Home Blog Pagina 12

Evolio Expo: torna la fiera dedicata all’olio extravergine d’oliva

Dal 29 al 31 gennaio alla Fiera del Levante a Bari, la seconda edizione di Evolio Expo, la manifestazione dedicata alla filiera olivicola-olearia italiana

Nell’anno del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, salta sempre di più all’occhio l’importanza degli ingredienti che la compongono. Primo fra tutti, l’olio extravergine d’oliva, da sempre alla base della dieta mediterranea (già patrimonio Unesco anche quella, dal 2010) e ingrediente irrinunciabile per la cucina di qualità. Un vero e proprio marcatore identitario, che unisce territori e tradizioni e che è reso straordinario dalla biodiversità del nostro suolo: in Italia si contano oltre 500-700 cultivar di olive autoctone, il patrimonio olivicolo più ricco al mondo, che rappresenta circa il 40-42% delle varietà globali e che dà luogo a circa 50 varietà riconosciute: 42 Dop e 8 Igp. Non solo, rilevante anche il numero di aziende coinvolte, con oltre 4.200 frantoi attivi, 619mila imprese olivicole e una superficie in produzione di olive da olio che supera 1,04 milioni di ettari, la filiera olivicola italiana si conferma un comparto strategico per il nostro Paese e un’eccellenza a livello internazionale.

E che a sua volta coinvolge il mercato dell'horeca più di quanto ci si possa immaginare. L'olio extravergine d’oliva non è più un ingrediente da utilizzare nel segreto delle cucine di bar e ristoranti, ma un potente strumento di posizionamento culturale e qualitativo, capace di valorizzare l'offerta da parte dei pubblici esercizi. Un modo per raccontare l’attenzione alla filiera, al legame con il territorio e alla volontà di offrire un’esperienza autentica e consapevole. Dal pane all’aperitivo, l’olio extra vergine assume un ruolo sempre più centrale, trasformandosi da condimento “dato per scontato” a protagonista riconosciuto, capace di generare valore, narrazione e identità.

In questo contesto, si innesta, per il secondo anno consecutivo, l’appuntamento con la rassegna Evolio Expo 2026, la fiera di riferimento dedicata all’olio extravergine d’oliva, in programma da giovedì 29 a sabato 31 gennaio alla Fiera del Levante di Bari, patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Non una collocazione casuale, se pensiamo che la Puglia guida la classifica nazionale per superficie in produzione con 330.800 ettari (31,5%), seguita da Calabria (181.094 ettari; 17,3%) e Sicilia (143.070 ettari; 13,6%).

Nelle tre giornate di fiera, oltre alla presenza di 150 espositori, 20 associazioni, enti e istituzioni e circa 50 buyer internazionali dei settori Gdo, retail e horeca, provenienti da 16 Paesi, Evolio sarà l’occasione per approfondire le tematiche legate all’olio extravergine d’oliva, con un programma di oltre 100 convegni, talk ed eventi che affrontano i principali temi strategici del settore: dall’innovazione alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla salute, fino alla valorizzazione culturale e gastronomica dell’olio extra vergine di oliva. E, proprio rimanendo su questo tema, la fiera sarà anche l’occasione per partecipare a laboratori e momenti di degustazioni dedicati, per approfondire la varietà olivicola italiana e il suo imprescindibile legame con la cucina.

«Evolio Expo è una fiera B2B che abbiamo fortemente voluto, perché era necessario che la Puglia diventasse il tavolo di concertazione dell’olio extravergine italiano - ha detto Gaetano Frulli, Presidente di Nuova Fiera del Levante -. La nostra regione rappresenta il 50% della produzione olivicola nazionale e può contare su una filiera competente, con capacità consolidate e radici profonde. Sebbene la manifestazione sia nata come biennale, grazie al supporto di Senaf, della Regione Puglia e di numerosi professionisti del settore, presentiamo la sua seconda edizione, che rafforzerà ulteriormente il ruolo della Puglia come capitale dell’olio extravergine di qualità». Gli risponde Silvia Casaglia, Project Manager di Evolio Expo: «Questa manifestazione è nata nel 2025, con l’obiettivo di creare uno spazio di riferimento per l’intera filiera olivicola-olearia italiana. Il grande successo dello scorso anno ha confermato il valore della nostra visione. Ora, il nostro obiettivo è continuare ad accompagnare le imprese nel loro percorso di crescita, creando connessioni significative e contribuendo alla costruzione di una visione condivisa per il futuro del comparto».

 

 

 

Oltre l’espresso, le proposte di Caffè Toraldo

Il Maestro del Caffè Gianni Cocco allo stand Caffè Toraldo di Sigep 2026
Tradizione, sperimentazione e nuove abitudini di consumo hanno spinto la torrefazione napoletana Caffè Toraldo a esplorare nuove e originali proposte da proporre ai pubblici esercenti in tema di specialty coffee, estrazioni, Latte Art e mixology, presentate al recente salone foodservice Sigep World 2026 tenuto a RiminiFiera.

Accanto alle tradizionali miscele, Caffè Toraldo ha presentato nuove referenze come Dolce e Cremoso, oltre alla linea Roast Master, specialty coffee in grani confezionati in buste da 250 g, premiati di recente dalla Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia 2026 di Gambero Rosso con il riconoscimento Tre Macinini.
Oltre alla miscela Espresso Blend (proveniente da Etiopia, Brasile, Guatemala e Colombia), la linea comprende tre monorigini come Brasile Alta Mogiana (coltivato nel sud est dello stato sudamericano), Guatemala SHB Antigua (coltivato sull’altipiano dell’isola caraibica) ed Etiopia Sidamo (coltivato ad una altitudine di oltre 1500 metri).

A offrire nuove opportunità di servizio in una serie di presentazioni allo stand Caffè Toraldo (pad A2) si sono avvicendati alcuni protagonisti di settore come Carmen Clemente, nota ambasciatrice di tecnica decorativa Latte Art e World Latte Art Champion 2022 e il riconosciuto Maestro del Caffè Gianni Cocco, autore del libro "Caffetteria Gourmet".
Oltre ad affrontare tecniche di base di Latte Art come posizione della lattiera, impugnatura della tazza di espresso e cappuccino, montatura del latte, Carmen Clemente ha illustrato varie tecniche di decorazione free pouring.

