per l’ora dell’aperitivo, volendo in accompagnamento con salse d’ispirazione orientale, agrodolci e piccantine, che si accordano perfettamente all'ispirazione originaria di questo piatto di origine giapponese.

Last but not least, le Melanzane a Fette Prefritte sono il jolly in cucina per preparare una Parmigiana a regola d'arte o ricette creative in cui le melanzane possano essere protagoniste. Riducono in modo sensibile i tempi di preparazione di piatti apparentemente complessi e consentono di destagionalizzare un prodotto tipicamente estivo come le melanzane. Il fatto che siano fritte e surgelate in Iqf (Individually Quick Frozen) è un ulteriore accorgimento, che garantisce che le fette di melanzane si separino facilmente e possano essere utilizzate singolarmente senza essere decongelate.

Rivoluzione digitale davanti e dietro al bancone: arrivano i robot camerieri

robot camerieri Mars
Mars, il robot cameriere della famiglia Roboost di Alascom
I locali diventano sempre più tecnologici e al loro interno conquistano spazio i robot camerieri, apprezzati da gestori e clienti perché rendono il servizio più efficiente e veloce, evitando errori e facendo risparmiare tempo e costi. Tra questi il più innovativo è Mars, il delivery robot che fa parte della famiglia dei Roboost, marchio di Alascom

Migliorano il servizio, attirano nuovi clienti curiosi, fanno risparmiare. Stiamo parlando dei robot camerieri che sempre di più sono presenti in pub, lounge bar, vinerie, birrerie, disco bar etc. Si tratta di dispositivi versatili che, grazie a sistemi di navigazione autonoma e vassoi intelligenti, vengono impiegati da molti esercenti del settore per supportare il personale per velocizzare e ottimizzare i servizi più ripetitivi, come la consegna di bibite ai tavoli o il ritiro delle stoviglie sporche, consentendo allo staff di concentrarsi sui clienti e i loro bisogni.

Una tendenza che arriva da lontano. I robot per la consegna del cibo sono, infatti, estremamente popolari in America, in Cina e in Giappone. La robotica nel mondo dell’hospitality è una realtà in continua evoluzione. Secondo il report di WorldRobotics 2024, la crescita dell’utilizzo di robot di servizio all’interno del settore nel mondo è stata pari al 31% rispetto all’anno precedente. Si stima, inoltre, che l’aumento medio ogni anno sarà del 26% entro il 2028.

Efficienza, esperienza, competitività

I bar del futuro stanno sempre più prendendo piede. Secondo la ricerca Robotics in hospitality 2024 i principali fattori che incentivano l’adozione dei robot in questo settore sono il miglioramento dell’efficienza (31%), quello dell’esperienza del cliente (26%) e la ricerca di innovazione e competitività (21%).

Sono innegabili, infatti, i vantaggi che apportano sia davanti che dietro il bancone. Utilizzare un robot significa fornire ai clienti un servizio più veloce e affidabile, anche durante i picchi di lavoro, con meno errori e senza necessità di personale aggiuntivo. L’aumento della produttività nei bar si traduce, inoltre, in un notevole risparmio dei costi associati ai possibili errori di servizio.

Un altro aspetto molto importante da sottolineare è che l’impiego dei robot di servizio all’interno dei locali offre un’esperienza futuristica e coinvolgente, che li distingue dalla concorrenza, attirando clienti curiosi e attenti all’innovazione.

Mars, il delivery robot all’avanguardia

Tra le soluzioni più avanzate presenti sul mercato italiano per efficientare il lavoro in bar e locali troviamo la famiglia di Roboost, in particolare con il robot Mars. Si tratta di un delivery robot che combina tecnologia all’avanguardia con intelligenza integrata e che ha la possibilità di integrare software esterni che consentono di inserire sullo schermo led frontale applicazioni di prenotazione e di pagamento, menù o comunicazioni promozionali.

Mars è uno degli ultimi prodotti di casa Alascom che da anni affianca le aziende italiane nella transizione tecnologica. Roboost, l’innovativo marchio di cui Mars fa parte, infatti, nasce come estensione del know-how consolidato dell’azienda, pioniera nella robotica industriale e nella progettazione di soluzioni integrate.

L’utilizzo dei robot consente agli esercenti di rimanere attrattivi e competitivi in un mercato sempre più tecnologico e maturo. Grazie a queste innovazioni, bar, pub e lounge bar possono offrire un servizio più efficiente, sicuro e moderno, elevandolo a nuovi standard di eccellenza.

