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Serre Torrigiani: nuovo look e nuova drink list per il giardino segreto di Firenze

Serre Torrigiani
Il locale apre la stagione autunnale con interni rinnovati che intrecciano natura, arte e sostenibilità. Completa il restyling, la nuova proposta food & beverage: una drink list botanica, concepita come un “erbario liquido” da Lapo Scacciati, in dialogo con i piatti stagionali dello chef Mario Castellano

Le Serre Torrigiani di Firenze inaugurano una nuova stagione dopo un profondo restyling degli spazi interni che ha interessato sia l’ambiente sia l’offerta food & beverage.

Il progetto, curato dall’azienda Paolo Nesi con la direzione creativa di Giuseppe Dicecca, ha puntato su materiali naturali, forme morbide e colori caldi per creare un dialogo continuo tra interno ed esterno, valorizzato dall’installazione dell'artista internazionale Matteo Baroni, che funge da tratto d'unione tra esterno e interno, tra città e natura. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo delle piante, integrate in un sistema che contribuisce all’assorbimento degli inquinanti e al miglioramento della qualità dell’aria, coniugando estetica, funzionalità e sostenibilità ambientale.

La nuova drink list, un erbario liquido

Fulcro del rinnovamento è il bancone bar, completamente ridisegnato e affidato alla guida di Lapo Scacciati. La nuova drink list, concepita come un “erbario liquido”, nasce direttamente dal giardino delle Serre e si articola su due direttrici: da un lato gli Evergreen, ovvero i grandi classici della miscelazione reinterpretati con infusioni homemade e garnish botaniche (Negroni erbaceo, Martini cristallino, Old Fashioned al rabarbaro); dall’altro i Signature, creazioni originali che trasformano piante officinali, frutti ed essenze in cocktail identitari come Albicocca e Cannella, Datterino, Mela e Rabarbaro.

Un menu di facile comprensione, corredato da foto del cocktail, descrizione organolettica e tenore alcolico. A completare l’esperienza contribuiscono le guarnizioni, vere e proprie micro-narrazioni commestibili come fake pomodorini, gel di lampone, lollipop di mela, dischi di mango e passion fruit, che conferiscono al servizio un carattere di artigianato botanico.

Ospitalità, sostenibilità e cultura

In parallelo, la cucina dello chef Mario Castellano propone piatti stagionali costruiti su materie prime fresche e filiere corte, con l’obiettivo di dialogare con la carta cocktail e interpretare la tradizione italiana con contaminazioni creative.

L’offerta delle Serre Torrigiani si completa con una programmazione culturale che comprende mostre, presentazioni e un concorso letterario dedicato al verde, confermando il posizionamento del locale come spazio polifunzionale dove ospitalità, sostenibilità e cultura si intrecciano.

Anteprima Nucleo: il bar che sconvolgerà la piazza a Roma

Aprirà entro l'inizio del 2026, in zona Ostiense, il bar capitanato da quattro assi del bar: Livio Morena, Davide Diaferia, Andrea Fofi e Daniele Gentili
L'annuncio sui social di Livio Morena

Una foto pubblicata sui social da Livio Morena qualche giorno fa ha scatenato la caccia all'uomo, anzi ai "quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo", come avrebbe detto il buon Gino Paoli. Quattro assi della mixology, che si sono uniti in un nuovo progetto che si chiamerà Nucleo e che è destinato a far parlare di sé a Roma, spostando gli equilibri cittadini, consolidati ormai da qualche anno.
Partiamo dai protagonisti: uno è, appunto, Livio Morena, che solo pochi giorni prima aveva annunciato di lasciare il bancone di Argot Prati (dove l'avevamo trovato in gran forma con una drink list matura, lo abbiamo raccontato qui). Con lui il compagno di bancone ai tempi del Drink Kong, Davide Diaferia. E, ancora, altri due nomi di peso, che alla mixology d'autore aggiungono uno spessore imprenditoriale: uno è Daniele Gentili, che spazia dal lavoro di brand ambassador e consulente, a quello di socio di diverse insegne; l'altro è Andrea Fofi, uno dei fondatori del Roma Bar Show, che con Gentili condivide l'avventura di Oro Whisky Bar, delizioso rifugio per appassionati di whisky a due passi dalla Piramide Cestia.
Fin qui siamo alla foto e a quello che chiunque può comprendere dall'immagine di questo quartetto esplosivo (a cui, ci preannuncia Fofi, dovrebbe aggiungersi un quinto moschettiere). Abbiamo cercato di andare oltre, vincendo la regola del "no more spoiler", per aggiungere qualche pezzo al puzzle. Ci ha risposto Andrea Fofi, che dice: «Nucleo nasce dall'incontro di quattro veterani della bar industry, che hanno deciso di unire passione, competenze e idee, per dare vita a un bar che sia un punto di convergenza, un posto in cui le persone si incontrano e prendono vita momenti autentici. Qui il bancone acquisisce il suo ruolo centrale: essere tramite di esperienze da condividere, pretesto per ritrovarsi, scintilla che accende il possibile e l’inaspettato».
Manca ancora qualche tassello per completare le 5W, le regole di base del giornalismo. Il dove: «zona Ostiense, vicino all'Università Roma Tre». Quando? Fine anno, al massimo all'inizio del 2026. Ancora pochi mesi, quindi, per l'opening ufficiale di Nucleo.

(Foto di Bruno D'Amata)

Wing Lei Bar, lo scrigno della mixology a Macao

Viaggio nel rinato Wing Lei Bar, all'interno del Wynn Palace Macau: design raffinato, cocktail innovativi e ospitalità autentica, firmati da Mark Lloyd

Un antico portagioie, che irradia eleganza e raffinatezza. Potremmo definire così il Wing Lei Bar, cocktail bar che si trova all’interno del Wynn Palace Macau (Macao), un hotel di lusso di 28 piani con 1.700 camere, suite e ville, oltre a 15 ristoranti e bar. Wing Lei è il bar punta di diamante della struttura, una bomboniera da circa 30 posti a sedere, nella struttura che lo scorso 15 luglio ha ospitato Asia’s 50 Best Bars 2025, la prima volta che il prestigioso evento si è svolto a Macao. Questo bar completa una triade dell'ospitalità ad altissimo livello con i ristoranti Chef Tam’s Seasons e Mizumi, insigniti rispettivamente di due e una stella Michelin. Riaperto nel marzo 2024, il Wing Lei Bar è uno scrigno delle meraviglie, che ha incluso nel suo design un lampadario italiano del XVIII secolo, oltre a materiali lussuosi come malachite, lapislazzuli, occhio di tigre dorato e quarzo rosa, che ne arricchiscono l’atmosfera.

