Addio a Davide Di Corato, figura di rilievo del giornalismo enogastronomico e della storia di Bargiornale

Addio a Davide Di Corato, inviato speciale per sette stagioni a Bargiornale e figura di rilievo del giornalismo enogastronomico

Per sette anni, fino al 2000, Davide Di Corato è stato una voce di Bargiornale. Una voce riconoscibile, mai sovrapposta alle altre, capace di raccontare il mondo del cibo e del bar con attenzione, profondità e rispetto. Oggi Bargiornale ne dà notizia con dolore, salutando non solo un collaboratore, ma una persona che ha contribuito in modo sincero e continuativo al lavoro della redazione. E un amico.

Un amico da anni in Sicilia, una regione che amava e dov’è avvenuto il tragico incidente che lo ha coinvolto durante i lavori di miglioramento del suo agriturismo.

Davide era giornalista per vocazione e agrichef per scelta di vita. Due dimensioni che nel suo intimo non ha mai tenuto separate. Nei suoi articoli come nei suoi progetti agricoli e di cucina, cercava coerenza: tra ciò che si scrive e ciò che si fa, tra le parole e la terra, tra il racconto e la responsabilità di chi produce cibo. Non amava le scorciatoie né le narrazioni facili. Preferiva il tempo lungo dell’ascolto, dello studio, dell’esperienza diretta.

In redazione portava lo stesso approccio: discreto e rigoroso. I suoi contributi erano sempre frutto di un lavoro pensato. Parlava di cucina con uno sguardo che teneva insieme competenza tecnica e sensibilità umana, senza mai cedere alla retorica o all’autocompiacimento.

Come agrichef, e con il suo progetto siciliano, Davide credeva in una cucina che nasce nei campi, nel cuore e nella capacità tecnica di dar vita a un piatto. La cucina diventava così un atto conseguente, sobrio, leggibile, profondamente legato ai luoghi e alle persone.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo per chi ha lavorato con lui, per me che scrivo, e per chi ne ha condiviso il percorso. Resta il ricordo di un professionista serio e di una persona gentile, capace di tenere insieme pensiero critico e concretezza, passione e misura.

A Davide va il nostro grazie. Per il lavoro fatto, per le idee condivise, per il modo in cui ha scelto di stare nel suo mestiere, nei suoi mestieri.

A Davide va il mio personale ringraziamento per i tanti momenti trascorsi insieme, dentro e fuori la redazione. Ci aspetta una “Fiorentona” da qualche parte e so che tu sai a cosa mi riferisco.

 

1 commento

  1. Nel 2000 ho preso posto (immeritatamente) alla stessa scrivania di Davide lasciata libera dalla “diaspora” del direttore Alberto Schieppati. Ma ho fatto a tempo a condividere alcuni mesi di lavoro nel “mitico” e fumoso attico in cui era stata installata la redazione di Bargiornale in via Trentacoste 30, nel popolare quartiere Ortica di Milano.
    Una sopravvenuta lontananza di lavoro che non ha mai inciso sui nostri rapporti professionali, sempre improntati a reciproca simpatia e correttezza. Conditi dal suo ineguagliabile senso dello humor. Buon viaggio Davide, Amico mio.

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