Ci vogliono un bar, un bancone, un bicchiere di Amaro Montenegro per far tornare il sorriso a Francesco Totti e Luciano Spalletti, dopo la tensione di un incontro nello sfondo di una periferia romana, solitaria come la prateria di un Western. È l'estrema sintesi del copione del nuovo spot lanciato da Amaro Montenegro (in onda dal 27 ottobre), che festeggia i 140 anni di "Sapore vero" con una nuova campagna che celebra il valore dell'amicizia.
Un progetto di comunicazione in cui si parte dall'attualità calcistica, che ha visto per anni i protagonisti, Francesco Totti e Luciano Spalletti, divisi da incomprensioni da spogliatoio. I due beniamini del calcio avevano espresso pubblicamente il desiderio di ritrovarsi e Amaro Montenegro ha colto questa occasione unica per mettere la parola fine ai dissapori, con uno spot dal tono ironico, che racconta un “duello moderno”, che si svolge fra le strade di Roma.
Lo spot è ideato da Leonardo Guerra Seràgnoli e Vincenzo Vigo, Ceo di Mosquito e consulente di comunicazione di Gruppo Montenegro, in collaborazione con Lgs SportLab. Il “duello moderno” tra i protagonisti è un mini-film, raccontato con uno stile visivo curato, che dà allo spot un tocco cinematografico. Il momento clou? Davanti al bancone di un bar, la tensione si scioglie nella domanda: “Liscio o con ghiaccio?”. Un gesto semplice, il brindisi, che diventa il simbolo perfetto di un’amicizia che grazie ad Amaro Montenegro ritrova il suo sapore autentico.
Non mancano le certezze del brand, dallo storico payoff “Sapore Vero”, pronunciato per l'occasione dall'attore Filippo Timi, al celebre sound logo, riarrangiato per l’occasione in chiave Western. In più, lo spot che vede protagonisti Totti e Spalletti segna il debutto della nuova line di campagna “Dove c’è Amicizia”, che sottolinea il territorio di comunicazione di Amaro Montenegro incentrato sull’amicizia vera, senza filtri. «Con questo nuovo progetto, lanciato in occasione dei 140 anni di Amaro Montenegro - spiega Alessandro Soleschi, Chief Marketing Officer Spirits di Gruppo Montenegro - celebriamo i valori che da sempre contraddistinguono il brand: amicizia e autenticità. Lo facciamo suggellando il primo incontro ufficiale tra Totti e Spalletti, che si ritrovano al bancone del bar per un brindisi dal sapore vero». Gli fa eco Leonardo Guerra Seràgnoli, che ha curato la creatività dello spot, in veste anche di regista e produttore esecutivo: «Per celebrare un anniversario così importante, abbiamo scelto di raccontare l’essenza di Amaro Montenegro da una nuova prospettiva. Se in passato abbiamo mostrato l’amicizia capace di compiere imprese impossibili, questa volta volevamo esplorare la sua forza nel ritrovarsi, anche dopo le incomprensioni». Davanti al bancone di un bar.
Francesco Totti e Luciano Spalletti si incontrano al bar nel nuovo spot di Amaro Montenegro
Cartoline dall’Italia con i liquori classici Quaglia
In tutte le famiglie italiane c’è sempre il parente che prepara il limoncello in casa, chi apprezza il gusto dell’anice tipico della sambuca e chi l’avvolgente gusto dell’amaretto. Poi c’è chi ha le ricette - professionali - di una famiglia di distillatori, tramandate di generazione in generazione dai primi del Novecento. Ecco la trilogia di liquori Classici Italiani Quaglia: Limoncello, Sambuca e Amaretto, una linea oggetto di recente restyling, che nasce da questo ricchissimo patrimonio culturale, oltre che industriale, quello della liquoristica made in Italy. Presentata al pubblico del Bar Convent Berlin all’inizio di ottobre con il payoff Cartoline dall’Italia, la riedizione dei Classici Italiani, a cura dell’agenzia Undesign che segue la comunicazione visiva della storica distilleria di Castelnuovo Don Bosco, punta a far apprezzare e degustare il Belpaese a sorsi, accendendo i riflettori sul buon vivere e sull’innata attitudine alla convivialità degli italiani. Lo raccontano le etichette, che ricordano vere e proprie cartoline, illustrate da Giordano Poloni, che per Quaglia ha firmato la veste dei tre Classici.