Mark Lloyd, bar manager del Wing Lei Bar

A guidare il programma dei drink al Wing Lei Bar è il capo mixologist Mark Lloyd, originario della Scozia e con oltre 15 anni di esperienza in tutta l’Asia. Il suo menu d’autore presenta 12 originali variazioni su quattro stili di cocktail: sour, stirred, classici e Martini, tutti realizzati con la stessa raffinatezza che caratterizza il Wynn Palace. I cocktail del Wing Lei Bar incorporano ingredienti inaspettati, spesso scarti provenienti dagli altri ristoranti del Wynn Palace. «Abbiamo sempre extra di sciroppi e fermentati nel retro - spiega Lloyd -, perché cerchiamo di ridurre al minimo gli sprechi e di collaborare in modo proattivo con gli altri reparti. Questo ci permette di creare infinite variazioni sui cocktail classici».

Evitando strumenti moderni come rotovap e centrifughe, Lloyd si affida a metodi tradizionali, tra cui infusioni e tinture fatte in casa, facendo leva sul suo solido background in chimica e distillazione. Come afferma lui stesso: «Non mi interessano gli orpelli, le grandi guarnizioni o i bicchieri esagerati. Per me conta il liquido e l'arte del bartending. Vogliamo che tutto sia personalizzato e che la nostra ospitalità risulti autentica e calorosa».

Uno dei cocktail più popolari in menu è il Cucumber and Sesame Negroni, una creativa rivisitazione del classico. Questa versione è infusa con olio di sesamo e diluita con acqua di cetriolo chiarificata. L’olio di sesamo dona note ricche, tostate e nocciolate, mentre il cetriolo introduce un'amarezza sottile, simile al melone amaro, che aggiunge profondità e complessità.

Per gli ospiti indecisi su cosa ordinare, Lloyd utilizza un approccio personalizzato basato su quattro domande. «Le quattro domande sono un modo rapido per creare un drink su misura - spiega -. È come un libro ‘scegli la tua avventura’: scegli lo stile (shaken, stirred, ecc.), il profilo aromatico (dolce, acido, sapido), eventuali preferenze aggiuntive o sapori che ami, e infine eventuali allergie o ingredienti che non gradisci».

Pur trovandosi in un resort di lusso, il Wing Lei Bar offre un ambiente cordiale e accogliente, con cocktail dai prezzi contenuti (16 euro circa). Come dice Lloyd: «Gli ospiti possono vivere l’eleganza di un bar raffinato senza la formalità o la pretesa che spesso la accompagnano. Vedo i bartender come narratori che guidano gli ospiti nella loro esperienza, sia in un locale di quartiere sia in un bar d’albergo di lusso. Il mio obiettivo è connettermi con ciascun ospite a livello personale. Invece di affidarmi a routine di servizio preconfezionate tipiche degli hotel, mi concentro nel comprendere i gusti e le esigenze uniche di ognuno».

In occasioni speciali, come nel caso della presentazione della Asia’s 50 Best Bars 2025, il Wynn Palace collabora con gli altri outlet del Wynn Palace. «È stato l’evento più grande che abbia mai organizzato e senza dubbio il più impegnativo, ma che settimana incredibile è stata!», commenta Lloyd. Un esempio di questa sinergia virtuosa, che si estende anche agli special guest che arrivano da lontano, è stato l'eccezionale pranzo con cocktail in abbinamento, che ha unito cucina cantonese moderna e indiana. L’evento clou ha visto protagonista lo chef Varun Totlani di Masque Mumbai e il bartender Yangdup Lama di Sidecar New Delhi, che hanno collaborato con lo chef Tam Kwok Fung al Chef Tam’s Seasons del Wynn Palace. Il piatto forte è stato un biryani salato con carré d’agnello alla curcuma, perfettamente abbinato a “Tuk Tuk”, un cocktail a base di tequila infuso con masala da biryani e cordiale di mela.

Il Wing Lei Bar è stato teatro di eventi indimenticabili, tra cui un takeover speciale dedicato all’iconica Tommy’s Margarita di Julio Bermejo di Tommy’s Mexican Restaurant di San Francisco, e la presenza di Sam Ross di Attaboy New York (già Little Branch e Pegu Club), che ha presentato le sue creazioni più celebri, il Penicillin e il Paper Plane. Il talento italiano è stato protagonista al Wing Lei Bar con una serata vivace di cocktail all’aperitivo a base di Campari grazie a Marco Dongi (Bar Sathorn, Bangkok), Matteo Cadeddu (Opium, Bangkok), Filippo Sanchi (Bar S-OTTO, Shanghai), Lorenzo Antinori (Bar Leone, Hong Kong), e Giovanni Allario e Lorenzo Querci (Moebius, Milano).

Il cocktail Cucumber and Sesame Negroni in mano a Mark Lloyd

La ricetta: Cucumber and Sesame Negroni

Preparare un Negroni classico 1:1:1 con Boatyard Gin, Campari e Cinzano Rosso pre-batch con 120 ml di olio di sesamo per 700 ml di Negroni

Congelare per 2 giorni sotto il punto di congelamento dell’olio di sesamo (-5℃)

Filtrare e aggiungere il 20% di acqua di cetriolo chiarificata (cetrioli frullati e filtrati con filtro da caffè) per la diluizione

Servire con un grande cubo di ghiaccio in un tumbler, senza guarnizione

La ricetta: Cupid

45 ml Pisco al cocco*
15 ml Aperol
20 ml Fragola lattica
15 ml Succo di limone

Shakerare e filtrare in una coppetta, senza guarnizione.