Carmen Clemente World Latte Art Champion 2022 allo stand Caffè Toraldo

Arabic Experience, la masterclass di Gianni Cocco

Cosa può unire Napoli e Dubai? Ospitalità, cultura del caffè e ritualità sono fattori comuni a due mondi apparentemente lontani. Nel corso della sua masterclass Arabic Experience, il Maestro del Caffè Gianni Cocco ha voluto e saputo proporre alcune alternative alla semplice proposta classica del caffè nei vari formati: in grani, macinato, cialde e capsule che più da cinquantanni la torrefazione napoletana Caffè Toraldo propone agli operatori del settore.

Fondata nel 1968 dalla famiglia Simonetti in un locale nel rione Sanità di Napoli, l'azienda è cresciuta e si è ampliata nel tempo, prima inaugurando uno stabilimento produttivo a Casandrino (1993) in provincia di Napoli, seguito più di recente da quello di Carinaro (2006) in provincia di Caserta.
Oggi Caffè Toraldo può vantare una posizione da protagonista nel settore con una percentuale export del 15% che raggiunge 60 Paesi del mondo. Senza dimenticare le radici napoletane, scelta rafforzata ricorrendo al cantante Gigi d'Alessio come testimonial e alla partnership con la Società Sportiva Calcio Napoli.

Come abbinamenti, Gianni Cocco ha proposto un Vassoio da Colazione arricchito con prodotti mediorientali come datteri di Medina, pinoli pakistani, mandorle afgane, biscotti libanesi ripieni Maamoul e Dubai Chips, sfoglie di pane piccanti aromatizzate con cumino e coriandolo. Presentati accanto a specialità del Golfo di Napoli come babà e sfogliatelle.

Oltre ai caffè espresso, Gianni Ciocco ha introdotto bevande speciali come Caffè Kawa, Cappuccino di Dubai e il cocktail Bitter Coffe Marendry.

Per realizzare Caffè Kawa è stata scelta la monorigine Etiopia Sidamo della linea Roast Master infusa nella storica e scenografica caffettiera araba dallah, aromatizzata con cardamomo, cannella, chiodi di garofano e zafferano.
Viceversa il Cappuccino di Dubai è stato preparato con una espresso di Miscela in Grani Arancio e latte di cammella (sapore più sapido rispetto a quello di vacca) montato e aromatizzato con zafferano (in superficie) e completato con una corona di pasta fillo kataifi.
Come innovativo impiego del caffè in miscelazione, Gianni Cocco ha proposto il cocktail Bitter Coffee Marendry miscelando in una busta sottovuoto 600 ml di Bitter Marendry Fabbri 1905 (liquore a base di succo di amarena, chinotto, chinino ed erbe aromatiche) con 18 g di Espresso Blend Roast Master macinato grossolanamente e aromatizzato con fava tonka, cardamomo e cannella. Dopo due cicli di infusione a freddo, la busta va sigillata ad atmosfera zero e il preparato va cotto a 60 °C per 30 minuti, prima di una doppia filtrazione. Una volta raffreddato, il cocktail va servito in un bicchiere tumbler basso con cubetti di ghiaccio e guarnito con uno spiedino di Amarena (candita) Fabbri 1905.
Questo cocktail valorizza il profilo aromatico del caffè espresso con l'aggiunta di spezie,  arricchito con il gusto fruttato del liquore alle amarene, esaltato dalla infusione sottovuoto.

Un momento di grande richiamo è stato infine il passaggio di Katia Buchicchio, avvenente bellezza mediterranea vincitrice del concorso Miss Italia 2025 che ha saputo coinvolgere l'interesse della numerosa folla di curiosi e ospiti dello stand Caffè Toraldo.

«Quest’anno a Sigep abbiamo voluto far convivere due mondi – ha commentato Marco Simonetti, ad di Caffè Toraldo - la tradizione del caffè napoletano e le potenzialità degli Specialty Coffee, in un dialogo continuo tra ritualità e visione dinamica del comparto. Oggi l’esperienza è sempre più centrale e il caffè risulta sempre versatile: si presta anche a livello scenografico, dalla Latte Art alla mixology, dai nuovi metodi di estrazione fino alla macchina a leva, semplice solo all’apparenza, ma di grande fascino e ritualità. Qualunque sia il metodo, il ruolo dell’operatore resta centrale. Abbiamo dato spazio alle professionalità, valorizzando competenze, tecnica e creatività che rendono unico ogni gesto e ogni esperienza legata al caffè».

Marco Simonetti ad di Caffè Toraldo

expresso, il cioccolatino ripieno al caffè di Costadoro per una pausa di gusto e di energia

Costadoro expresso
Un cioccolatino fondente ripieno al caffè 100% Arabica è la nuova proposta con la quale la storica torrefazione torinese reinterpreta la tradizionale esperienza dell’espresso

Reinterpreta la tradizionale esperienza dell’espresso in chiave gorumet la novità firmata Costadoro. Si chiama expresso, e non è una nuova miscela, ma un cioccolatino ripieno di caffè: una proposta con la quale la storica torrefazione torinese amplia il proprio universo di gusto, raccontando la sua visione contemporanea del caffè. Una visione dove quest’ultimo si declina anche in prodotti differenti dal rito della tazzina, ma restando sempre il protagonista assoluto.

E infatti il caffè è l’attore principale di expresso. Il suo cuore è una miscela 100% Arabica accuratamente selezionata e che si caratterizza per finezza aromatica, equilibrio e rotondità. Una scelta che riflette l’identità di Costadoro, fatta di attenzione alla qualità e rispetto della materia prima. A custodirlo un guscio di cioccolato fondente per un matrimonio di sapori che conserva ed esalta tutta l’intensità e la complessità dell’espresso e che regala un’esperienza di gusto raffinata.

Proposto in un pratico espositore da banco da 150 pezzi che stimola l’acquisto d’impulso, expresso (13,95 g) è pensato per arricchire l’offerta del locale con una proposta che costituisce un piccolo gesto di piacere e, insieme, una ricarica di energia per ogni momento della giornata.

Il nuovo arrivato rappresenta il primo passo di un progetto più ampio. Sono già previste future estensioni di gamma, pensate per arricchire e sviluppare ulteriormente questo nuovo modo di vivere l’espresso secondo Costadoro.

