
La terza edizione del Salone del Vermouth di Torino è stata arricchita, oltre che da un Fuorisalone che ha coinvolto bartender e chef di una trentina di locali, da un particolare evento di miscelazione come la prima edizione di “Famolo Strano… ma famolo buono Cocktail Competition”, evento organizzato dalla sezione Piemonte di Abi Professional (Associazione Barman Italiani) e aperto a tutte le associazioni di settore.
Alla base l’idea originale di creare una ricetta di cocktail tiki (strano perché senza rum!) utilizzando un vermouth estratto a sorpresa tra quelli in portafoglio alle aziende sponsor dell’iniziativa come Bordiga 1888 (novità Ellena), Bonaventura Maschio e Carpano 1786 (F.lli Branca), con il contributo dei mixer cocktail di preparati alla frutta Finest Call & Real e delle guarnizioni di frutta disidratata EB-Eredi Borgnino.
Fondamentale è stato il contributo offerto da Laura “Lella” Carello, madrina e creatrice del Salone del Vermouth con 32 aziende partecipanti, da Cinzano/Caffo a Martini, a Strucchi, a Carlo Alberto/Compagnia dei Caraibi.
La gara è stata infatti organizzata da Abi nella giornata del 23 febbraio, riservata al trade, in un prestigioso salone del primo piano del Museo Nazionale del Risorgimento del seicentesco Palazzo Carignano nel centro di Torino.
Alla presenza del presidente nazionale Abi Bernardo Ferro, l’organizzazione della competizione stata affidata alle sapienti mani della consigliera Abi, barlady e titolare di locale Marina Milan, con il contributo dello staff Abi composto dalla barlady Simona Trivellni, dal bartender Edoardo Muzzin, dal coordinatore della Valle d’Aosta Davide “Puffo” Benvenuto, dal coordinatore Piemonte Roberto “Cugino Bob” Pellerei.
Una combattuta gara di ricette originali
I 22 partecipanti hanno avuto un’ora di tempo per ideare la propria ricetta “a sorpresa”, visitando gli stand delle aziende, assaggiando diversi vermouth per valutarne le singole caratteristiche e compatibilità.

Composta dalla sommelier Ais Paola Forneris (in rappresentanza delle associazioni professionali), dal mixologist Andrea Dracos (di EB-Eredi Borgnino, in rappresentanza delle aziende sponsor) e dal sottoscritto Rodolfo Guarnieri di Bargiornale (in rappresentanza della stampa di settore), la giuria ha valutato i cocktail secondo i seguenti criteri: tecnica, gusto, coerenza con la competizione, creatività, ripetibilità, guarnizione e speech-capacità comunicativa.

Non sono mancati momenti di un simpatico confronto verbale tra concorrenti e giurati che hanno messo in evidenza meriti o criticità delle singole ricette.
Alcuni momenti della gara sono stati riportati in un bel video Instagram/salonedelvermouth da parte dell'organizzazione Abi.
Questi i riconoscimenti scaturiti dal giudizio della giuria.
Miglior Speech: Nihab Sbitli di Cala Beach Resort, Punta Ala di Castiglione della Pescaia (Grosseto) con il drink Arcadia, premiata dalla giurata Paola Foneris (nella foto con Marina Milan).

Miglior Decorazione: Edoardo Muzzin di Wahalla Cocktail Bar, Biella, premiato da Andrea Dracos per il cocktail The Way of Taste in coppa caraibica in terracotta smaltata guarnita con spiedino di ananas e kiwi disidratati EB-Eredi Borgnino.

Miglior Cocktail con prodotti Finest Call & Real: Domenico Costa di Centro AmorBairo, Bairo Canavese (Torino) con il cocktail Tiki-Amo, premiato da Matteo Esposto, Brand Manager di Finest Call & Real.
Miglior Cocktail con prodotti Bonaventura Maschio: Claudio Fiora di Villa Carminati Resta, Como, con il cocktail Donna Ventura, premiato da Steve Righetto, Brand Ambassador Bonaventura Maschio e da Mauro Solera, area sales manager Bonaventura Maschio (nella foto con Marina Milan).

Miglior Cocktail con prodotti Carpano: Giulia Socia di Il Golosone Caffetteria di Champoluc-Ayas (Aosta) con il cocktail Tiki-Jiki, premiata da Lorenzo Burrone, Brand Ambassador Carpano 1786.

Miglior Cocktail con prodotti Bordiga: Diego De Franco di Ymeletrob Restaurant, Pub, Music Art Café di Breul-Cervinia, Valtournanche (Aosta) con il cocktail Torino Tiki Temple, premiato da Emanuela Mattalia, Brand Manager Bordiga 1888.