*Tostare 100 g di cocco essiccato fino a doratura, aggiungere 700 ml di Pisco, congelare per 24 ore e filtrare con filtro da caffè.

ENGLISH VERSION

Wing Lei Bar is located within Wynn Palace Macau, a 28-storey luxury hotel boasting 1,700 rooms, suites, and villas, along with 15 dining and beverage venues. Wing Lei Bar is the flagship bar of Wynn Palace, which is also home to the two-Michelin-starred Chef Tam’s Seasons and the one-Michelin-starred Mizumi. Reopened in March 2024, Wing Lei Bar has been redesigned to capture the allure of an antique jewelry box, radiating elegance and sophistication. Beyond its 18th-century Italian chandelier, the space is adorned with luxurious materials—malachite, lapis lazuli, golden tiger eye, and rose quartz—that enrich the bar’s ambiance.

Leading the drinks program at Wing Lei Bar is Head Mixologist Mark Lloyd, a Scotland native with over 15 years of experience across Asia. His signature menu showcases 12 inventive twists on four cocktail styles—sours, stirred, classics, and martinis—each crafted with the same refined touch found throughout Wynn Palace. Wing Lei Bar’s cocktails incorporate unexpected, repurposed ingredients like char siu trimmings and avocado peels, thoughtfully sourced from other restaurants at Wynn Palace.

“We always have extra syrups and ferments in the back of house as we try to minimize waste and be proactive with other departments’ waste. This means we have a boundless number of twists on classic cocktails,” says Lloyd.

Avoiding modern tools like rotovaps and centrifuges, Lloyd relies on traditional methods, including homemade infusions and tinctures, drawing on his solid background in chemistry and distillation. As he explains, “I’m not about fluffy extras, big garnish and over the top glassware. I’m all about the liquid and the bartending. We want it to be personalized and our hospitality to feel genuine and warm.”

One of the most popular signature cocktails on the menu is the Cucumber and Sesame Negroni—a creative twist on the classic. This version is infused with sesame oil and diluted with clarified cucumber water. The sesame oil imparts rich, nutty, and toasted notes, while the cucumber introduces a subtle bitterness reminiscent of bitter melon, adding depth and complexity.

For guests unsure of what to order, Lloyd uses a personalized four-question approach to craft a bespoke cocktail. “The four questions are a quick way to create a tailored drink,” he explains. “Think of it like a choose-your-own-adventure book: you pick the style (shaken, stirred, etc.), the flavor profile (sweet, sour, savory), any additional preferences or flavors you enjoy, and finally, any allergies or dislikes we should be aware of.”

Although situated in a luxurious resort, Wing Lei Bar offers a friendly and welcoming environment. As Lloyd puts it, “Guests can now enjoy the elegance of an upscale bar without the formality or pretension that often come with it. I see bartenders as storytellers guiding guests through their experience, whether at a local neighborhood spot or a luxurious hotel bar. My goal is to connect with each guest on a personal level. Rather than relying on scripted service routines common in hotel settings, I focus on understanding the unique preferences and needs of every individual.”

On July 15, 2025, Wynn Palace hosted Asia’s 50 Best Bars 2025, marking the first time this prestigious event was held in Macau. Throughout the celebration, Wynn Palace’s dining and beverage venues hosted over 25 guest chef and bartender collaborations, including an exceptional cocktail-paired lunch that artfully combined modern Cantonese and Indian cuisine. The standout event featured Chef Varun Totlani of Masque Mumbai and bartender Yangdup Lama of Sidecar New Delhi, who teamed up with Chef Tam Kwok Fung at Chef Tam’s Seasons at the Wynn Palace. The culinary highlight was a savory biryani with turmeric lamb rack, perfectly matched with “Tuk Tuk,” a tequila-based cocktail infused with biryani masala and apple cordial.

Wing Lei Bar played host to a series of unforgettable events, including a special takeover celebrating the iconic Tommy’s Margarita by Julio Bermejo of Tommy’s Mexican Restaurant in San Francisco, as well as Sam Ross of Attaboy New York (formerly of Little Branch and Pegu Club), who showcased his renowned creations—the Penicillin and the Paper Plane. Italian talent was also prominently featured at Wing Lei Bar. Marco Dongi (Bar Sathorn, Bangkok), Matteo Cadeddu (Opium, Bangkok), Filippo Sanchi (Bar S-OTTO, Shanghai), Lorenzo Antinori (Bar Leone, Hong Kong), and Giovanni Allario and Lorenzo Querci (Moebius, Milano) came together for a lively evening of Campari-based aperitivo cocktails.

Mark Lloyd, the lead organizer, reflected on the Asia’s 50 Best Bars events, saying:
“It exceeded all my expectations. Everyone showed up and gave their all—myself and the team included. It was the largest event I’ve ever put together and by far the most challenging, but what an incredible week it turned out to be!”

With its refined ambiance, inventive yet harmonious cocktails, and truly  personalized hospitality, Wing Lei Bar stands at the forefront of Asia’s vibrant cocktail scene—now earning global recognition through its compelling events during Asia’s 50 Best Bars.

Il bar all’italiana conquista il mondo! Trionfa il Bar Leone ai World’s 50 Best Bars 2025

World’s 50 Best Bars 2025 Bar Leone
Il team del Bar Leone di hong Kong, al primo posto di The World’s 50 Best Bars 2025
Il Locale aperto da Lorenzo Antinori a Hong Kong si aggiudica il titolo di Migliore bar del mondo. Ma l’edizione 2025 dei 50 best Bars è un trionfo dell’italianità: quattro i cocktail bar della Penisola in classifica e cinque quelli di proprietà o guidati dai nostri connazionali nella top 10

È andata in scena a Hong Kong la cerimonia di premiazione dei The World’s 50 Best Bars 2025. Cerimonia conclusasi con un trionfo per il bar all’italiana: in vetta alla classifica dei 50 migliori locali del mondo c’è infatti il Bar Leone di Lorenzo Antinori, che sorge nel quartiere Central di Hong Kong.