Lo dice il sapore, frutto della maestria della distilleria piemontese, affinata in quattro generazioni. I liquori Quaglia sono realizzati con botaniche selezionate e cura artigianale, con l’obiettivo di esaltare le caratteristiche dei singoli ingredienti, in un viaggio di sapori che va da Nord a Sud: Limoncello per chi ama la fragranza degli agrumi maturati al sole, Sambuca per inebriarsi con i profumi speziati dell’anice stellato, Amaretto per un gusto morbido, rotondo e dolcemente mandorlato.
Approfondendo i singoli prodotti, Limoncello Classico (28% vol.) è realizzato con lunghe infusioni di scorze di limoni freschi calabresi in alcol, rigorosamente senza aromi artificiali. Giallo brillante, luminoso, dal gusto avvolgente e rinfrescante, da servire ghiacciato come dopopasto e perfetto anche in miscelazione. Con ghiaccio e la tradizionale “mosca”, ovvero il chicco di caffè, è il tradizionale “perfect serve” della Sambuca Classica (40% vol.), che si distingue per il suo inconfondibile aroma di anice, piacevole, dolce, deciso: una sfida anche in miscelazione, che stimolerà i bartender più curiosi. Infine, l’Amaretto (25% vol.), che avvolge con il suo elegante profumo di mandorle, accompagnato da note finali fruttate e di vaniglia, e che con la sua aromaticità ispira nuove creazioni miscelate.
Le ricette per i cocktail firmati Quaglia
Asti-Capri
30 ml Quaglia Limoncello
15 ml Quaglia Bergamotto
Top Asti Spumante Docg
Splash soda
Foglia di Basilico
Ghiaccio
Preparazione: build
Horse’s Wreck
10 ml Quaglia Amaretto
10 ml Quaglia Orange Brandy
30 ml Quaglia Grappa di Moscato Invecchiata
Top Ginger beer
Scorza di limone
Preparazione: stir
Sambuca Mule
25 ml Quaglia sambuca
25 ml Berto vodka
15 ml di succo di lime
Ginger beer
Foglia di menta
Ghiaccio
Preparazione: build
Lancio di Champagne Jacquart Blanc de Blancs 2018, viaggio tra assaggi e arte
In occasione del lancio del nuovo millesimato Blanc de Blancs 2018 (100% uve Chardonnay), Champagne Jacquart ha affiancato l'iniziativa Collecto, start up innovativa dedicata al collezionismo d'arte in quote.
Organizzato di recente dallo storico importatore e distributore nazionale di oltre 130 spirit e vini premium Rinaldi 1957, il lancio ha preso il via a Milano negli spettacolari ambienti di Spazio Below trasformato in vera e propria galleria del gusto e dell'arte. Con accesso direttamente dalla strada tramite una ripida scala nascosta da un vecchio uscio di legno, Spazio Below è stato ricavato nelle cantine dai maestosi archi di mattone del settecentesco palazzo di via Festa del Perdono 6, di fronte al quattrocentesco edificio voluto da Francesco Sforza col nome di Ca' Granda per diventare Ospedale Maggiore, poi (1924) trasformato in Università Statale degli Studi di Milano.
Nel corso dell'evento Jacquart On Stage, oltre alla introduzione di Valentina Ursic, direttore marketing di Rinaldi 1957 e dei saluti di Giuseppe Tamburi, titolare di Rinaldi 1957, l'enologa Joëlle Weiss di Maison Jacquart ha intrattenuto il folto pubblico di intenditori con una degustazione di tre specialità dell'azienda di Reims: la novità Blanc de Blancs 2018 insieme a Mosaïque Brut (cuvée di Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier) e Signature Rosé (cuvée di Chardonnay, Pinot Noir con aggiunta di vino Bouzy Rouge e Ambonnay), abbinandoli a varie opere d'arte moderna selezionate in collaborazione con Collecto.