Lactalis punta sul fuori casa con la nuova Business Unit Out of Home

Lactalis
Oltre 300 referenze, che uniscono qualità e servizio, nel portafoglio della nuova divisione dedicata al food service. Un ambizioso progetto con il quale il gruppo punta a ritagliarsi un ruolo di partmer privilegiato dei professionisti

Lactalis Italia punta decisa sul fuori casa. A questo scopo la società italiana del colosso francese dell’agroalimentare ha lanciato la nuova Business Unit Out of Home, la divisione dedicata interamente al canale food service, con la quale mira a crescere in un mercato che sviluppa un giro d’affari di circa 100 miliardi di euro e che rappresenta il 34% del totale della spesa in Italia in consumi food&beverage.

«La Business Unit Out of Home - spiega la marketing manager Simona Fiorina - parte da un giro d'affari di 300 milioni di euro, ma punta a crescere a doppia cifra già dal primo anno e diventare in player di riferimento sul mercato».

Nata per sviluppare soluzioni dedicate agli operatori del settore, con focus su servizio, prestazioni e sostenibilità, la nuova divisione opera nei canali food service operator e vending e riunisce l’expertise dei marchi professionali del gruppo, ovvero Parmalat Professional, Galbani Professionale, Président Professionnel ed Elena. Un asset che mette a disposizione dei professionisti del bar, della cucina della pasticceria e della gelateria un’offerta forte di oltre 300 referenze professionali, più una selezione di prodotti consumer iconici, rendendo Lactalis un partner unico per l’horeca. Un’offerta trasversale che spazia dal latte al burro, dalle creme ai formaggi freschi e stagionati, dai dessert fino ai salumi.

«Vogliamo supportare il lavoro degli operatori con soluzioni pronte che permettano loro di aumentare la propria profittabilità - spiega Fiorina -: si inseriscono in questo quadro le novità che abbiamo lanciato di recente a marchio Parmalat: una crema calda al cioccolato per la stagione invernale e una crema fredda al caffè per la stagione estiva». 

Cinque referenze emblematiche del portafoglio

Studiata per garantire qualità, costanza e facilità d’uso nel lavoro degli operatori, la proposta Lactalis Out of Home ha tra i suoi prodotti emblematici il Latte fresco Parmalat Alta Qualità, la Panna fresca Parmalat Professional 35%, il Burro Président Professionnel, la Panna Elena 38% e la Crema Pasticcera Elena.

Il primo è un latte 100% italiano di alta qualità, confezionato a poche ore dalla mungitura, disponibile in diversi formati, e dall’uso trasversale nel fuori casa, dalla caffetteria alla cucina. Per preparazioni di pasticceria, gelateria e cucina è invece pensata la Panna fresca Parmalat Professional 35%, preparata con solo latte italiano e caratterizzata da un 35% di materia grassa.

Contenuto di materia grassa che sale all’85% nel Burro Président Professionnel, ingrediente da pasticceria, dal gusto delicato, pensato per garantire incorporazione rapida, paste morbide e creme stabili. Dedicata alla pasticceria e alla gelateria è la Panna Elena 38%, una panna Uht da montare, storica referenza del marchio, apprezzata per l’elevata struttura, il volume e la stabilità. Il suo tessuto compatto, il colore bianco naturale e l’ottima tenuta la rendono adatta anche alle lavorazioni più complesse, evitando fenomeni di sineresi. Infine, la Crema Pasticcera Elena, pronta all’uso e preparata con uova (12%) e pochi altri ingredienti selezionati, senza uso addensanti, stabilizzanti ed emulsionanti. Una soluzione versatile ideale per farciture e preparazioni sia a freddo sia leggermente riscaldate.

Diventare riferimento per il mercato

Forte del suo ricco portafoglio e di un consolidato konw how, la nuova divisione punta a imporsi come riferimento nel mercato del fuori casa entro il 2030. Un obiettivo ambizioso il cui raggiungimento sarà supportato da un’accelerazione dei progetti di innovazione e da strategie di sviluppo commerciale. Parte integrante di questo percorso il rafforzamento dell’impegno su sostenibilità, con interventi sulla riduzione della plastica nei packaging, e sulle persone, con la costruzione di una cultura sempre più orientata al food service.

 

Salvatore Ravese vince la finale italiana di Gelato Festival World Masters

Gelato Festival World Masters Primo Classificato - Salvatore Ravese
Con un gelato che racconta i sapori della sua terra, il maestro calabrese ha conquistato il titolo italiano e la partecipazione alla finale mondiale della competizione. Insieme a lui a gareggiare sotto il trocolore ci saranno anche i gelatieri classificatisi dal 2à al 4° posto

Arriva da Gioia Tauro (Reggio Calabria) il campione dei gelatieri italiani. Si chiama Salvatore Ravese, classe 1970, e da oltre 30 anni si dedica all’arte della gelateria artigianale nella sua Pasticceria Gelateria Garden. È lui che si è aggiudicato la vittoria nella finale italiana di Gelato Festival World Masters, una delle più importanti competizioni internazionali per gelatieri singoli.

La finale nazionale è andata in scena al Sigep (partner strategico della competizione insieme a Carpigiani) e ha messo in palio, oltre al titolo italiano, quattro posti per la finale mondiale, che si terrà quest’anno (data e location non sono stati ancora resi noti). A sfidarsi i 16 maestri selezionati in un percorso quadriennale di competizioni che ha coinvolto in totale oltre 1500 gelatieri di tutta la Penisola.

Un racconto dei sapori di Calabria

A spuntarla il maestro Ravese, già presidente Apga (Associazione Pasticceri Gelatieri Artigiani) e membro dell’Associazione Italiana Gelatieri (Aig), che nel 2019 gli ha conferito il titolo di Cavaliere del Gelato, con Bacio dei due Mari, una creazione emblematica della sua filosofia dell’arte della gelateria. Filosofia fatta di valorizzazione degli ingredienti e materie prime della sua terra, attraverso un approccio creativo unito a una raffinata sapienza tecnica. Realizzato con miele di Sulla biologico di Calabria, con sentori di caffe di pura arabica e bergamotto di Reggio Calabria, accompagnati da granella di Torrone Igp di Bagnara Calabra, il gelato di Ravanese ha proposto un racconto a tutto gusto della Calabria.