Primo locale situato in Asia a guidare la classifica globale, il Bar Leone, aperto a giugno 2023, è un portabandiera dell’italianità del mondo: costruito sulla filosofia dei "cocktail popolari", insieme accessibili e impeccabili, rende omaggio ai bar di quartiere di Roma, dove la gente si ritrova per un caffè, un aperitivo o per scambiare quattro chiacchiere. Gli interni si ispirano alla Capitale degli anni Ottanta e Novanta, e sono progettati per essere accessibili, semplici e profondamente radicati nella cultura e nell’ospitalità italiana. Una formula con la quale si è subito imposto alla ribalta, arrivando al secondo posto della classifica globale lo scorso anno e al primo posto per due anni di seguito agli Asia’s 50 Best Bars (leggi Asia’s 50 Best Bars 2025: Bar Leone di nuovo sulla vetta).

I locali italiani in classifica

Ma questa edizione dei World’s 50 Best Bars ha riservato altre belle soddisfazioni all’ospitalità tricolore, con quattro locali della Penisola presenti in classifica: il Moebius Milano, che dalla scorsa edizione ha scalato 31 posizioni piazzandosi alla numero 7, la più alta raggiunta finora da un locale italiano, che pertanto si è aggiudicato il Nikka Highest Climber Award, premio che riconosce la crescita più vertiginosa della stagione. Seguono il Locale Firenze al 22° posto, il Drink Kong di Roma al 40° posto e il 1930 di Milano al 43°.

A questi si aggiungono gli altri quattro cocktail bar, Freni e Frizioni e Jerry Thomas Speakeasy a Roma, L'Antiquario a Napoli e il Gucci Giardino a Firenze, entrati nella lista 51-100, che portano a 8 il totale dei nostri bar in classifica.

Il successo degli italiani all'estero

E non è ancora tutto. A conferma della posizione di rilievo dell’Italia nel panorama mondiale del bartending ci sono i risultati dei nostri connazionali all’estero, con cinque locali di proprietà o guidati da italiani nella top 10.

Oltre al bar Leone e al Moebius, troviamo al 3° posto il Sips di Barcellona, aperto da Simone Caporale, premiato con il Roku Industry Icon Award, assegnato alla persona che ha fatto più di chiunque altro per il progresso del settore, con Marc Álvarez. Segue in quarta posizione il Paradiso, sempre a Barcellona, di Giacomo Giannotti e della moglie Margarita Sader. Al si è piazzato il Connaught Bar, locale londinese guidato dalla coppia tricolore composta da Ago Perrone e Giorgio Bargiani, e con un team quasi interamente italiano.

Nel 2025, la corona della capitale dei cocktail è condivisa da Londra, New York con quattro bar in classifica, mentre complessivamente i 50 bar presenti nella lista si distribuiscono su 29 città.

I PREMI SPECIALI

Ketel One Sustainable Bar Award 2025: The Cambridge Public House, Parigi

Three Cents Best New Opening Award 2025: Sip & Guzzle, New York

Siete Misterios Best Cocktail Menu Award 2025: Backdoor Bodega, Penang

Nikka Highest Climber Award: Moebius Milano

Roku Industry Icon Award 2025: Simone Caporale

Disaronno Highest New Entry Award 2025: Mirror Bar, Bratislava

Campari One To Watch Award 2025: Bar Mauro, Città del Messico

Rémy Martin Legend of the List Award 2025: Baba au Rum, Atene

Best Bar Design Award 2025: Tigra + Disco Pantera, Sydney

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2025: I TOP 50

  1. Bar Leone - Hong Kong
  2. Handshake Speakeasy - Mexico City
  3. Sips - Barcelona
  4. Paradiso - Barcelona
  5. Tayēr + Elementary - London
  6. Connaught Bar - London
  7. Moebius Milano - Milan
  8. Line - Athens
  9. Jigger & Pony - Singapore
  10. Tres Monos - Buenos Aires
  11. Alquímico - Cartagena
  12. Superbueno - New York
  13. Lady Bee - Lima
  14. Himkok - Oslo
  15. Bar Us - Bangkok
  16. Zest - Seoul
  17. Bar Nouveau - Paris
  18. Bar Benfiddich - Tokyo
  19. Caretaker's Cottage - Melbourne
  20. The Cambridge Public House - Paris
  21. Satan's Whiskers - London
  22. Locale Firenze - Florence
  23. Tlecān - Mexico City
  24. Tan Tan - São Paulo
  25. Mirror Bar - Bratislava
  26. CoChinChina - Buenos Aires
  27. Baba au Rum - Athens
  28. Nouvelle Vague - Tirana
  29. Hope & Sesame - Guangzhou
  30. Danico - Paris
  31. Scarfes Bar - London
  32. Svanen - Oslo
  33. Sastrería Martinez - Lima
  34. Panda & Sons - Edinburgh
  35. Röda Huset - Stockholm
  36. Mimi Kakushi - Dubai
  37. Salmon Guru - Madrid
  38. Coa - Hong Kong
  39. Sip & Guzzle - New York
  40. Drink Kong - Rome
  41. Double Chicken Please - New York
  42. Maybe Sammy - Sydney
  43. 1930 - Milan
  44. Jewel of the South - New Orleans
  45. Virtù - Tokyo
  46. Overstory - New York
  47. The Bar in Front of the Bar - Athens
  48. The Bellwood - Tokyo
  49. BKK Social Club - Bangkok
  50. Nutmeg & Clove - Singapore

C+C a Host 2025: l’experience della consulenza

Interno di un punto vendita C+C Cash and Carry con scaffali dedicati a salumi, formaggi e prodotti horeca, rappresentativo della partecipazione di C+C a Host 2025 e del focus su assortimenti professionali e consulenza per il settore fuoricasa
Show cooking, prodotti esclusivi e consulenza su misura per ristoratori, bar manager e operatori del fuoricasa: tutto questo è C+C a Host 2025.

In un mercato dove competenza, qualità e innovazione sono i fattori che fanno la differenza, C+C Cash and Carry a Host 2025 sceglie di incontrare i protagonisti del mondo horeca e condividere la propria visione: quella di un approccio fondato non solo sull’assortimento, ma anche sulla consulenza e il valore esperienziale.