Festa in quota per i 50 Anni di Acqua Minerale Surgiva

Alessandro, Matteo, Camilla e Marcello Lunelli con una magnum di Acqua Surgiva
Creata 50 anni fa, Acqua Surgiva, grazie al Gruppo Lunelli, è arrivata a distribuire 40 milioni di bottiglie indirizzate alle tavole dell'alta ristorazione di 40 Paesi del mondo.

Un vero fiume di acqua minerale caratterizza la storia di Acqua Surgiva, società creata nel 1975 per sfruttare una orgente nel comune di Carisolo (Trento) nel Parco Naturale dell'Adamello Brenta e rilevata quindi nel 1988 dalla famiglia Lunelli (nota in particolare per spumante Ferrari TrentoDoc) che l'ha rilanciata come Acqua Minerale Naturale per l'alta ristorazione.
Con quasi 40 milioni di bottiglie (2024), Surgiva è presente sulle tavole dei migliori locali di 40 Paesi del mondo. Non a caso è stata scelta da ASI (Associazione Italiana Sommelier) con Acqua Ufficiale.

Grazie all lento scorrimento su rocce granitiche, Surgiva vanta indubbie qualità organolettiche (pH 7,3), con un basso residuo fisso (o,041 g/l) che assicura un gusto leggero e neutro che non altera anche i piatti di grandi chef e si accompagna  ai migliori vini, abbina una confezione inconfondibile, in bottiglie di vetro chiaro con tappo a vite e una etichetta design caratterizzata da un "graffio" colorato a seconda della tipologia: rosso per la Frizzante, azzurro per la Naturale, grigio per la Mossa.
Disponibile nei formati da 1 litro, 75 cl, 50 cl per le tre versioni, oltre al formato 25 cl per Naturale e Frizzante.

Alla fonte originale di Carisolo (dove viene ancora imbottigliata in un moderno stabilimento all'avanguardia), si sono aggiunte altre sorgenti, tutte all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta che può vantare un ecosistema unico, sotto un monitoraggio satellitare costante della Commissione Glaciologica e un monitoraggio a terra della SAT (Società Alpinisti Tridentini 1872) attraverso una rete di famosi rifugi.
L'attenzione all'ambiente ha portato l'azienda Surgiva a ottenere nel 2024 la certificazione Carbon Neutrality Scope 1,2 e parzialmente 3 secondo lo standard Climate Partner, grazie al 98% di riciclo dei rifiuti prodotti e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Evento speciale nel Rifugio Doss del Sabion

Per festeggiare il traguardo dei 50 Anni di attività, i responsabili di Surgiva hanno scelto un luogo eccezionale come Rifugio Doss del Sabion, posto a 2101 metri di quota, stazione di passaggio della funivia Express che collega Pinzolo a Madonna di Campiglio, in provincia di Trento. Dal Rifugio si può dominare infatti un panorama unico che comprende tutto l'arco delle Dolomiti di Brenta (patrimonio Unesco) e il ghiacciaio dell'Adamello.

Riuniti alla stazione di partenza della funivia Prà Rodont (Pinzolo), un centinaio di ospiti tra maestranze, manager, clienti e giornalisti hanno potuto ammirare il tramonto nel corso dell'ascesa, suddivisa in due tronconi, arrivando quindi al Rifugio Doss del Sabion e gustare una cena di gala trentina nell'annesso Attic Restaurant. Come aperitivo non poteva mancare un calice di spumante TrentoDoc Ferrari Maximum.

A fare gli onori di casa sono stati Matteo Lunelli, presidente Surgiva, insieme con Alessandro, Camilla e Marcello Lunelli, una famiglia affiatata con varie responsabilità operative per i vari marchi premium del Gruppo Lunelli, come Ferrari TrentoDoc, Acqua Surgiva, vini Tenute Lunelli, Grappa Segnana, Locanda Margon.