Giovanni Camisasca, ceo della startup milanese, ha analizzato l'opera di capolavori originali pop art firmati dal giapponese Takashi Murakami, dell'americano Andy Warhol, dell'italiano Alighiero Fabrizio Boetti, dell'inglese Damien Hirst e dell'americano John Matos "Crash".
La startup Collecto si propone di rendere accessibili beni esclusivi e iconici certificati come le opere d'arte, frazionandone la proprietà anche in piccole quote.
Takashi Murakami x Louis Vuitton – Monogram Cherry
Alighiero Boetti – Sciogliersi come neve al sole
Damien Hirst – Lysergic Acid Diethylamide (LSD)
Andy Warhol – Ladies and Gentlemen
Andy Warhol – Mick Jagger (1980)
«Champagne Jacquart incarna uno spirito di assoluta libertà, lusso rilassato ed energia positiva - ha precisato l'enologa Joëlle Weiss di Maison Jacquart - valori radicati nella Maison fin dalla sua nascita nel 1964. Grazie alle opere selezionate insieme a Collecto e presenti all'evento, abbiamo potuto veicolare questi valori attraverso un percorso tematico, gustativo e artistico unico, alla scoperta delle sfumature inconfondibili di Champagne Jacquart. In particolare, abbiamo scelto Blanc de Blancs Millesimé 2018 come simbolo di libertà ed energia della Maison, espresso attraverso la raffinatezza, modernità ed eleganza dello Chardonnay in purezza. Questo millesimato si distingue per i sentori sofisticati di fiori ranuncolo, piante selvatiche e scorza di limoni, accompagnati da un finale cremoso e di grande persistenza, frutto di un'attenta selezione dei migliori vigneti Grands Crus della Champagne e di un affinamento prolungato».
Alla scoperta di Blanc de Blancs 2018
Per la cuvée Blanc de Blancs 2018 infatti la Maison di Reims ha scelto uve Chardonnay provenienti da territori come Premiers e Grands Crus di Chouilly, Cramant, Oger e Villers-Marmery. Il vino ottenuto viene poi affinato in bottiglia sui lieviti per sei anni, sprigionando all'assaggio profumi di pompelmo e fiori bianchi come ciliegio, osmanto, fiore di vite, con note secondarie di frutta esotica come mango verde, ananas dolce e pitaya (frutto del drago). All'assaggio la sua "bocca" setosa cresce in intensità con aromi di fiori bianchi e mela appena tagliata che si fondono su una trama salina e succosa, per aprirsi in un finale fresco e agrumato (12,5% alc). Uno Champagne ideale come aperitivo, possibilmente da abbinare con assaggi di crostacei o pesce crudo tipo sushi oppure per accompagnare una piccola pasticceria.
Nata nel 1964 dall'incontro di una trentina di vignerons indipendenti che hanno condiviso i propri vigneti (300 ettari in 60 crus), oggi Maison Jacquart è il marchio più prestigioso di Alliance Champagne Group ed è da sempre accanto alle opere dei più diversi artisti, ospitando tra l'altro da diversi anni una serie di opere nella corte del suo Hotel Particulier di Reims, valorizzando in particolare artisti emergenti.
Pe "vestire" la bottiglia di 75 cl Blanc de Blancs 2018, è stato scelto un cofanetto limited edition illustrato con una serie di fiori fatti a mano dalla giovane pittrice e graphic designer Odyssée Khorsandian.