Un racconto che conquistato la giuria, composta da Eugenio Morrone, maestro gelatiere inserito nella Hall of Fame di Gelato Festival World Ranking e componente del Team Italia vincitore della Gelato World Cup 2020, Ciro Chiummo, maestro pasticcere, anche lui nella squadra vincititrice del mondiale 2020, e Gianfrancesco Cutelli, maestro gelatiere della gelateria De Coltelli di Pisa, vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali.

Gli altri maestri italiani che andranno al mondiale

Alle spalle di Ravese si è piazzato il maestro Guido Zandonà, proprietario della Gelateria Ciokkolatte – Il Gelato Che Meriti di Padova, con Caramello salato al burro superiore, gelato dal gusto avvolgente preparato con al caramello con burro di malga con crumbles al cacao salato con sale dolce di Cervia e variegatura con mou di burro di malga.

Sul terzo gradino del podio è salito Danilo Cinelli, originario del Cilento ma dal 2013 trasferitosi a Bologna dove ha aperto la gelateria Delizie Bolognesi, nel 2024 proclamato Miglior Gelatiere dell’Anno dall’Aig. Con il suo Bora Bora, un sorbetto al latte di cocco, arancia e vaniglia Tahiti, ha "dato sapore a un sogno": un viaggio non ancora realizzato in Polinesia Francese, dimostrando come il gelato riesca a far fare il giro del mondo attraverso ricette e ingredienti scelti con cura.

Al quarto posto si è piazzata Elisabeth Stolz, guadagnandosi così la partecipazione alla sua terza finale mondiale in una competizione di gelateria. La maestra gelatiera, che lavora presso l’Osteria Hubenbauer, aperta dalla sua famiglia nel 2002 a Varna (Bolzano), ha proposto I tesori delle nostre montagne, un gelato allo yogurt con variegato di mosto di birra, crumble di cereali, mele cotte e miele. Un racconto dello spirito autentico di Hubenbauer, un vero e proprio maso alpino dove si coltivano e producono gli ingredienti per l’osteria, il birrificio e la gelateria di famiglia.

Ad attendere Ravese, Zandonà, Cinelli e Stolz c’è ora la finalissima mondiale di Gelato Festival World Masters, dove saranno in gara sotto la bandiera tricolore sfidando gli artisti della gelateria selezionati negli ultimi 4 anni e provenienti da 17 Paesi di cinque continenti.

 

Il bar all’italiana protagonista della formazione in Cast

cast_generica1
La pastry star Damiano Carrara diventa docente in Cast, ma il nuovo corso della scuola vede protagonista anche il bar all'italiana e il focus sull'ospitalità. La nostra intervista al Ceo della storica scuola di Brescia, Cristian Cantaluppi

Sono almeno due le star che salgono in cattedra nel nuovo corso di Cast, la scuola di formazione di Brescia nata nel 1997 per le professioni dell'ospitalità, che da un anno e mezzo ha cambiato assetto proprietario. La prima è Damiano Carrara, coinvolto non solo per la fama televisiva (BakeOff Italia, Pechino Express), ma soprattutto per la sua storia di imprenditore del settore (con le Carrara Pastries prima, negli Stati Uniti, e con Atelier Damiano Carrara nella sua Lucca, più di recente). La seconda è il concetto di italian bar, che entra nel programma di formazione del Bachelor in culinary arts & hospitality management, il nuovo corso triennale impartito interamente in inglese avviato con la prima classe lo scorso autunno.

Corsi per 1500 studenti

Oggi l'offerta formativa di Cast è strutturata con due corsi triennali (oltre al Bachelor c'è un percorso in Mediazione linguistica, cucina e ospitalità), quattro corsi di alta formazione (Pasticcere, Cuoco, Italian hospitality & service management e Mediterranean Gastronomy) e corsi professionali più brevi (5-6 settimane) per panificatore e gelatiere. «Sono circa 60-70 i docenti della scuola, 250 gli studenti dei corsi di formazione lunghi per un totale di 1500 studenti che annualmente frequentano la nostra struttura e attingono alla nostra offerta formativa, che comprende anche le Masterclass, corsi di approfondimento di 1-2-3 giorni», spiega Cristian Cantaluppi, Ceo di Cast.

Cristian Cantaluppi_CEO di CAST
Cristian Cantaluppi, Ceo di Cast
Che cosa vi porta l'ingaggio di Damiano Carrara come docente della scuola?

Ovviamente lui ha un'esperienza di successo televisiva. E questo, per un giovane, è molto importante. Però Damiano è soprattutto un modello di imprenditore del settore, che in seguito ha avuto la capacità di diventare famoso. Per la sua capacità comunicativa da personaggio della televisione? Sì, ovviamente. Ma si basa sulla sua storia imprenditoriale. Noi abbiamo identificato una parola che lo contraddistinguerà nel nostro percorso, che è la curiosità.

Perché questa scelta?

La curiosità è una qualità umana che ti aiuta a raggiungere degli obiettivi importanti nel lavoro. Se tu lo dici a uno studente, lo annoi subito. Se, invece, fai raccontare a un modello che lui ammira la sua storia di curiosità, è tutto un altro discorso. Damiano è andato da giovane negli Stati Uniti, ha costruito una realtà imprenditoriale imparando una cosa importantissima. Non basta essere italiani e avere - io ne sono convinto - una cultura gastronomica migliore. Questo non si può tradurre nella presunzione di pensare: "Io sono migliore, apro un posto negli Stati Uniti e devo funzionare". Devo mantenere la mia qualità, mantenere la mia unicità italiana, ma devo trovare il modo, in termini di marketing, di comunicazione, di costruzione del format, di adattarmi e fare bene impresa.

Come si inserirà Damiano Carrara sui vostri corsi?

In due ambiti. Il primo è il modulo di pasticceria all'interno del Bachelor triennale: un percorso che dura un semestre, tutto in inglese, con 8 ore al giorno di pratica in pasticceria. Poi sarà anche docente nel corso di Alta formazione di pasticceria, in italiano.

Come si è rimodulato il corpo docenti con la vostra gestione?