 

Ilenia Ruggeri è il nuovo direttore generale di Sanpellegrino

Sanpellegrino Ilenia Ruggeri Direttore Generale
Con una carriera ventennale all'interno del Gruppo e forte di solide competenze del mercato beverage e nello sviluppo dei marchi italiani e internazionali, la manager ha il compito di proseguire l'espansione del business sul mercato italiano

Novità in casa Sanpellegrino. L’azienda, tra i principali operatori nazionali nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, ha scelto Ilenia Ruggeri come suo nuovo direttore generale. La manager, forte di un’esperienza ventennale all’interno del Gruppo vanta una profonda conoscenza del comparto beverage, competenze che saranno fondamentali per continuare il processo di crescita dell’azienda sul mercato italiano.

Come direttore generale, Ruggeri ha infatti il compito di definire strategie innovative e accelerare le performance dei marchi internazionali del Gruppo, S.Pellegrino, Acqua Panna e bibite Sanpellegrino e di sostenere lo sviluppo del marchio locale Levissima e degli aperitivi analcolici. Inoltre, ha il compito di contribuire allo sviluppo di progetti capaci di ridurre l’impatto ambientale dell’azienda, in linea con il modello di sviluppo del Gruppo, dove il tema della sostenibilità, in tutte le sue declinazioni è al centro dell’intera attività (leggi L’impegno di Sanpellegrino per la sostenibilità).

Classe 1971, laureata in economia aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Ruggeri ha iniziato la sua carriera in Avon Cosmetics, dove è rimasta per 4 anni. Nel 2002 è entrata nel Gruppo Nestlé, del quale il Gruppo Sanpellegrino è parte, lavorando 15 anni in Nestlé Purina, dove ha ricoperto posizioni di crescente responsabilità nell’area Generating Demand. Nel 2016 è passata in Sanpellegrino con il ruolo di international marketing director. La sua carriera nel Gruppo è proseguita con la nomina, nel 2020, a head of marketing e innovation, posizione nella quale ha dato un contributo determinante allo sviluppo dei marchi e alla strategia di canale in un periodo molto complesso per l'Italia, come quello della pandemia.

Nella nuova posizione, la manager lavorerà al fianco dell’amministratore delegato Michel Beneventi che ha assunto anche il ruolo di global head of international premium business della business unit globale Nestlé Waters & Premium Beverage, e di Stefano Marini, che ha assunto la posizione di head of Southern Europe & Aoa.

Gin Tabar London Dry, distillato emiliano dall’anima inglese

Gin Tabar London Dry
Con il nuovo arrivato della gamma Gin Tabar, lo storico liquorificio emiliano firma la sua versione dello stile London dry

Stile inglese nella sua essenza, spirito emiliano al palato. È Gin Tabar London Dry, la nuova declinazione di Gin Tabar Casoni, il gin della bassa modenese.

Dopo il successo dei compond gin che compongono la gamma Tabar, Casoni Liquori prosegue il suo viaggio nel mondo gin confrontandosi con lo stile London dry, firmando la sua versione dell’espressione più classica e più apprezzata del distillato. Versione che rende omaggio alle eccellenze della terra emiliana, ma restando nei tratti caratteristici della tradizione del distillato. La ricetta bilanciata mette infatti in primo piano e in maniera nitida, pulita e ben strutturata, l’essenza più pura del ginepro.

Profilo complesso ed equilibrato

Frutto dell’expertise nell’arte della distillazione dello storico opificio fondato a Finale Emilia (Modena) nel 1814, Gin Tabar London Dry (alc 41% in vol), prende vita da una formula che, accanto al ginepro, vede la presenza di altre cinque botaniche: arancia dolce, rosmarino, cardamomo, camomilla e dittamo cretico.

La loro armoniosa combinazione dona al distillato un profilo aromatico complesso ed equilibrato, dove le note del ginepro si intrecciano con le sfumature erbacee del rosmarino, impreziosite dalle note speziate del cardamomo, ammorbidite dalla dolcezza della camomilla e arricchite dalla vivacità agrumata dell’arancia dolce.

Il tutto si traduce in un’esperienza gustativa secca, vibrante e cristallina, morbida al palato, con un finale lungo e ben bilanciato. Caratteristiche che ne fanno un prodotto ideale sia per i puristi del distillato sia per la miscelazione di qualità, dove si presta alla preparazione dei più diversi cocktail sia classici, a partire dal Gin&Tonic, sia per creazioni originali.

Il suo arrivo va ad arricchire ulteriormente la gamma Gin Tabar, che già comprende le versioni Classica, al Bergamotto, e le proposte in edizione limitata alla Ciliegia di Vignola Igp e alla Pera dell’Emilia-Romagna Igp, quest’ultima lanciata alla fine dello scorso anno (leggi Gin Tabar Pera dell’Emilia-Romagna Igp, la nuova limited edition di Casoni).