Dal 17 al 20 ottobre, al Padiglione 1 – Stand U21 di Host, i visitatori potranno vivere un percorso che unisce show cooking dal vivo, prodotti esclusivi a marchio “Su” e “Vanto”, e una consulenza personalizzata dedicata a ristoratori, bar manager e operatori del fuoricasa.

Show cooking: un’esperienza che unisce gusto e formazione

Fulcro dello stand di C+C Cash and Carry a Host 2025 sarà lo show cooking, un format capace di attrarre e coinvolgere, ma anche di offrire una vera product education.
Sul palco si alterneranno due protagonisti d’eccezione, che attraverso le loro ricette e la loro esperienza racconteranno come i prodotti “Su” possano diventare strumenti concreti di creatività e redditività in cucina.

Chef Alessandro Modica

In scena nelle giornate del 17, 18 e 19 ottobre (ore 10–12), lo chef Alessandro Modica vanta oltre vent’anni di esperienza tra ristoranti stellati, cucine fusion ed eventi di alto profilo. Oggi è Chef Trainer e Grill Master certificato, specializzato nel ruolo di chef dimostratore per aziende del food e del comparto attrezzature. La sua presenza a Host sarà l’occasione per scoprire nuove applicazioni dei prodotti “Su” e imparare tecniche innovative di preparazione e impiattamento finger food.

Chef Sergio Terzi

Il 20 ottobre (ore 10–12), i fornelli passeranno nelle mani di Sergio Terzi, chef con una lunga carriera nei ristoranti e hotel della Riviera Romagnola e di San Marino.
La sua cucina unisce tradizione e creatività, con una particolare competenza nella valorizzazione delle carni e nelle preparazioni che esaltano le materie prime. La sua filosofia è chiara: creare esperienze autentiche, puntando sull’eccellenza in ogni piatto.

Grazie ai loro show cooking, lo stand C+C diventerà ogni giorno un laboratorio del gusto, dove l’assaggio si trasforma in ispirazione e ogni piatto racconta il valore dei prodotti “Su”, esclusivi e dedicati al mondo professionale.

C+C a Host: assortimenti professionali per il canale horeca

C+C a Host porta un assortimento pensato per chi lavora ogni giorno dietro il bancone o ai fornelli.
Il focus sarà sui prodotti “Su”, marchio alimentare esclusivo dei C+C Cash and Carry, disponibili solo all’interno della rete e sviluppati in formati professionali per la ristorazione. Parliamo di oltre 300 referenze pensate per garantire praticità, qualità costante e convenienza.

Accanto a questi, il marchio “Vanto”, con 200 referenze per la detergenza professionale, completa l’offerta con soluzioni specifiche per l’igiene e la pulizia in ambienti horeca, assicurando standard elevati e continuità d’approvvigionamento.

Consulenza e prossimità: la forza della rete C+C

Oltre alla qualità dei prodotti, C+C a Host punta a sottilineare la vicinanza ai bisogni concreti dei professionisti, grazie a un modello che combina Cash and Carry territoriali e presidio consulenziale.
Nello stand il team C+C fornirà consulenze personalizzate, aiutando ogni professionista a:

  • ottimizzare il proprio assortimento,
  • individuare soluzioni su misura per la propria attività,
  • conoscere i servizi e le agevolazioni riservate ai clienti C+C.

Un approccio che trasforma la visita in un momento di confronto strategico, per comprendere come migliorare il proprio business attraverso scelte d’acquisto mirate e consapevoli.

L’experience di C+C a Host 2025

La partecipazione di C+C a Host 2025 non è solo una vetrina, ma un luogo di relazione e scambio.
Chi visiterà lo stand (Pad. 1 - U21) potrà scoprire un partner che affianca i professionisti Ho.Re.Ca. con strumenti concreti, assortimenti esclusivi e competenze dedicate.

In un contesto fieristico dove lo show cooking è spesso spettacolo, C+C ne fa un’esperienza formativa, dove ogni piatto è un esempio pratico di come valorizzare i prodotti Su, costruire menu vincenti e generare nuove opportunità di crescita.

Vieni a scoprire come C+C trasforma la qualità in esperienza e la consulenza in valore per il tuo locale.

Contatta C+C

Addio a Biagio Di Benedetto, fondatore di Eraclea

Biagio Di Benedetto Eraclea
Imprenditore visionario, nel 1968 ha fondato a Milano il marchio che con la sua proposta di preparati per bevande calde e fredde ha innovato il mercato del fuori casa

Un grave lutto ha colpito il mondo del fuori casa: è scomparso Biagio Di Benedetto, fondatore di Eraclea.

Imprenditore milanese, nel 1968 ha dato vita al marchio diventato punto di riferimento nei preparati per bevande calde e fredde per il comparto horeca. Un’avventura iniziata in via Padova a Milano, con la produzione di un digestivo, il Drink Selz, per poi ampliare negli anni l’offerta con cioccolate, prodotto nel quale Eraclea si è imposto come sinonimo della tradizione italiana, tè, creme fredde e granite, contribuendo a innovare il settore. Nel 2010 l’azienda è entrata a far parte del gruppo Lavazza, che ne ha consolidato la presenza sui mercati internazionali.

A dare la notizia della scomparsa una nota della famiglia e dei collaboratori. «Con profonda tristezza ricordiamo Biagio Di Benedetto, fondatore di Eraclea, azienda che ha segnato la storia del mercato horeca in Italia e non solo - vi si legge -. Imprenditore visionario, uomo mite e determinato, ha saputo costruire molto più di un’impresa: ha lasciato un’eredità di valori, passione e umanità che continueranno a ispirare chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco. La sua visione, il rispetto per le persone e la dedizione a ciò in cui credeva resteranno un esempio per tutti noi. La famiglia e i collaboratori lo ricordano con affetto e gratitudine».

Torna a maggio 2026 l’appuntamento con Mixology Experience

Mixology Experience 2026
La manifestazione di riferimento per la bar industry sarà il cuore pulsante dell'area beverage di Tuttofood: una sinergia che punta a valorizzare il legame tra la cultura gastronomica e l’arte del bere bene. L'appuntamento è dall'11 al 14 maggio 2026 a Fiera Milano Rho

È dall’11 al 14 del prossimo maggio l’appuntamento con la quinta edizione di Mixology Experience. L’evento di riferimento nazionale del beverage, del bartending e della mixology andrà in scena all’interno di TuttoFood, a Fiera Milano Rho, suggellando la partnership nata lo scorso anno per offrire ai visitatori un’esperienza completa e integrata, che mette insieme eccellenze beverage e food.