Sono una settantina circa, e tutti i nostri docenti sono professionisti, imprenditori, consulenti, pasticceri, che hanno un'attività propria o che lavorano per altri, oppure che fanno i consulenti. Negli ultimi anni della precedente proprietà si erano allontanati molti docenti che secondo noi sono la storia della formazione in questo settore in Italia. Quindi abbiamo richiamato molti di questi nomi importanti.

Come si attraggono nuovamente i giovani verso un settore che ha perso un po' di appeal negli ultimi anni?

Abbiamo intenzione di attuare una politica di pricing più aggressiva. Ci siamo accorti di una certa seniority professionale degli iscritti alle nostre masterclass, e credo che il tema del prezzo sia centrale. Le nostre masterclass costano 1.000 euro nella formula 3 giorni, 700 euro quelle da 2 giorni. Per un giovane appena uscito dalla formazione di base, l'accesso all'approfondimento risulta difficile. Vogliamo presentarci con una scontistica importante per agevolare l'accesso alle masterclass agli studenti usciti dai nostri corsi da meno di 4 anni, magari permettendo loro di pagare il 35% del prezzo pieno.

Torniamo alla novità del percorso triennale Bachelor. Dentro ci sono moduli relativi a tutti gli ambiti dell'enogastronomia. C'è un momento in cui lo studente può scegliere una specializzazione?

Nei primi due anni si studia per acquisire le competenze del cuoco, del pasticcere, del maître, del barman, dell'f&b manager. Al terzo anno si può scegliere se diventare sommelier di terzo livello (facendo l'esame Ais), oppure approfondire di più le filiere che sono la filiera vegetale o animale, di carne e pesce, o dell'arte bianca. Nel percorso c'è anche tutto quello che riguarda il mondo bar e caffetterie, e il bar serale. Anzi, c'è l'italian bar, una parola che a me personalmente piace tantissimo. Il bar all'italiana, quello delle colazioni fuori nei giornidi festa, dell'aperitivo e del pranzo veloce di qualità, della socialità serale dell'aperitivo.

cast_generica2
Un modello che sta tornando, sicuramente.

Certo, perché dal lato degli esercenti c'è un tema economico importante, che è la necessita di capitalizzare affitto e costi fissi molto aumentati negli ultimi dieci anni. Al contempo c'è una difficoltà di valorizzazione di persone: le devi pagare di più e devi dare loro più tempo libero. Come fare? Ha molto senso avere un'attività che apre la mattina e finisce la sera e le tue persone lavorano su turni. Nell'italian bar c'è il vino, la mixology, la caffetteria e la pasticceria, la cucina. Competenze che servono per poter offrire qualità, anche se la produzione è esternalizzata. Non dimentichiamoci, infatti, che anche per scegliere i fornitori migliori servono le competenze sul prodotto e sui processi produttivi.

C'è anche l'ospitalità.

L'ospitalità italiana è il primo modulo del Bachelor, ed è un insegnamento molto focalizzato sull'empatia che contraddistingue il nostro modo di fare ospitalità italiana. Essere empatici non vuol dire scavalcare il cliente ed essere invadenti o maleducati, non vuol dire fare il "saputello" nel raccontare i vini, non vuol dire cucinare per se stessi. Vuol dire allenare la capacità di capire che cosa vuole il cliente.

Qual è l'aspetto di maggior cambiamento rispetto alla Cast della gestione precedente?

Direi la volontà di ampliare lo sguardo. Da eccellenza nella formazione di pasticceria a eccellenza formativa nell'arte culinaria e nell'ospitalità italiana.

Segretario di Stato Poli, miglior whisky italiano al Falstaff Trophy Whisky Italia

Con 96 punti al Segretario di Stato e 91 al nuovo Conclave, Poli Distillerie conquista la giuria del Falstaff Trophy Whisky Italia e rafforza il proprio profilo internazionale.

Puro malto, lavorazione artigianale e lunghi affinamenti definiscono i whisky di Poli Distillerie, premiati dal Falstaff Trophy Whisky Italia. Con 96 punti, il Segretario di Stato è stato eletto miglior whisky italiano mentre il Conclave ha debuttato in classifica con 91 punti.
Il riconoscimento arriva dopo il recente successo all’International Spirits Challenge.

«Questi risultati ci incoraggiano a proseguire sulla stessa strada», dichiara Jacopo Poli, sottolineando il valore dei premi assegnati da Falstaff.

Segretario di Stato: identità veneta, respiro internazionale

Jacopo Poli con il Segretario di Stato

Nato per celebrare la nomina a Segretario di Stato della Santa Sede del Cardinale Pietro Parolin (15 ottobre 2013), Segretario di Stato è un puro malto d’orzo gradevolmente torbato.

Distillato con alambicco a bagnomaria a ciclo discontinuo, matura cinque anni in botti di rovere con ulteriore passaggio in botti precedentemente utilizzate per l’affinamento dell’Amarone, vino simbolo dell’enologia Veneta.

Insomma, uno stile internazionale con anima di chiara matrice regionale.

Conclave: blend di malti e maturazione calibrata

Ispirato al “cum clave”, Conclave unisce malti torbati e non torbati distillati separatamente. I new make riposano in botti di quercia bianca di media tostatura, usate e rigenerate, capaci di donare al distillato tannini morbidi e suadenti. Solo dopo cinque anni, i singoli whisky proveniente dalle diverse barrique vengono assemblati dando vita così a un profilo equilibrato e profondo.

Poli Distillerie: tradizione e innovazione dal 1898

Fondata nel 1898 a Schiavon (Vicenza), Poli Distillerie opera da quattro generazioni nel cuore del Veneto. Alla tradizione dell’alambicco in rame affianca alambicchi a bagnomaria, tradizionali e sottovuoto, con l’obiettivo di creare distillati dall’equilibrio misurato tra carattere ed eleganza.