Dal cedro al tartufo: i consigli dello chef Andrea Pacelli per lavorare con ingredienti di carattere
«Lavorare con ingredienti molto caratterizzanti non è mai facile». Ce lo racconta Andrea Pacelli, chef di Love Truffles a San Cesario, a due passi da Roma, e consulente dell'azienda laziale specializzata in tartufi La Rustichella, che abbiamo avuto modo di incontrare nel viaggio alla scoperta dei cedri con Tassoni in Calabria (il racconto di viaggio di Stefano Nincevich qui). Suo il menu della manifestazione e in particolare ha lasciato il segno un dolce a tutto cedro, battezzato Il Diamante Tassoni, di cui ci ha regalato la ricetta.
«Il cedro - racconta Pacelli - è un ingrediente incredibilmente interessante, prezioso come il tartufo, che va dosato tuttavia con attenzione, perché è un attimo che passa dall'essere il tocco in più a diventare stucchevole. Nel nostro ristorante, dove tutto è a base di tartufo, diamo sempre la possibilità di aggiungere la grattata di tartufo come plus, per chi piace. Con il cedro ho lavorato seguendo lo stesso schema, una grattatina di zest solo qui e là, per non esagerare».
Classe 1987, Andrea Pacelli ha una formazione internazionale, iniziata con un viaggio a Londra e proseguita, dopo un periodo a Barcellona, fra America Latina e Asia. Anche per questa sua formazione e la passione che ha nel conoscere e assorbire le cucine e le culture di tutto il mondo, è stato scelto dall'azienda La Rustichella per fare da ambasciatore dei suoi prodotti, portando in giro per il mondo un prodotto, da declinare anche su ricette locali. «Adoro le contaminazioni - afferma Pacelli - e le ho portate anche nel ristorante a San Cesario, dove coordino una squadra di otto elementi. I tacos, per esempio, sono un contenitore che può fare da tela bianca, per essere riportato alla cucina italiana. Io per esempio li riempio con carne e un guacamole di carciofo cotto alla romana». Un'idea che secondo lui è replicabile anche in un cocktail bar: «Giocare con elementi fusion dà la possibilità di spaziare e allargare le maglie della creatività, ma attenzione a non snaturare le cucine internazionali, né a rinunciare alla tradizione italiana. Meglio prendere spunto, per fare qualcosa di personale e più comprensibile per il nostro palato».
L'esperienza in un ristorante specializzato in tartufi dà la possibilità a Pacelli anche di lavorare su un prodotto decisamente stagionale: «Adesso siamo nel picco del tartufo nero pregiato e si comincia a lavorare anche con il bianco, che non è una prerogativa solo del Piemonte, visto che lo troviamo anche dalle nostre parti. Quello che però ho imparato in questa esperienza è che, anche quando non si è propriamente in stagione, si può trovare ugualmente il modo di valorizzare un prodotto con una preparazione intermedia, che poi ci porterà a coprire i momenti in cui non avremo il fresco a disposizione». Questione di organizzazione.
La ricetta: Il Diamante Tassoni di Andrea Pacelli
Per la ganache alla Cedrata Tassoni
Ingredienti:
6 g gelatina
42 g acqua
1060 g panna
280 g copertura bianca 240 g cedrata Tassoni 1 cedro (scorza)
1 bacello vaniglia
Procedimento: il giorno prima, unire la gelatina con l'acqua e lasciarla idratare per 10 minuti. Portare ad ebollizione metà della panna con la vaniglia e le scorze di cedro, filtrare e aggiungere la gelatina. Versare il tutto sulla copertura bianca emulsionando con una frusta. Aggiungere l'altra metà della panna e la cedrata Tassoni, mescolare e trasferire in un recipiente ermetico con pellicola a contatto. Riposare 12 ore in frigo.
Per l'inserto di marmellata di cedro e Cedrata Tassoni
Ingredienti:
120 g marmellata di cedro 80 g cedrata Tassoni
Procedimento: mescolare i due ingredienti, mettere in stampi a semisfera da 3 cm e congelare.