Mixology Experience sarà infatti l’elemento chiave dell’area beverage all’interno della manifestazione internazionale dedicata al settore agroalimentare organizzata da Fiere di Parma. Ruolo sottolineato anche dalla posizione nella zona più centrale del layout di TuttoFood, il padiglione 6: uno spazio espositivo dominante, studiato per favorire la visibilità e la contaminazione tra i vari segmenti del beverage, dalle bollicine ai distillati, dai liquori alle acque, dalle bevande ai prodotti per la miscelazione, dal caffè alla birra, e tra questi e, appunto, il mondo food. Una formula che ha riscosso grande successo presso gli operatori dei due settori, come testimoniano i numeri della scorsa edizione, che ha registrato oltre 95.000 visitatori e 3.000 buyers.

«Quest’anno con lo spostamento di Mixology Experience al centro dei padiglioni di TuttoFood, rendiamo l’esperienza fieristica più performante e ingaggiante per tutti i settori coinvolti – ha commentato Luca Pirola, ideatore del progetto e fondatore del gruppo Bartender.it -. Un format che rappresenta il coronamento di una visione: mettere il beverage moderno al centro, far dialogare food, horeca e retail, offrire una piattaforma che non sia solo una fiera di bevute, ma un’occasione concreta di sviluppo per le imprese».

Il beverage pairing al centro della manifestazione

Il tema portante per l’edizione 2026 sarà il Beverage Pairing, ovvero come e cosa abbinare da bere mentre si consuma buon cibo. Un’evoluzione del concetto di food pairing, che sposta i riflettori su un’opportunità per sperimentare, innovare, reinterpretare l’esperienza gastronomica, che ha ormai ha assunto un peso di primo piano nel mondo bar, coinvolgendo bartender, chef, brand beverage e produttori.

Tanta formazione per i professionisti

Oltre alla ricca area espositiva, con tutte le novità e il meglio della produzione beverage, come da tradizione, la manifestazione sarà animata da un ricco programma di appuntamenti formativi per il pubblico professionale, tra masterclass, seminari, degustazioni, talk, con protagoniste alcune delle figure più importanti del bartending nazionale e internazionale.

Uno spazio rilevante avrà la componente esperienziale, con pairing dedicati, degustazioni guidate con chef e bartender, momenti di food&beverage pairing, show cooking e laboratori cocktail innovativi.

A precederla e ad accompagnarla, la Mixology Week, la serie di eventi diffusi in ristoranti, rooftop, cocktail bar e hotel di Milano, all’insegna dell’incontro tra cibo e cocktail per portare fuori dai padiglioni della fiera la cultura della mixology.

Ermes Dual, il nuovo alleato dei professionisti del caffè

Ermes Dual
Con Marco Tesconi di Cimbali Group scopriamo le caratteristiche del nuovo grinder a marchio Casadio. Una soluzione che unisce tecnologia all’avanguardia, design ricercato e facilità d’uso per rispondere alle esigenze della caffetteria moderna

Casadio, brand di Cimbali Group, presenta Ermes Dual, il nuovo macinadosatore a doppio utilizzo progettato per i baristi professionisti. Con Marco Tesconi, Cimbali Group Grinder Category Manager and Global Business Development Keber Burrs, vediamo le caratteristiche del nuovo prodotto e lo scenario di mercato in cui si inserisce.

Cosa serve, oggi, a un professionista?

Il professionista deve saper leggere i nuovi comportamenti, anticipare i trend e proporre soluzioni che integrino tradizione e innova­zione. L’innovazione tecnologica gioca un ruolo chiave in questa evoluzione. Le macchine devono essere performanti, affi­dabili e capaci di supportare volumi elevati, ma anche connesse, automatizzate e facili da u­tilizzare, per semplificare il lavoro quotidiano e ridurre il margine di errore. Tutta­via, l’attenzione non deve concentrarsi solo sulla mac­china e sul caffè: elementi come il macinadosatore e le macine stanno assu­mendo un ruolo sempre più determinante.

Perché la macinatura è così strategica?

La precisione della macinatura, la possibilità di perso­nalizzare ricette e la costanza del risultato sono infatti fattori che incidono direttamente sulla qualità perce­pita in tazza e quindi sulla fidelizzazione del cliente finale. Un caffè macinato correttamente, con un granu­lometria controllata e una distribuzione uniforme delle particelle, beneficia di un buon potenziale aromatico. Oggi il grinder non è più un accessorio, ma un alleato fondamentale.

A quali aspetti è stata data massima attenzione nella progettazione di Ermes Dual?

Tre le dimensioni fondamentali: esperienza del barista, qualità della macinatura e robustezza. Sul piano operati­vo, l’interfaccia intuitiva e la possibilità di richiamare fino a cinque ricette preimpostate semplificano il lavoro, garantendo rapidità ed efficienza anche nei momenti di maggiore affluenza. Il sistema avanzato di rilevamento della distanza tra le macine assicura regolazioni pre­cise, eliminando complessità inutili e garantendo co­stanza lungo tutta la giornata di lavoro.

Dal punto di vista qualitativo, il design a bassa ritenzione e la stabilità meccanica preservano il profilo sensoriale del caffè. Le macine da 75 mm, ottimizzate per diverse granulome­trie, permettono di passare con naturalezza dall’e­spresso ai metodi filtro, mantenendo sempre alta la resa in tazza. Infine, non è stato trascurato l’aspetto estetico: il design firmato da Christopher Flechtner pre­senta dettagli raffinati, come le viti a vista e il condotto trasparente dei chicchi, che trasformano il grinder in un oggetto funzionale, ma anche di immagine.

