
«Volano per l'economia del Paese»
«Con questo ultimo provvedimento la pasticceria pare meno colpita, ma non dobbiamo scordare che abbiamo completamente perduto il tempo della Pasqua che, insieme al Natale, incidono per una percentuale molto elevata del fatturato annuale». Il problema, però, rimane per i colleghi della ristorazione che è un settore già particolarmente attenzionato all’igiene rispetto ad altri settori commerciali meno penalizzati. Non possiamo scordare, poi, che la ristorazione fa da volano a una filiera essenziale per la nostra economia e per l’intero sistema Paese», conclude il Maestro.
Fipe: «Ristorazione e contagio, dov'è la connessione?»
Intanto si moltiplicano le voci contrarie a questi provvedimenti, per molti "ciechi" e non supportati da evidenze. La presidenza Fipe-Confcommercio ha espresso perplessità e contrarietà alla chiusura dei pubblici esercizi alle ore 18:00. «Per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività», si legge in una nota. «La contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche, che attribuiscono piuttosto ad altri fattori -mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro - le principali fonti di contagio».
«In piazza il 28 ottobre»
La Federazione, il 28 ottobre, sarà presente in 21 piazze d’Italia, «per ribadire i veri valori del settore - economici, sociali, culturali ed antropologici - messi in seria discussione dagli effetti della pandemia da Covid-19, che sta mettendo a repentaglio la tenuta economica del settore, l’occupazione (a rischio oltre 350mila posti di lavoro) e il futuro di oltre 50.000 imprese».