Per il sorbetto alla Cedrata Tassoni e basilico
Ingredienti:
800 g cedrata Tassoni 100 g sciroppo di cedro 35 g glucosio
80 g prosorbet
30 g glicerina
10 g basilico
Procedimento: mettere tutti gli ingredienti in un recipiente, frullare con un frullatore a immersione e congelare nei bicchieri (per Pacojet o Ninja) o mantecare in mantecatrice.
Per il crumble mandorle e nero di seppia
Ingredienti:
100 g farina 00
100 g zucchero semolato 100 g burro
100 g farina di mandorle 35 g nero di seppia
2 g sale
Procedimento: mettere tutti gli ingredienti in una planetaria e impastare con la foglia fino a ottenere delle palline. Stendere il composto su teglia con carta forno e cuocere a 180°C per 10 minuti. Rompere con una forchetta e rinfornare per altri 10 minuti.
Per il Pan di Spagna al cedro
Ingredienti:
250 g uova
100 g zucchero
1/2 scorza di cedro grattugiata 140 g farina 00
15 g maizena
Procedimento: montare le uova con lo zucchero in planetaria. Aggiungere farina e maizena amalgamando dal basso verso l'alto. Unire le zest di cedro, versare in teglia imburrata e cuocere a 180°C per 20-25 minuti.
Per la bagna al Liquore di Cedro
Ingredienti:
100 g liquore di cedro
100 g sciroppo
Procedimento: mescolare gli ingredienti in un recipiente.
Per il rivestimento
Ingredienti:
150 g copertura bianca 150 g burro di cacao
Procedimento: sciogliere a bagnomaria i due ingredienti ed emulsionare con frusta.
Finitura e Impiattamento
Montare la ganache in planetaria con frusta e trasferirla in una tasca da pasticcere. Riempire gli stampi a forma di cedro inserendo al centro l’inserto di marmellata di cedro e cedrata congelato. Chiudere gli stampi e congelare per almeno 3 ore.
Mantecare il sorbetto e conservare in congelatore. Tagliare il pan di spagna in due triangoli e immergerli nella bagna di sciroppo e liquore di cedro. Sbriciolare il crumble.
Estrarre le ganache al cedro e immergerle nel rivestimento, quindi colorarle con aerografo o spray alimentare verde.
Impiattare disponendo sul fondo di un piatto bianco il crumble nero, adagiare al centro il Diamante Tassoni, affiancare una quenelle di sorbetto, completare con due triangoli di pan di spagna, una foglia di basilico dietro al cedro e tre cubetti di cedro candito.
Torna HoReCa Workshop, il corso per progettare locali di successo
Nel settore dell’ospitalità, in costante evoluzione, creare un locale vincente richiede idee e competenze che sappiano interpretare i nuovi stili di consumo. A fornirle provvederà la nuova edizione di HoReCa Workshop - Architettura Design & Marketing – Ideare, progettare, arredare e realizzare ristoranti, lounge bar e locali di successo. Il corso di alta formazion e professionale di Milano Business School. In programma da venerdì 21 a domenica 23 novembre, il corso è dedicato ad architetti, progettisti, contractor, designer e imprenditori del fuori casa che vogliono approfondire i nuovi linguaggi della progettazione di bar, ristoranti, hotel, locali di intrattenimento e food retail e le nuove tendenze internazionali nel campo dei locali pubblici.
HoReCa Workshop è pensato per avvicinare il mondo dell’architettuta di interni e quello del marketing, facendo interagire i protagonisti della progettazione e gli imprenditori, ampliando il bagaglio di competenze dei professionisti con conoscenze da mettere subito in pratica per ideare, ristrutturare, arredare e realizzare locali pubblici e format food di successo. Ai progettisti il corso fornisce nuove idee di business, soluzioni e stimoli di approccio ai diversi settori dell’Horeca e agli imprenditori elementi strategici per comprendere meglio la complessità e l’importanza del progetto, dagli interni all’organizzazione degli spazi, e come strumento di marketing strategico per aumentare i ricavi e la redditività dei locali.