Caoimhe McCabe nominata managing director di Diageo Italia

Diageo Italia
La nomina di McCabe alla guida della struttura italiana è un altro tassello nella strategia di rafforzamento di Diageo sul mercato italiano, dove punta a raddoppiare il business entro il 2030

Diageo aggiunge un altro tassello alla strategia di espansione sul mercato italiano. Il nuovo tassello è la nomina di Caoimhe McCabe a managing director di Diageo Italia, ruolo introdotto per la prima volta nella struttura aziendale italiana. Un passaggio strategico con il quale il colosso del beverage punta a rafforzare la sua posizione nella Penisola, che rientra i tra i mercati prioritari per la crescita del gruppo a livello mondiale. Mercato nel quale con la nuova nomina, che segue alla riorganizzazione e rafforzamento dell’area commerciale effettuata lo scorso anno (leggi Diageo: nuove nomine per rafforzare il team in Italia), Diageo può oggi contare su un management team dedicato in grado di costruire strategie su misura per sostenere la crescita dei suoi marchi.

Un profilo internazionale per il mercato italiano

Irlandese, da oltre dieci anni all’interno del gruppo, McCabe vanta una solida esperienza internazionale e ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in contesti globali e in mercati chiave. Nel corso della sua carriera, ha contribuito allo sviluppo di progetti di trade marketing e alla definizione di strategie di revenue leadership, collaborando con team internazionali e multidisciplinari. Prima della nomina alla guida della struttura italiana è stata commercial, revenue & category director per l’Irlanda, contribuendo alla definizione di strategie mirate e all’ottimizzazione della performance commerciale di Diageo.

La Penisola al centro delle strategie Diageo

«Sono onorata ed entusiasta di assumere la guida di Diageo Italia, un mercato fondamentale per l’Europa e per l’intero gruppo. L’Italia rappresenta un punto di riferimento unico, grazie alla sua straordinaria cultura dell’ospitalità e alla tradizione di eccellenza nel settore beverage - ha dichiarato Caoimhe McCabe in un comunicato che annuncia la nomina -. Porterò con me l’esperienza maturata a livello globale e una forte attenzione alle nuove tendenze di consumo, con l’obiettivo di consolidare la crescita dei nostri brand iconici. Il nostro impegno sarà di continuare a investire in Italia, rafforzando la crescita sostenibile dei nostri marchi e contribuendo allo sviluppo dell’intero settore».

Raddoppiare il business entro il 2023

La nomina di McCabe arriva infatti in un momento di profonda trasformazione di Diageo Italia, che in questo mese di ottobre sposterà la sua sede da Torino a Milano. Con l’inclusione dell’Italia tra i mercati mondiali con maggiori potenzialità di sviluppo, il gruppo punta a raddoppiare il business in Itala entro il 2030, grazie al nuovo modello operativo end-to-end e a investimenti in comunicazione, rete commerciale e occupazionali.

Le automatiche di Rhea per una pausa caffè sempre più smart

Rhea 03
Le macchine superautomatiche dell’azienda coniugano qualità, efficienza, flessibilità e sostenibilità per una coffee experience sempre più coinvolgente. Come la nuova nata rhTT10 che sarà presentata a Host 2025

Il caffè resta un rito, certo. Ma il modo di viverlo sta cambiando: i consumatori cercano qualità costante, varietà, personalizzazione e maggiore attenzione alla sostenibilità. In questo scenario, Rhea propone soluzioni automatizzate, capaci di coniugare efficienza, qualità e una coffee experience sempre più coinvolgente, all’insegna del made in Italy.

Con le soluzioni di Rhea, l’automazione diventa un’alleata del bar, affianca il personale, che può così concentrarsi maggiormente sull’accoglienza e sull’esperienza del cliente.

Una macchina da caffè superautomatica permette la replicabilità della bevanda offerta, indipendentemente dal barista che in quel momento si trova al bancone: dal primo all’ultimo caffè la qualità in tazza è garantita dal settaggio della macchina.

All’attenzione alla qualità si affianca la massima flessibilità di offerta. Non si parla solo di espresso: cioccolata, ginseng o decaffeinato sono solo alcuni esempi di possibili bevande erogabili, grazie alla gestione di prodotti solubili. Ma anche ricette con latte fresco e alternative vegetali, così che ciascun consumatore possa scegliere la bevanda più vicina alle proprie preferenze o esigenze alimentari, da quelle classiche a proposte più trendy, come il matcha latte. Tutto in modo ordinato e compatto, ottimizzando gli spazi.

Un contesto accogliente e distintivo

Inoltre, avere più postazioni all’interno del locale consente di soddisfare i diversi bisogni della clientela: da chi vuole scambiare quattro chiacchere con il barista o con altri clienti abituali sorseggiando un caffè, a chi invece è di corsa o preferisce un take away. Il risultato? Maggiore flusso di clienti e un servizio più personalizzato.

Anche il design gioca un ruolo chiave: linee moderne e materiali di pregio permettono alle macchine di inserirsi armoniosamente in qualsiasi ambiente, contribuendo a creare un contesto accogliente e distintivo.

Senza dimenticare che le macchine sono anche strumenti di comunicazione: possono trasmettere video, immagini, messaggi promozionali. Così la pausa diventa un momento immersivo, che unisce gusto, informazione e intrattenimento.

Le macchine Rhea inoltre sono progettate con un approccio sostenibile: materiali riciclati e riciclabili, sistemi di telemetria per manutenzione da remoto e soluzioni tecnologiche per ridurre i consumi energetici.

Scopri la nuova nata

In questo scenario si inserisce la nuova arrivata in casa Rhea: la superautomatica rhTT10, pensata per il segmento horeca. Prestazioni elevate, qualità costante e affidabilità la rendono ideale per contesti di servizio più intensi, aprendo nuove opportunità nel settore dell’ospitalità. Compatta, versatile e intuitiva da usare, rhTT10 integra un avanzato sistema per il latte e assicura un’eccellente resa in tazza.

Un nuovo modo di vivere il bar, dove tecnologia e tradizione si incontrano per offrire al cliente molto più di una semplice pausa caffè.

Ti aspettiamo a Host (pad. 12 – stand F31 E24) per scoprirlo insieme.