La ricetta

Gin&Tonic

Gin Tabar London Dry Gin Tonic.
Ingredienti:
5 cl Gin Tabar London Dry, 15 cl acqua tonica
Tecnica:
build
Guarnizione:
scorza di limone
Bicchiere:
highball

Cuzziol Mixperience: undici donne in gara, undici sfide di creatività e adrenalina alla Cuzziol Drink Experience

Cuzziol Mixperience
Creare in pochi minuti un cocktail originale con gli ingredienti contenuti in una mistery box la prova per le concorrenti del contest targato Cuzziol. Ad aggiudicarsi la vittoria è stata Lucia Dentesano

Dieci minuti. Dieci minuti di tensione, di consapevolezza che il tempo è un nemico invisibile e implacabile. Dieci minuti per riflettere, scegliere, agire alla Cuzziol Mixperience. Undici talentuose bartender del Triveneto, undici mistery box, undici sfide di pura adrenalina. E dentro quelle scatole? Un campionario di delizie “made in Cuzziol: whisky, vermouth, bitter, aperitivi, con un occhio di riguardo per il nuovo Maffio, un piccolo gioiello che già fa parlare di sé: in dialetto veneto. E poi c'è il Femo Aperitivo, che arriva come una promessa e un invito a folleggiare. Sempre in veneto. Sul palco della Cuzziol Drink Experience, alla Fiera di Santa Lucia di Piave, il timoniere Luca Azzolina - da poco incoronato “spirit category expert” della Casa - guida la nave verso nuovi orizzonti e aspettative.

Il compito non è da poco, ma c’è anche il maestro di cerimonie, il ceo Domenico De Conti, a fare gli onori di casa, come se fosse il padrone di un club esclusivo che nessuno osa mettere in discussione. E lì, a osservare e giudicare, c’è la giuria della Cuzziol Mixperience: il "presidentissimo" Iba Giorgio Fadda, il capitano di lungo corso della beverage industry Giorgio Molinari, Miriam De Nicolò, la founder e direttrice responsabile di Snob Magazine, e il suo premio eleganza che fa tremare i polsi di chi non ha abbastanza stile. Per Bargiornale c'è il sottoscritto prontissimo per un rocambolesco cocktail safari. Una giuria che non fa sconti, ma che sa riconoscere il talento quando emerge, anche a colpi di shaker o filtrato con precisione sotto la lente di uno strainer, strumento che separa l’eccellenza dal superfluo.

Una sfida tutta azione e creazione

Le mistery box sono una trappola, si sa. Non sono mai facili, nemmeno quando sono piene di tesori. Le ragazze in gara lo sanno bene. Ogni ingrediente è una mina nascosta sotto un sorriso. Il lime cordial ti rinfresca, ma può diventare un nemico se non dosato bene. Il whisky, il Maffio Aperitivo, l’effervescenza della ginger beer - tutto sembra invitante, ma sotto c’è una sfida.

Ognuna delle bartender ha il suo stile, le sue tecniche, ma quando le cose non vanno come vorresti, l’unica cosa che conta è l’istinto. E il sangue freddo. Non c’è tempo per analizzare, non c’è spazio per la paura. Solo azione, solo creazione, come durante un assalto alla baionetta al banco bar. Il mix diventa un’opportunità e chi sa coglierla vince.

Il podio della Cuzziol Mixperience

E alla fine, tra il caos e la bellezza di una competizione agguerrita, ha vinto Lucia Dentesano con Kiddo. Un cocktail che, pur nella sua semplicità, riesce a colpire nel segno. Whisky The Whistler Irish Honey, lime cordial, passion fruit, ginger beer: un mix che suona come un inno alla freschezza e al carattere. Un equilibrio che affascina e sorprende, come un incontro improvviso con la dolcezza di un vecchio amico. Kiddo è quello che serve: un aperitivo che non si arrende mai, che ha il coraggio di farsi ricordare.