L’offerta formativa
L’offerta formativa è strutturata in un ciclo di lezioni in aula, della durata complessiva di 24 ore suddivise nelle tre giornate (8 ore ogni giornata), durante le quali verranno illustrati i risultati più attuali della ricerca internazionale sui temi dell’architettura d’interni e del marketing per il fuori casa.
Al centro delle lezioni, in particolare, il rapporto con il committente e il mercato, i temi della progettazione, arredamento, design d’interni, illuminazione, materiali, percezione visiva e utilizzo del colore, in sintonia con il posizionamento di mercato e l’analisi di marketing.
Le lezioni sono curate e tenute da docenti esperti del settore, quali architetti, imprenditori e professionisti di esperienza internazionale e diretta nel mondo del fuoricasa. A loro si aggiungono rappresentanti di aziende partner del corso, che terranno brevi interventi incentrati sul rapporto tra prodotti, innovazione, mercato, e illustreranno alcune soluzioni concrete e funzionali per la progettazione.
I partecipanti, inoltre, potranno arricchire il loro percorso con una visita con i docenti in alcuni bar, ristoranti e hotel di Milano per un’analisi diretta e critica delle trasformazioni in atto, delle esigenze del pubblico e delle potenzialità di un approccio diretto al rapporto strategico tra architettura e marketing.
Come partecipare a HoReCa Workshop
HoReCa Workshop si svolge presso la Sala Duomo al 2° piano dell’Hotel de la Ville in via Hoepli 6 (a due passi da piazza Duomo) a Milano, da venerdì 21 a domenica 23 novembre, tutti i giorni con orario 9.15-13.30 e 14.15-18.30. La partecipazione è limitata a massimo 25 persone. La quota di iscrizione è di 2000 euro più Iva, ma grazie al contributo delle aziende partner sono disponibili riduzioni che permettono di partecipare al costo di 1000 euro (più Iva).
Per iscriversi e ulteriori informazioni consultare il sito: www.horecaworkshop.it oppure inviare una mail a segreteria@horecaworkshop.it o telefonare al numero 3471435380.
Alessandro Chiodi nuovo direttore del canale on premise di Birra Peroni
Cambio al vertice del canale on premise di Birra Peroni. A guidare il comparto fuori casa è stato chiamato nel ruolo di direttore Alessandro Chiodi. All’interno della struttura vendite, il manager riporterà ad Andrea Tortella, direttore vendite dell’azienda.
La carriera di Chiodi ha preso il via in Lottomatica, per poi proseguire in Birra Peroni, dove è entrato per la prima volta nel 2010, maturando in questa sua esperienza in ruoli di crescente responsabilità sia nel fuori casa sia nel canale moderno. Nel 2017 il passaggio a Coca-Cola Hbc, dove ha guidato team e progetti, sia a livello locale sia nazionale, occupandosi in particolare di strategie commerciali e negoziazioni con importanti clienti del comparto gdo e del vending.
Nel 2024 è approdato in Heineken nel ruolo di business unit manager out of home per il Sud Italia, per poi passare in Unilever come head of channel out of home Ice Cream and Frozen & Bakery.
Rafforzare lo sviluppo di un canale strategico
Ora il rientro in Birra Peroni nel ruolo di direttore del canale on premise. La mission affidatagli è di continuare a sviluppare il business dell’azienda all’interno di questo canale, attraverso l’implementazione di una efficace strategia commerciale e rafforzando le relazioni di valore con i clienti.
«È con grande piacere che do il bentornato ad Alessandro – ha commentato Andrea Tortella, direttore vendite di Birra Peroni -. La sua nomina rappresenta un ulteriore passo nel rafforzare la nostra presenza in quello che riteniamo un canale chiave, per la nostra azienda e per il nostro settore in generale: sono sicuro che la sua solida esperienza nel mondo del fuori casa, che è iniziata proprio qui in Birra Peroni, sarà determinante nel supportare il nostro percorso di crescita e nel rafforzare la collaborazione con i nostri partner commerciali per tornare a far crescere i consumi e il valore della categoria».