La Best of Whisky Italia 2025 di Falstaff Trophy Whisky Italia

96 punti - Poli Whisky Segretario di Stato 5 Anni - Poli Distillerie

95 punti - 2025 Whisky "Al Focarile" 5 Anni - Nannoni Grappe

95 punti - 2017 Erètico Single Malt Whisky Grappa & Sherry Casks 5 Years - Erètico - L. Psenner Distillery

95 punti -Florentis Whisky Super Tuscan Wine Cask - Chioccioli Altadonna

95 punti - Italian Whisky - Distilleria Sibona

94 punti - 2023 Crak Single Malt Italian Whisky - Crak Distillery

94 punti - Florentis Whisky Vinsanto Wine Cask - Chioccioli Altadonna

92 punti - Whisky from Sardinia Single Malt - Silvio Carta

91 punti - Poli Whisky Conclave 5 Anni - Poli Distillerie

90 punti - 2016 Erètico Single Malt Whisky Grappa & Gewürztraminer Passito Casks 7 Years - Erètico - L. Psenner Distillery

89 punti - Alexander Whisky Single Malt Brunello Casks Finish - Bottega

88 punti - 2023 Crak Single Malt Italian Whisky Full Proof - Crak Distillery

88 punti - 2016 Erètico Single Malt Whisky Grappa & Amrone Casks 7 Years - Erètico - L. Psenner Distillery

86 punti - Alexander Whisky Single Malt Amarone Cask Finish - Bottega

Mixology, birre e nuove tendenze a Beer&Food Attraction 2026

Beer&Food Attraction 2026
A Rimini dal 15 al 17 febbraio la nuova edizione della manifestazione, che rafforza il suo ruolo di appuntamento di riferimento per la beverage e bar industry con il nuovo format Mixology Attraction che accende i riflettori su miscelazione e spirits

La Fiera di Rimini si prepara ad accendere i riflettori su Beer&Food Attraction – The Eating Out Experience Show, l’appuntamento europeo di riferimento per la beverage e bar industry, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in programma dal 15 al 17 febbraio.

Specchio del mercato e della sua varietà, il settore espositivo beer rappresenta da sempre il cuore pulsante della manifestazione, con un’offerta che spazia dalle eccellenze italiane ed estere alle proposte più originali, creative, speciali o mainstream. La sezione crea un collegamento diretto tra le specialità food e il mondo beverage, offrendo una vetrina privilegiata per prodotti e tecnologie accessibili a tutti gli operatori del Foodservice.

Riflettori accesi sulla miscelazione

La grande novità dell’11ª edizione di Beer&Food Attraction è Mixology Attraction, il nuovo brand dedicato a valorizzare l’offerta beverage con un focus su miscelazione e spirits. L’evento offre un percorso sensoriale tra distillati premium, etichette iconiche e creazioni artigianali, dove gin, rum, whisky, vodka e tequila si affiancano a proposte innovative per una mixology d’autore. Mixology Attraction si conferma appuntamento di riferimento per i professionisti del settore, offrendo momenti di formazione, dimostrazioni dal vivo e masterclass dedicate alle ultime tendenze.

Beer&Food Attraction 2026 1

Il layout espositivo di Mixology Attraction comprende diverse aree tematiche: Mixology Circus, con bartender di fama internazionale, talk e masterclass sulle nuove tendenze, dove nove locali d’eccellenza, dei quali due internazionali, porteranno la loro identità e creatività; Mixology Village, che ospita le migliori etichette di distillati, liquori e spirits, e Sparkling&Mix, dove spumanti, prosecco e vini frizzanti diventano protagonisti della cultura del bere miscelato.

L’innovazione tecnologica di BBTech Expo

A completare e valorizzare l’intera Filiera Birra contribuisce invece BBTech Expo, il salone dedicato a materie prime, tecnologie di processo e soluzioni per l’imbottigliamento di birre e bevande. Giunta all’8ª edizione, la manifestazione si conferma il cuore tecnologico di Beer&Food Attraction, rappresentando un appuntamento B2B di riferimento per i produttori brassicoli.

Una piattaforma di riferimento per gli operatori del fuori casa

Grazie alle ampie aree espositive, alle sezioni tematiche e ai progetti speciali, Beer&Food Attraction si conferma una piattaforma di contenuti di alto livello, in grado di offrire strumenti concreti, nuove visioni e spunti di ispirazione a chi opera nel settore. La manifestazione si trasforma così in un vero e proprio hub esperienziale, dove scoprire tendenze, innovazione e format vincenti nel mondo del fuori casa, rafforzandosi come punto di riferimento per bartender e operatori del settore e valorizzando l’intera offerta, dalla miscelazione agli spirits, fino ai soft drink e alle birre.

pulyCaff, macchine pulite per espressi più buoni

pulyCAFF è il primo concetto applicato per la pulizia della macchina espresso
Sempre più baristi in Italia e nel mondo effettuano la corretta manutenzione della macchina espresso, base essenziale per estrazioni di qualità

La corretta manutenzione della macchina espresso (ogni giorno) e del macinacaffè (ogni 2-3 giorni) sono elementi fondamentali per ottenere un buon espresso in tazza.

Asachimici-pulyCaff per prima ha messo a punto un “concetto applicato” per la pulizia della macchina espresso: pulyCAFF Plus che rimuove i residui di caffè, i depositi di grassi e previene la formazione di odori sgradevoli nel gruppo erogatore, nell’elettrovalvola di scarico e in tutti i passaggi d’acqua della macchina espresso, compresi filtri e portafiltri. Il chicco del caffè contiene oli e grassi che durante la tostatura vengono trasportati sulla sua superficie. Sono i principali costituenti della crema dell’espresso, ma si ossidano rapidamente e irrancidiscono depositandosi sulle pareti interne del gruppo erogatore (doccetta, filtro e portafiltro) dove, per effetto della temperatura elevata, carbonizzano e trasmettono alla bevanda un gusto sgradevole e persistente di amaro. A questo si unisce il rancido causato dall’ossidazione degli oli, che avviene in 12-18 ore; un processo analogo, con tempi più lunghi si ha all’interno del macinacaffè.

«Da 65 anni spieghiamo ai baristi, ai torrefattori, agli studenti delle scuole alberghiere e agli appassionati di caffè in modo capillare in Italia e nel mondo, che la manutenzione è il segreto di un caffè di successo - affermano Gianfranco e Marco Carubelli, responsabili amministrativi di pulyCAFF -. Inoltre da 25 anni offriamo formazione con i Puly Day, ovvero appuntamenti formativi gratuiti di 4 ore composti da una parte teorica e tanta pratica, che realizziamo dove ci vengono richiesti, in Italia e allestero. Siamo fieri di quanto fatto sino ad ora e vogliamo proseguire in tal senso: la corretta manutenzione e la sicurezza igienica danno quel valore aggiunto che si ricerca nelle cucine di tutto il mondo». 