Ed ecco i vincitori sul podio:
Primo Classificato
Gabriele Maggioni di Green Wood Bar & Bistrot, Vigevano, premiato con un SuperShaker da Laura Carello, madrina e creatrice del Salone del Vermouth, Marina Milan e Simona Trivellini di Ais, con la ricetta
Raspberry Totem
Ingredienti
2 cl Vermouth Dry Carpano by F.lli Branca
2 cl Vermouth Bianco Carpano by F.lli Branca
2 cl Bitter Carpano by F.lli Branca
3 cl Lime Finest Call & Real
1,5 cl Triple Sec Finest Call & Real
10 cl Lampone Finest Call & Real
Preparazione
Mixing glass, filtrare in tumbler alto in vetro tiki, guarnito con spiedino di verdure mix come zucchina, carota viola e barbabietola disidratate EB-Eredi Borgnino.
Secondo Classificato
Emanuele Costantino del pub fantasy La Caverna, Treviolo (Bergamo), premiato dal promoter Danilo Bellucci, con la ricetta
Tiki Street
Ingredienti
8 cl Pornstar Martini Mix Finest Call & Real
5 cl Antica Formula Vermouth Carpano by F.lli Branca
3 cl Xibal Equinox Guatemala Gin by Bonaventura Maschio
2 cl Passoã The Passion Drink by F.lli Branca
1 cl Lime Finest Call & Real
1 cl Fernet Branca
1 spray di Fragantia Vaniglia Bordiga
Preparazione
Shaker, servire in mug tiki in ceramica con spiedino di kiwi disidrato EB-Eredi Borgnino di kiwi.
Terzo Classificato
Gionata Repetti di Aris Café, Piacenza, premiato da Rodolfo Guarnieri (Bargiornale) con la ricetta
Tiki Strano
Ingredienti
4 cl Excelsior Vermouth di Torino Rosso Superiore Bordiga
3 cl Brandy Stravecchio XO Branca
7 cl Pineapple Finest Call & Real
3 cl Pornstar Martini Mix Finest Call & Real
1 cl Jalapeño Finest Call & Real
2 cl Dry Orange Bols
Preparazione
Mixing glass, servire in tumbler alto tiki in vetro, guarnito con spiedino di ananas, pomelo giallo, arancia e kiwi disidratati EB-Eredi Borgnino, servito su apposito sottobicchiere tiki in gomma arancione.
Una menzione particolare merita il bartender Jonathan Modica di Ritual Café & Wine di Pavia, in perfetta camicia a fiori hawaiana che ha utilizzato per il suo drink tre coloratissimi mug tiki (guarniti con ombrellino!).

Andrea Dracos ha poi offerto ai partecipanti un after party presso il Cocktail Bar EB-Eredi Borgnino in via della Rocca 10H, nei pressi del vicino corso Cairoli.

Breve storia di successo di una leggenda
Molto tempo è passato da quando Antonio Carpano decise di lanciare a Torino (1786) una bottiglia di vino liquoroso leggermente amaro, aromatizzato con erbe e spezie, a cominciare dall’assenzio, adatto ad essere servito come bevanda da conversazione, come aperitivo o digestivo. Facendo conoscere a un pubblico più largo un preparato, tra il medicinale e il conviviale, che aveva già una lunga lunga storia di preparazioni familiari e artigianali dietro le spalle.
Nasceva così la “leggenda” Vermouth di Torino, destinato a diventare già dalla metà dell’Ottocento un protagonista della miscelazione internazionale, coniugato in diverse versioni a seconda del contenuto di zuccheri (dolce, secco o dry) e del vino base impiegato (bianco o rosso, a cominciare dal Trebbiano) dando vita a cocktail diventati celebri, dall’ Americano al Negroni.
Come ci conferma il mixologist e saggista Fulvio Piccinino, autore d’importanti testi sul tema come il pluripremiato “Il Vermouth di Torino, storia e produzione del più famoso vino aromatizzato” (Graphot), la bevanda torinese si è rivelata un importante volano per far conoscere e apprezzare a tutte le latitudini l’arte liquoristica italiana, dando vita anche a un importante settore legato al turismo del vino piemontese.

Bisogna aspettare il 1933 per avere una prima regolamentazione con il Regio Decreto che definì il profilo legale del Vermouth di Torino in base a gradazione alcolica minima (17%), tenore zuccherino e percentuale in volume del vino base. Regolamentazione alla quale seguirà quella del Regolamento CE del 1991 che riconobbe nome e tutela IGT (Indicazione Geografica Tipica) e a quella che un apposito Disciplinare Nazionale del 2017 attribuirà la classificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta), seguita due anni dopo dal riconoscimento europeo. Nel 2019 viene costituito da 14 aziende, su impulso di Roberto Bava che ne diventa presidente fino al 2025, il relativo Consorzio di Tutela del Vermouth di Torino, aziende cresciute a oggi a quaranta, oggi guidato da Bruno Malavasi, Master of Botanicals di Campari.