Amaro Lucano si riveste puntando sulla fierezza della donna
Innovazione e proiezione internazionale sono le parole d'ordine che stanno contraddistinguendo negli ultimi anni la strategia commerciale della storica azienda Lucano 1894, fondata dal Cav. Pasquale Vena & Figli, a Pisticci, in provincia di Matera, a una trentina di chilometri dalla costa jonica di Metaponto.
Mantenendo immutata la storica ricetta del 1894, la forma sagomata della bottiglia in vetro da 70 cl e il tappo a vite in alluminio, l'ultima proposta è la decisa rivisitazione della etichetta originaria di Amaro Lucano che vedeva protagonista una donna vestita con il costume tradizionale delle contadine della zona chiamato La Pacchiana per la ricchezza degli ornamenti.
Ancor oggi viene portato con fierezza da molte donne del paese, anche se viene sottoposto a inevitabili varianti, a seconda se debba essere portato in giorni di lavoro o di festa, nel giorno del matrimonio o in occasione di un lutto. Componenti base sono la camicia bianca in leggera mussola di cotone, il corpetto in velluto ricamato in oro e l'ampia gonna in lana rossa sovrastata da un grembiule blu.
Decisa sulla base di una indagine U&A condotta da NielsenQ nel 2023 che ha evidenziato la necessità di rinfrescare l'immagine del brand Lucano per rivolgersi a un pubblico più giovane, la rivisitazione è stata condotta dalla società di ricerche BVA Doxa con un restyling curato dall'agenzie milanesi Arteficegroup e H48.
Al centro della nuova etichetta di Amaro Lucano compare così una nuova figura femminile dallo sguardo fiero e diretto, ritratta in primo piano (mettendo in secondo piano il costume tipico) che regge in mano un mazzo di fiori ed erbe aromatiche. Alle sue spalle si intravede il profilo del centro storico di Pisticci con il rione Terravecchia in evidenza. Il taglio ad arco della nuova etichetta di Amaro Lucano invece vuole ricordare una delle porte storiche della città lucana.
La presentazione della nuova etichetta si è tenuta di recente a Milano nei locali di Casa Tobago alla presenza dei vertici aziendali e della quarta generazione della famiglia proprietaria Vena: il "Patriarca" presidente Pasquale Vena, l'amministratore delegato Francesco Vena, la Senior Brand Manager Letizia Vena, la marketing manager Valentina Garatti, il Global Trade Marketing Manager Luigi De Michele.
«Lucano è l’unico amaro che ha scelto di mettere una donna al centro della propria identità già dalla fine dell’Ottocento – sottolinea Valentina Garatti, Marketing Manager di Amaro Lucano – e oggi quella figura viene riletta con uno sguardo nuovo che riflette i valori di emancipazione e consapevolezza, in dialogo con le sensibilità contemporanee».
«Dopo oltre dieci anni era arrivato il momento di rinnovare la nostra immagine. Lo abbiamo fatto - precisa Letizia Vena, proprietaria e Senior Brand Manager di Amaro Lucano - senza rinunciare a ciò che ci rende unici: l’italianità, la tradizione, il legame con il territorio. Questa evoluzione è un ponte tra la nostra storia e il futuro del brand».
Iscritto nel Registro dei Marchi Storici istituito nel 2019 dal Ministero per lo Sviluppo Economico, Amaro Lucano è sempre realizzato nella stabilimento di Pisticci Scalo sulla base di una originale ricetta segreta che prevede l'infusione in alcol di una trentina di botaniche mediterranee, dal mirto al rosmarino agli agrumi, con un tocco di camomilla che ne fanno un liquore particolarmente morbido e gradevole di 28° alcolici.