Il cammino è stato lungo, ma il muro di diffidenza di molti operatori nei confronti della manutenzione, piano piano è venuto meno: lo dicono le vendite in crescita di pulyCaff e negli ultimi tempi anche del detergente messo a punto per pulire la lancia vapore e il cappuccinatore automatico, pulyMilk, nonché le richieste in crescita di Puly Day.

Accanto ai best seller, è stata realizzata una linea completa per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè, con un’attenzione particolare alle richieste del mercato e al rispetto per l’ambiente, che hanno dato il via alla linea New, realizzata con ingredienti ancora più raffinati e rinnovabili, che comprende pulyGRIND Crystals, i cui cristalli a base di amidi alimentari privi di glutine, liberano le macine e la camera di macinatura dai depositi di caffè vecchio e rancido; pulyGRIND Hopper, pulitore della tramoggia (campana) e del dosatore; pulyBAR Igienic, adatto alla pulizia delle superfici in acciaio, piani di lavoro, carrozzerie di macchine per caffè, vetrinette, pulyCAFF New, la variante a pulyCAFF Plus e pulyMILK New.

Asachimici-pulyCAFF attende baristi, operatori e appassionati del mondo del caffè al Sigep di Rimini, pad.A1, stand 055, davanti alla Coffee Arena, dove si svolgono le finali dei campionati organizzati da Sca Italy, di cui è Gold Sponsor. 

Visitarlo è loccasione per  festeggiare i 65 anni di attività dell’Azienda di Vescovato (CR), nonché per incontrare i suoi Brand Ambassador ed Esperti del Pulito Andrea Antonelli, Davide Mazzetto e Luca Ventriglia, e confrontarsi con loro a tutto tondo sulle tematiche della corretta manutenzione, nonché sul caffè e la gestione del locale. 

Velier distribuisce le specialità mediterranee di Piemme

Piemme Limoncello di Sorrento

L’inizio del nuovo anno segna un nuovo ingresso nel portafoglio di spirit di Velier. L’azienda genovese ha ampliato la sua offerta con le specialità firmate Piemme – Piacere Mediterraneo, azienda con sede a Piano di Sorrento (Napoli) delle quali si è assicurata la distribuzione in esclusiva. Un’alleanza nata per valorizzare il patrimonio liquoristico della Penisola sorrentina e che rafforza l’impegno di Velier a favore dei produttori indipendenti italiani, territoriali e portatori di un’identità artigianale autentica.

Fondata nel 1969 da artigiani sorrentini specializzati in dolci tipici e liquori tradizionali, Piemme è una realtà profondamente radicata nel suo territorio, sospeso tra il Golfo di Napoli e la Costiera Amalfitana: da qui provengono le materie prime, a partire dal pregiato Limone di Sorrento Igp, alla base dei suoi prodotti. Prodotti che hanno la loro punta di diamante nel Limoncello di Sorrento, realizzato seguendo un’antica ricetta familiare custodita e reinterpretata attraverso processi artigianali, coadiuvati da tecnologie all’avanguardia.

Il gioiello della Penisola sorrentina

Il Limone di Sorrento utilizzato è coltivato seguendo tecniche agricole tradizionali: limoneti affacciati sul mare, i caratteristici pergolati e “pagliarelle” a protezione dei preziosi frutti. Ogni fase della produzione è presidiata dall’azienda, dalla coltivazione alla raccolta dei limoni, rigorosamente a mano, dalla pelatura all’infusione delle scorze, che avviene in alcol purissimo e zucchero di barbabietola, fino all’imbottigliamento. Il tutto senza alcun uso di sostanze artificiali, ma solo attraverso lavorazioni rigorosamente controllate, che garantiscono standard qualitativi elevati e costanti nel pieno rispetto della materia prima. Il risultato è un Limoncello dal profumo intenso e dalla freschezza che rimanda ed esprime al meglio il terroir della Penisola sorrentina.

Spirit che raccontano il Mediterraneo

Accanto al limoncello, la gamma Piemme include altri liquori tipici che raccontano la biodiversità della macchia mediterranea. Fanno parte della famiglia il Liquore di Noci, preparato con la noce di Sorrento, altra eccellenza del territorio, il Liquore di Finocchietto, un digestivo dall’intenso aroma del finocchietto selvatico, il Liquore di Agrumi, dalle forte note mediterranee date dall’unione di mandarino e limone, e il Liquore di Liquirizia, dal caratteristico gusto dolce-amaro, che lo rende ottimo sia come digestivo sia per accompagnare dessert, a base di liquirizia calabrese.

Completano l’offerta, Ama, un amaro dal gusto raffinato e avvolgente realizzato con ingredienti selezionati della Penisola sorrentina, e Costiera Gin, distillato premium sempre a base di botaniche del territorio, tra le quali spiccano due vere e proprie eccellenze: i Limoni di Sorrento, che portano la loro freschezza agrumata e la Mela Annurca, con la sua nota morbida dolce-acidula. Un gin aromatico e morbido, ideale per la creazione di drink dal carattere mediterraneo, ma pensato anche per essere proposto in purezza, con la sola aggiunta di ghiaccio.

Aperitivi Alpex, la proposta tutto gusto e zero alcol di Fonte Plose

Alpex aperitivi analcolici
Il marchio dell’azienda altoatesina firma un poker di proposte ready to drink che rievocano in versione analcolica alcuni classici della miscelazione. Una gamma che diversifica l’esperienza dell’aperitivo senza alcol, con tutta la garanzia di qualità e gusto di Fonte Plose

Il cliente, si sa, ha le sue abitudini, le sue convinzioni e i suoi gusti e, soprattutto al momento dell’aperitivo, oltre a chi si affida al barman per provare nuovi cocktail, c’è chi non abbandona i grandi classici. E se quel giorno volesse, o dovesse, optare per un analcolico? In quel caso sarebbe utile affiancare alla proposta di mix analcolici originali, e adatti a chi sperimenta, anche una linea per “andare sul sicuro”, proponendo dei cocktail tradizionali in versione analcolica, che però ne ricalchino fedelmente il sapore, il colore e la presentazione.

