
Anche l’occhio vuole la sua parte, si dice, e per ovvie ragioni. E anche seduti al bancone di un bar l’impatto visivo conta eccome, soprattutto quando la bellezza viene esaltata da un tocco di ironia e creatività. No, non stiamo parlando di bicchieri dipinti a mano, garnish spettacolari o drink dai colori accesi. Questa volta al centro della scena ci sono i cocktail menu. Almeno, così accade a Napoli (e dintorni), dove l’ilarità intelligente trova sempre spazio e una forma di espressione originale.
Drink list da collezione, alcune addirittura acquistabili, che si ispirano a memorie del passato, celebri giochi da tavolo rivisitati o persino al sistema solare. Layout accattivanti da sfogliare con curiosità, con cui giocare e da cui imparare.
Randagi, street bar in centro, a via Bellini, ha riportato in vita un pezzo di immaginario anni Novanta: la rivista Cioè. Il risultato è un menu ribattezzato Overè (davvero è, ndr, acquistabile compreso di gadget per 5 euro). «L’idea di questo cocktail menu è nata da un confronto con Federica Mazzei e Luigia Frezza, co-titolari del locale», racconta la bar manager Anna Garuti, ideatrice dei drink. «Lo abbiamo strutturato seguendo proprio il layout della rivista con interviste agli artisti che hanno dipinto i muri del locale, il maxi test, la sezione dove scrivere i propri pensieri e, nelle pagine centrali, i sette signature cocktail presentati come se fossero delle persone». La presentazione dei drink non è quindi un semplice elenco di ingredienti, ma una vera e propria intervista. Ad Anti Cosmo, twist sul Cosmopolitan con vodka, Contrae, cranberry e cherry liquor, chiarificato con yogurt e servito in coppetta con una finta ciliegina maraschino, viene chiesto: «Se potessi avere un superpotere, quale vorresti?». A Tom Select, cocktail che richiama Tom Selleck e la celebre serie Magnum P.I., una interpretazione del Cardinale con Select, Noilly Prat e Beefeater Gin, guarnito con una spuma di arancia salata, la domanda è invece: «Qual è la tua grande tentazione o debolezza?». Le domande diventano così un pretesto narrativo per dare voce ai drink, che si raccontano attraverso i loro ingredienti. «La ricerca sui cocktail è stata ispirata ai drink degli anni ’90 e dei primi Duemila che venivano serviti in discoteca», continua Garuti. «Con questo menu abbiamo deciso di riportarli in auge, valorizzandoli però con tecniche contemporanee di miscelazione».
Hanno guardato al cielo, invece, i ragazzi di Astronomia, speakeasy aperto un paio d'anni fa nel centro storico di Napoli. «Con questo nuovo cocktail menu abbiamo guardato in alto - racconta il bar manager Manuel Falconi -. Abbiamo rivolto gli occhi al cielo e, ispirandoci al sistema solare, ci siamo immaginati quali bevute potessero rappresentarne i corpi celesti». Il menu si presenta come un piccolo cofanetto di legno dove all’interno sono custodite diverse carte: nove dedicate ai signature cocktail, Sole, Luna, Mercurio e Venere, per nominarne alcuni, una riservata ai Satelliti, che raggruppa tre signature mocktail come Europa, Caronte e Titano, oltre alla guida alla bevuta e al menu food. «I cocktail - continua Falconi - sono serviti in bicchieri 3D, alcuni realizzati su misura per noi, come quelli che riproducono il Sole e Saturno».
Un grande classico dei giochi da tavolo è invece il concept alla base della drink list di Ritorno al Bar, ad Acerra. Qui il cocktail menu prende la forma di un vero e proprio Monopoli della miscelazione e verrà lanciato dopo Pasqua. «Ritorno Monopoli - spiega Vincenzo Pagliara, co-proprietario - è un gioco da tavola che ritrae alcuni quartieri in giro per il mondo che hanno dato ispirazione ai nostri signature drink. Al centro del tavolo da gioco viene messo la miniatura di Ritorno al Bar, e le varie caselle propongono le aree di alcune città fra cui Delhi, Parigi, Firenze etc. Ai 4 angoli del monopoli ci saranno dei cassetti che contengono le regole del gioco, il menu cartaceo in formato pergamena, le pedine e i soldi fake». Un percorso, insomma, che spinge a scoprire nuove combinazioni e a conoscere meglio le città rappresentate. Ogni casella corrisponde a una destinazione e a un drink. Delhi Market, per esempio, porta idealmente al Connaught Place di New Delhi, con Tanqueray Ten, J.W. Black Label e Fusetti cacao & masala chai spices, «gli ingrendienti scelti richiamano l’heritage del posto». Blood & Sand, invece, conduce nell’area di San Giovanni a Firenze: una rivisitazione del Negroni con J.W. Black, vermouth balsamico all’arancia rossa e olive nere, Bohemè, porta invece alla scoperta de Le Marais a Parigi, un drink con casamigos blanco, mandorla e finocchio selvatico, che vuole richiamare in qualche modo l’idea del pastis, la celebre bevanda francese.
Creativi, ironici e sempre più curati nel design, i cocktail menu diventano così veri strumenti di storytelling. Non solo liste di drink, ma esperienze che iniziano molto prima del primo sorso.