Un ricco portafoglio prodotti
Negli ultimi tempi ad Amaro Lucano 1894 si sono aggiunte molte altre specialità come la linea Anniversario 120 Anni composta da: Lucano Amaro Essenza, invecchiato 12 mesi in barrique che hanno contenuto grappa (34% alc) nella inconfondibile bottiglia ramata; oltre a Limoncello (25% alc), Sambuca (40% alc), Cordial Caffè (26% alc).
Oltre ad Aperitivo Lucano (11% alc) e Limoncetta di Sorrento (30 %alc), segnaliamo infine Milano Giass Dry Gin /42% alc) e la linea dei sette Mancino Vermouth.
Per ultimo anche Lucano Amaro Zero che conserva le stesse 30 erbe aromatiche, dalla etichetta con sfondo azzurro.
Dal 2018 i prodotti di Lucano 1894 sono distribuiti in esclusiva per il canale horeca da Coca-Cola Hbc Italia divisione Spirits, mentre la distribuzione internazionale rimane diretta Gruppo Lucano.

I nuovi campioni delle Lags Battle e del Gran Premio della Caffetteria Italiana
Talento, precisione, creatività e passione è quanto hanno messo in mostra i baristi chesi sono affrontati nelle finali nazionale e internazionale di latte art, The Lags Battle, e nel Gran Premio della Caffetteria Italiana. Importanti competizioni dedicate all’arte della caffetteria, andate in scena in scena al Villaggio Caffè di Altoga (Associazione nazionale torrefattori e grossisti alimentari) a Fiera Milano, in occasione dell’edizione appena conclusa di Host, che hanno incoronato i nuovi campioni delle rispettive discipline.
Cominciamo con le sfide a colpi di lattiera delle Lags Battle del circuito del Latte Art Grading System, il sistema di qualificazione della capacità tecnica e creativa della competenza di latte art del barista basato su 6 livelli di abilità. Gare che vedono concorrere i baristi che hanno meritato i gradi più alti, ovvero la lattiera verde, rossa, nera e oro.
Gli artisti della latte art
Nella gara nazionale a imporsi per tecnica, precisione e senso estetico sono stati Danilo Esposito (livello verde), Giulio Maisto (livello rosso), Renzo Solazzo (livello nero) e Tianyu Wang, vincitore del livello oro, seguito al secondo posto da Salvatore Riunno.
I vincitori, insieme al titolo nazionale, hanno così conquistato il diritto a partecipare alla World Lags Battle, confrontandosi son gli altri finalisti provenienti da tutto il mondo. E anche in questa occasione hanno dato ottima prova delle loro capacità. A trionfare nel livello oro, il più alto, è stato ancora una volta il nostro Tianyu Wang, così come Daniele Esposito si è confermato sul gradino più alto del podio per il livello verde. La vittoria per il livello rosso e nero è invece andata, rispettivamente, al cileno Matias Faundez e allo svizzero Miran Rasiti.
Il Gran Premio della Caffetteria
Altra competizione di rilievo il Gran Premio della Caffetteria Italiana, giunto alla sua nona edizione, organizzato da Aicaf (Accademia Italiana Maestri del caffè) dove invece i baristi in gara hanno dovuto dare prova di abilità e creatività nella preparazione di espressi e cappuccini a regola d’arte e di drink a base di caffè.
Ad aggiudicarsi la vittoria è stata Cristina Pangrazio, che è così diventata la prima campionessa della competizione, conquistando anche il premio speciale. Alle sue spalle si sono piazzati Antonio Tamburrino, secondo classificato, e Pasquale Calderone, salito sull’ultimo gradino del podio.
Tutte le gare sono state realizzate con Classe 20 SB la macchina professionale tradizionale di Rancilio, dotata di tecnologia Steady Brew, che garantisce prestazioni termiche costanti, e del rubinetto C-Lever, che assicura una crema di latte di altissima qualità. Rancilio Group, che è stato lo sponsor delle competizioni, ha inoltre premiato i vincitori della World LAGS Battle per i livelli nero e oro con una Silvia, l’iconica macchina per espresso domestico progettata per portare a casa la qualità del caffè del bar.