Seconda, ma con il voto più alto di Bargiornale, Tea Alberizzi. La senatrice del Drink Team di Bargiornale non ha deluso. Con Non MIEL’ aspettavo, ha creato un equilibrio sublime tra whisky, lime e il Femo Aperitivo di Maffio, un concentrato di erbe che sembra sussurrare al palato. Il top di Schweppes Selection White Peach & Elderflower regala freschezza e fiori, ma è la foglia di salvia a dare il tocco in più. Non è solo un garnish, è un gesto di classe, il collante che tiene tutto insieme. Elegante, imprevedibile, memorabile.

E poi c’è Claudia Danieli, terza con Yummi, un cocktail che gioca con il contrasto tra dolcezza e acidità. Lime cordial, Naty’s Passion Fruit, Disaronno e Hoxton Banana rum: un abbraccio esotico che non delude, ma non sbraccia nemmeno. C’è qualcosa di rassicurante in Yummi, un sapore che ti coccola senza troppi drammi. Eppure, anche qui, c’è la magia: il mix che ti sembra facile; eppure, non lo è mai davvero. Tre drink, tre storie, tre talenti. Ogni competizione è una tela bianca, e le mistery box sono i colori. Chi sa usarli, vince. Chi non lo sa, resta indietro.

Le ricette

Kiddo di Lucia Dentesano (prima classificata)
Ingredienti:
22,5 ml whisky al miele, 22,5 ml lime cordial, 15 ml passion fruit, top ginger beer

non MIEL’ aspettavo di Tea Alberizzi (seconda classificata)
Ingredienti:
30 ml The Whistler Irish Honey, 20 ml lime cordial, 0,5 ml Maffio Femo Aperitivo, top Schweppes Selection White Peach & Elderflower

Yummy di Claudia Danieli (terza classificata)
Ingredienti:
20 ml di lime cordial, 20 ml Naty’s Passion Fruit, 20 ml Disaronno, 40 ml Hoxton Banana Rum

Habibi di Sanja Adzijevic (Premio Snob – Eleganza)
Ingredienti:
45 ml Hoxton Pink, 25 ml Maffio Vermouth Bianco Morosa, 15 ml sciroppo d’agave, 1 spoon succo di limone, top ginger chili
Guarnizione:
menta fresca, fili di scorza di pompelmo

Whate di Alessia Coletta
Ingredienti:
37 ml Filey Bay Whisky, 22 ml Fumare, 30 ml lime cordial, 22 ml passion fruit

No Name di Rachele Riccio
Ingredienti:
30 ml Maffio Bitter Dotor, 22,5 ml liquore al rabarbaro e zenzero gin, 15 ml Maffio Vermouth Bianco Morosa, top soda Imperdibile al pompelmo rosa

Sparkling Fruit di Giulia Mistro
Ingredienti:
45 ml liquore whiskey al miele, 90 ml succo ananas, 15 ml sciroppo alla pesca, top Schweppes Selection White Peach & Elderflower

El Brombe di Erica Granzotto
Ingredienti:
30 ml Maffio Bitter Dotor, 30 ml Venturo Aperitivo Mediterraneo, 15 ml London dry gin, top tonica al pompelmo

Merry Ferrari di Maria Grazia Ferrari
Ingredienti:
30 ml Merrys Irish Cream, 20 ml Kahlua, 10 ml Disaronno, 1 bar spoon cordial lime, 5 ml sciroppo di maracuja

Rubino di Agata Zama
Ingredienti:
40 ml Maffio Bitter Dotor, 30 Maffio Vermouth Rosso Moroso, 30 ml Mayfield Gin rabarbaro e zenzero

Tutti i sogni ancora in volo di Daniela Castelli
Ingredienti:
30 ml Hoxton Tropical, 30 ml succo di limone, 20 ml sciroppo agave, 40 ml succo d'arancia, top Schweppes Selection Lemon & Quinine
Guarnizione:
fetta d'arancia essiccata

Un evento al porto di Trieste per scoprire il “Caffè senza confini”

Imperator Tazza Trieste
La giornata di formazione organizzata da Imperator srl a Trieste per dare valore al caffè, come ingrediente d’eccellenza, protagonista anche in cucina e pasticceria

Un appuntamento per parlare di Caffè senza confini: dalle origini al porto di Trieste. Lo ha organizzato nel capoluogo giuliano, lo scorso 12 marzo, Imperator, azienda specializzata nell’importazione di caffè crudo. Una giornata con gli esperti del settore, dedicata alla scoperta del mondo del caffè, dalla sua origine fino alla torrefazione (che è stata effettuata live), da prodotto agricolo a ingrediente d’eccellenza che può essere valorizzato anche nella gastronomia.

