
C’è un nuovo marchio beverage deciso a ritagliarsi uno spazio sulla bottigliera e nel frigo dei locali. Si chiama Freely ed è uno dei primi brand italiani interamente dedicato alle nuove tendenze del bere all’insegna dello “zero”, da intendersi sia come zero alcol sia come zero zuccheri. Fondato da Giovanni Marconato, imprenditore con un passato nel mondo della comunicazione e del marketing, Freely ha fatto il suo esordio alla fine dello scorso anno, presentandosi al mercato con un’offerta premium già ben strutturata, suddivisa in quattro linee di prodotti: spirit no alcohol, soft drink senza zucchero, birre artigianali analcoliche e kombucha.
Una proposta che conta in totale una trentina di referenze, tutte prodotte a Montebelluna (Tv), dove si trovano la sede e lo stabilimento produttivo dell’azienda, pensate per mettere a disposizione di bartender e baristi un’ampia scelta di soluzioni di qualità per soddisfare la sete di gusto e benessere dei loro clienti sempre più orientati a esperienze di consumo consapevoli.
Gli spirit analcolici
La prima linea dell’azienda è rappresentata dai prodotti analcolici ispirati ai tradizionali spirit. Una linea che si distingue per la varietà delle proposte e la fedeltà al gusto e ai profili aromatici degli alcolici convenzionali, ma mantenendo una sua autenticità di sapori. Comprende i distillati ispirati al gin, G ed M, il primo che guarda allo stile London dry con il ginepro grande protagonista accompagnato da un elegante bouquet di spezie, e il secondo dal carattere mediterraneo, con le sue fresche note di agrumi ed erbacee. A loro si affiancano R, un’audace reinterpretazione di un rum invecchiato, con le sue note calde, speziate e legnose, e T, un distillato d’agave ispirato al tequila.
Ma la linea di spirit analcolici non trascura la grande tradizione degli aperitivi e della liquoristica italiana. Per quanto riguarda la prima tre sono le proposte: A-peritivo, un aperitivo analcolico dal profilo agrumato e vivace, B-itter, dal carattere deciso e profondo, e V-art, ispirato invece al vermouth e dal profilo elegante e aromatico. Completano la linea tre omaggi ad altri capisaldi della nostra liquoristica: Dark, un’originale reinterpretazione dell’amaro, Black, una celebrazione, tra forza ed eleganza, della liquirizia, e Gold, ispirato all’iconico limoncello.
Soft drink, birre analcoliche e kombucha
Nutrita è anche la proposta di soft drink, senza zucchero, bio e vegan, per la miscelazione o da proporre per la bevuta in purezza. La gamma, conta cinque referenze, dai gusti decisi ma equilibrati, in bottiglia di vetro da 200 ml. Ne fanno parte due toniche, la Indian Tonic e la Mediterranean Tonic, la Ginger Beer, la Bitter Lemon e la Bitter Pink, al pompelmo rosa.
L’offerta Freely si allarga anche alle birre analcooliche, con la Freely Lager, dal profilo morbido e dissetante, con note leggere di malto, e la Freely Ipa, caratterizzata da un elegante accento amaro, con note agrumate e resinose, e un intenso bouquet aromatico.
Chiude la proposta la kombucha, bevanda ottenuta dalla fermentazione naturale del tè, sempre più apprezzata dai consumatori, disponibile in cinque diverse aromatizzazioni: Ginger, Rose, Naked, Tropical e Wild Berries.
Un packaging artistico
Oltre che con un’offerta ricca e variegata, all’appuntamento con il mercato Freely si è presentato con un’immagine fresca e originale, curata dall’artista Enrico Benetta, noto per la sua ricerca sul carattere tipografico Bodoni. Benetta ha disegnato il logo e creato una serie di opere originali utilizzate per le etichette, rendendo ogni bottiglia un piccolo oggetto d’arte: un incontro tra gusto ed estetica che racconta la filosofia del marchio, fatta di eleganza, libertà e varietà.