Per andare incontro a questa eventualità, Fonte Plose ha selezionato nel corso di questi ultimi anni, vincendo anche due Premi Innovazione dell’Anno ai Barawards, le migliori referenze da proporre ai locali, sotto il marchio Alpex, in chiave ready to drink, di rapida esecuzione e sicuro risultato. Non la sostituzione del barman, ma un supporto al servizio per offrire valide alternative al consumatore. Inoltre, il brand Alpex è garanzia di qualità firmata dall’azienda altoatesina Fonte Plose, riconosciuta tra le eccellenze del mercato.

Poker di gusto

Alpex Spritz, Alpex Hugo, Alpex G&T e da oggi anche il più “esotico” Alpex Paloma al gusto di pompelmo rosa: questo il poker di aperitivi che Alpex mette a disposizione per una lista più ampia di analcolici di qualità rafforzando l’esperienza di aperitivo no alcohol da condividere con gli amici.

Dedicato a chi non vuole rinunciare a un classico dell’aperitivo, ma lo preferisce senza alcool e di primissima qualità, Alpex Spritz restituisce tutto il gusto del cocktail Spritz, dalla spiccata nota agrumata e con il piacevole finale amaro. È ideale anche per realizzare un ottimo Spritz in versione low alcohol, soluzione ottimale per chi non rinuncia all’aggiunta di prosecco, ma desidera una gradazione alcolica inferiore, da bere “senza stress”.

Alpex Hugo nasce da una composizione di ingredienti originale nella quale si fanno spazio il profumo di infuso di fiori di sambuco e spiccate note floreali, senza nulla da invidiare alla sua versione alcolica. Ispirato al celebre cocktail messicano, Alpex Paloma è perfetto per un aperitivo leggero da gustare in relax. Infine, Alpex G&T che colpisce subito con il profumo del ginepro, mentre a poco a poco sul palato si fa strada la nota amaricante del chinino naturale che va a fondersi con il primo.

Tutto il piacere dell'aperitivo, zero alcol, impegno e problemi 

In bottiglia di vetro da 20 cl, tutte le referenze, ognuna con i suoi tratti distintivi, hanno già riscosso l’interesse dei professionisti di settore, che ne hanno individuato i punti di forza nell’ambito dei drink no/low alcohol: zero alcohol, zero impegno e zero problemi, ma tutto gusto! Di facile esecuzione, freschi e in grado di incuriosire i clienti, dai gusti decisi e soddisfacenti pur in versione analcolica, con tutta la garanzia di qualità e l’affidabilità di ingredienti che caratterizza da sempre Fonte Plose.

Per maggiori info sugli addetti alla vendita attivi nelle diverse regioni: www.acquaplose.com/trova-plose/

 

Tanqueray sceglie Sarah Jessica Parker come nuova global ambassador

Tanqueray
Lo storico marchio punta sulla star americana per la nuova campagna globale C’è una N e una O in ogni Icona, che celebra la forza del rifiuto come leva di eccellenza e distintività

È l'attrice, produttrice e imprenditrice americana Sarah Jessica Parker la global ambassador della nuova campagna C’è una N e una O in ogni Icona di Tanqueray. Per tutto l’anno, Parker, che ha raggiunto la fama mondiale interpretando Carrie Bradshaw, la giornalista tutto moda e amore, nella serie di cult Sex and the City, sarà voce e volto del marchio di gin di Diageo, incarnandone la tradizione e la filosofia del non scendere mai a compromessi.

La nuova campagna è infatti ispirata ai 300 No, ovvero alle oltre 300 versioni di ricette create quasi duecento anni fa da Charles Tanqueray, il fondatore del marchio, prima di arrivare alla formula definitiva del suo London dry, capostipite di una gamma di gin che oggi include il Tanqueray No. Ten, Tanqueray 0.0, la versione analcolica del distillato, Tanqueray Flor de Sevilla e Tanqueray Rangpur Lime.

Il coraggio di dire "No"

La collaborazione tra Tanqueray e Parker è dunque una celebrazione del coraggio di dire “No”, del rifiuto dei compromessi per migliorarsi continuamente e rendere la propria vita spettacolare. Il rifiuto, così, da ostacolo diventa opportunità fattore di eccellenza e distintività. Una visione che fa parte dell’heritage del marchio e dell’esperienza dell’attrice. «Sono entusiasta di unirmi a Tanqueray per celebrare i tanti No che incontriamo nella ricerca dell’eccellenza – ha dichiarato Parker in una nota che annuncia la partnership -. I No che ho raccolto nella mia vita e carriera mi hanno plasmata, spronata e, spesso, condotta nei luoghi più inaspettati e spettacolari. Sono diventati parte dell’avventura, e sono grata per ognuno di loro».

La campagna globale è accompagnata da un video diretto dal regista Paul McLean e dagli scatti del fotografo Miles Aldridge. Le riprese, con protagonista ovviamente Sarah Jessica Parker, mettono in luce i No che hanno plasmato il suo percorso, rispecchiando così lo spirito di ridefinizione di Tanqueray. In scena, inoltre, lo storico London dry gin e i suoi cocktail più iconici, come il Tanqueray Dirty Martini (60 ml Tanqueray London Dry Gin, 22 ml salamoia di olive, 7 ml vermouth extra dry, preparato con metodo shake & strain), e il Tanqueray Gin & Tonic (50 ml Tanqueray London Dry Gin, 150 ml acqua tonica, spicchio di lime). Visibile sul sito e sulla pagina Instagram del brand, la campagna sarà arricchita da esperienze e attività sia online che offline, in tutto il mondo.

Questa partnership è la prima di una serie che celebra il ruolo del marchio nella cultura contemporanea, con molte altre voci e icone di stile che saranno coinvolti in momenti ed esperienze speciali che interesseranno diversi Paesi del mondo, a partire dai mercati chiave quali l’Italia, gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Brasile, la Cina, l’India. Il tutto in un mix di cultura della miscelazione, esperienze dedicate, contenuti e conversazioni nella nuova espressione di Tanqueray. Per quanto riguarda i momenti con la nuova global ambassador in programma c’è il prossimo febbraio un’apparizione al Carnevale di Rio de Janeiro, mentre i successivi appuntamenti saranno resi noti nel corso dell’anno.

css.php