Dopo averne descritto le origini e le caratteristiche principali, come i diversi metodi di lavorazione (naturale, lavato, honey), un focus speciale è stato dedicato alle trasformazioni nel tempo, oltre che nei differenti metodi di estrazione, che influenzano aroma e gusto, rendendolo un ingrediente d'eccellenza in cucina e pasticceria.

Imperator Tazza Trieste Preparazione caffè Trieste
Diego Nata, tecnico controllo qualità di Imperator

«Per noi è fondamentale lavorare sulla cultura del caffè e sullo sviluppo delle conoscenze che precedono il momento della tazzina - afferma Alberto Polojac, amministratore delegato di Imperator srl -. Solo comprendendo appieno il percorso che il caffè compie, dalla pianta al seme, fino alla torrefazione, è possibile apprezzarne appieno l’aroma e il gusto, ma anche riconoscerne il valore come ingrediente d’eccellenza. Ogni fase di questo processo, infatti, influisce profondamente sulla qualità finale di un prodotto dalle innumerevoli sfumature, che lo rendono molto di più di una semplice bevanda».

Fonte Plose amplia la gamma Alpex e veste “di nuovo” Aqua Plose Gourmet

Alpex Pink Grapefruit
Pink Grapefruit è la new entry che arricchisce la gamma di sodati per la miscelazione Alpex. Rinnovato anche il pack della linea di acqua minerale Gourmet dedicata al fuoricasa

Una new entry nella gamma Alpex e un “vestito” tutto nuovo per Aqua Plose Gourmet sono le novità di Fonte Plose per questa prima parte dell’anno.

Cominciamo da Alpex, la linea di sodati per la mixology dell’azienda altoatesina, che si arricchisce della nuova referenza Pink Grapefruit, una soda al pompelmo rosa. L’ultima arrivata, che sarà in distribuzione in primavera, come tutte le proposte della gamma, è realizzata con pochi e selezionati ingredienti, tutti naturali, senza uso di conservanti, edulcoranti ed aromi artificiali. La sua ricetta, frutto di un lungo studio, è stata pensata per offrire ai bartender un prodotto dal gusto fresco e che restituisca tutta la piacevolezza del sapore del pompelmo rosa. In bottiglia di vetro da 20 cl, è molto versatile, ideale per la preparazione di cocktail freschi e di tendenza, a partire dal Paloma, ma le sue caratteristiche e la pienezza di gusto la rendono perfetta anche per il servizio liscio.

Il suo arrivo rende sempre più completa una gamma di bevande di qualità che già conta le referenze: Indian Dry Tonic Water, Italian Taste Tonic Water, Selected Natural Ginger Beer, Premium Natural Ginger Ale, Premium Taste Bitter Lemon, Premium Classic Soda Water, le cole Cola e Cola Zero e i cocktail analcolici ready to drink Alpex Spritz, Alpex Hugo e Alpex Gin Tonic.

Un nuovo vestito per Aqua Plose Gourmet

Arriverà nei prossimi mesi, invece, la nuova bottiglia da 75 cl di Aqua Plose Gourmet dedicata al fuoricasa. Un packaging personalizzato, con il disegno stilizzato delle Alpi e il nome "Plose" entrambi in rilievo, pensato per una nuova esperienza tattile e visiva del prodotto.

ACQUA PLOSE GOURMET_2025 NAT GAS 75
Le nuove bottiglie Aqua Plose Gourmet

Rinnovata anche l’etichetta, che riveste anche i formati in vetro da 25 e 50 cl. Questa è stata impreziosita da dettagli in oro e argento e dai colori aggiornati sui toni del blu notte per la Naturale e del verde acqua marina per la Frizzante, differenti dai classici stili standard, per dare un ulteriore tocco di eleganza al servizio ed esaltare la qualità del contenuto, l’Acqua Plose.

Una delle acque più leggere al mondo, con un residuo fisso di soli 22 mg/l, una durezza bassissima (1,3 F), valori minimi di sodio (1,3 mg/l), quasi priva di nitrati e senza nitriti. Il suo pH 6,6 la rende ideale per essere assimilata dal corpo umano, mentre l’elevato contenuto di ossigeno (10 mg/l), favorisce la diuresi e l'espulsione delle tossine e aiuta a migliorare la digestione.

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