SulSerio Farm, la fabbrica di start up certificata

SulSerio Farm certificazione
L’incubatore di Seriate ha ottenuto il riconoscimento del Mise come realtà certificata a supporto delle start up innovative. Ora punta ad ampliare la propria rete e a diventare un hub nazionale dell’imprenditoria innovativa

Un importante traguardo è stato raggiunto da SulSerio Farm. Nato a Seriate (Bergamo) a fine 2022, l’incubatore e laboratorio d’impresa è stato riconosciuto dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) come incubatore certificato, a conferma della qualità dell’attività svolta sulle start up innovative.

Fondato da Claudio Gualdi di Devon, Andrea Marcarelli di Pmi Advisor, Ivo A. Nardella, presidente e ad del gruppo Tecniche Nuove, Gianluigi Viganò, ceo di Linking, e Roberto Massimo Caboni di Valleo, SulSerio Farm è nato con l’obiettivo di offrire alle giovani imprese non solo spazi di lavoro, ma anche competenze manageriali, strumenti operativi e una rete qualificata di contatti per supportarle nel loro percorso di crescita.

«La certificazione è il risultato di un processo di verifica rigoroso delle startup il cui focus è l’accesso e l’accelerazione di attività di fundraising indispensabili allo sviluppo imprenditoriale – ha commentato Andrea Marcarelli -. Per noi significa dare ulteriore credibilità al nostro operato per rafforzare la fiducia delle startup e degli investitori».

Vocazione all'innovazione

A oggi SulSerio Farm ospita più di undici startup, attive in settori diversi, ma unite dalla vocazione all’innovazione. La struttura mette a disposizione percorsi di accompagnamento manageriale, supporto tecnico, consulenza per la raccolta di capitali e opportunità di networking.

Nell’ottica di creare occasioni di crescita per le imprese, SulSerio Farm ha co-organizzato la prima edizione di MondoInnovazione, svoltasi lo scorso maggio a Milano, con il supporto operativo e la supervisione di Valentina Missaglia, esperta di economia circolare e di business development per le pmi. Un’iniziativa che ha rappresentato un’occasione interessante di matching tra investitori e startupper e che è stata particolarmente apprezzata sia a livello locale che regionale.

Diventare un hub nazionale di innovazione

«Il nostro obiettivo è affiancare gli imprenditori in ogni fase del loro percorso: dall’idea iniziale alla validazione del progetto, fino alla crescita sul mercato – ha aggiunto Ivo Nardella, uno dei primi investitori di SulSerio Farm –. Puntiamo a favorire la nascita di nuove imprese solide e sostenibili, capaci di generare valore economico e occupazionale sul territorio».

Guardando avanti, nel biennio 2025-2026 la realtà prevede di ampliare ulteriormente gli strumenti a disposizione delle start up, introducendo operazioni di equity crowdfunding e altre soluzioni finanziarie innovative.

Un altro obiettivo è di aprire il capitale sociale a nuovi soci – aziende, consulenti e partner – interessati a contribuire in modo attivo allo sviluppo del progetto e a estenderlo sul territorio italiano attraverso nuovi nuclei operativi.

La nuova dimensione del lavaggio professionale secondo Winterhalter

Winterhalter Host 2025
L'azienda presenterà a Host i nuovi servizi digitali smart che arricchiscono le sue lavastoviglie e lavabicchieri e pensati per rendere i processi di lavaggio ancora più semplici, sicuri ed economici

L’appuntamento è a Host 2025 per scoprire la nuova dimensione del lavaggio professionale secondo Winterhalter. Lo specialista del settore ha arricchito i suoi sistemi, già all’avanguardia, tecnologicamente avanzati e sinonimo di igiene impeccabile, di servizi digitali, orientati al futuro e pensati per rendere i processi di lavaggio ancora più semplici, sicuri ed economici. Servizi innovativi e intelligenti, che si aggiungono alla qualità e alla solidità dei sistemi per garantire la massima sicurezza operativa e semplificare, nel lungo periodo, la gestione quotidiana del lavaggio di bicchieri, stoviglie e utensili.

Tutto a portata di click

Come EasyAccess che consente di trovare risposta in modo facile e immediato a ogni dubbio sulla macchina in uso o su determinate fasi del processo di lavaggio, facendo risparmiare tempo prezioso. Basta infatti semplicemente scansionare il QR code presente sulla macchina per accedere all’istante ai servizi digitali self-service dell’azienda. L’operatore ha così a disposizione 24 ore su 24, nella sua lingua, i manuali delle istruzioni e video esplicativi specifici per il modello di macchina che sta utilizzando, con tutte le informazioni per il suo corretto funzionamento, la messa in funzione, pulizia e manutenzione.

Assistenza da remoto per risparmiare tempo e costi

Con Remote Services, invece, Winterhalter garantisce agli operatori clienti un livello superiore di sicurezza operativa, interventi più rapidi in caso di necessità e una sensibile riduzione dei costi di assistenza. Attraverso la piattaforma Connected Wash, la lavastoviglie è connessa in rete, consentendo ai tecnici dell’azienda di accedervi da remoto. In questo modo, eventuali guasti o messaggi di errore possono essere analizzati e quindi risolti immediatamente a distanza, evitando interventi di assistenza tecnica in loco non necessari. Quando l’intervento in campo del tecnico è necessario, grazie alla diagnosi da remoto, potrà arrivare già preparato, con i ricambi giusti, ancora una volta assicurando un importante risparmio di tempo e costi.

L'IA a servizio del lavaggio

Sempre nell’ottica di garantire massima efficienza del processo di lavaggio abbinata al risparmio, Winterhalter ha sviluppato EcoPilot, un sistema che utilizza l’intelligenza artificiale per regolare in modo automatico il processo di lavaggio alle specifiche esigenze di lavoro nell’arco della giornata, dove a fasi di picco si alternano momenti più tranquilli. Una soluzione che riduce il consumo energetico fino al 17%, con conseguente abbattimento delle emissioni di CO₂ e risparmio di risorse.

I nuovi servizi smart saranno presentati e illustrati presso lo stand di Winterhalter (Padiglione 5, stand D11 D21 E12 E22) a Host 2025, in programma a Fiera Milano dal 17 al 21 ottobre, dove l’azienda sarà presente con le sue soluzioni di punta dedicate al lavaggio professionale.

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