
Otaleg si sdoppia. Oltre al punto vendita di Trastevere, la famosa insegna del gelato creata da Marco Radicioni aggiungerà una nuova apertura a Monteverde Vecchio, a Roma. Il locale aprirà ufficialmente nella prima metà di giugno, accostando pasticceria e caffè al gelato. Inoltre, lo spazio sarà anche un punto d'incontro per produttori e professionisti del food alla ricerca di contaminazioni creative. Nelle parole del maestro gelatiere: «Sarà una bottega d'incontro».
Chi è Marco Radicioni
Marco Radicioni, classe 1971, nasce come gelatiere domestico appassionato. Dopo gli studi alberghieri, inizia nelle cucine romane dell'hotel Excelsior. Il gelato è una passione così grande, che inizia a farselo a casa. Poi inizia a frequentare le migliori gelaterie di Roma e, da una proposta di Claudio Torcé, Radicioni decide di andare a gestire una delle insegne di questo maestro. È il 2010. Un paio di anni dopo nasce Otaleg, a Colli Portuensi. Laboratorio a vista, preparazioni anticonvenzionali nate da una ricerca appassionata, una mantecatrice verticale chei suoi colleghi non usano più. Radicioni seleziona le materie prime personalmente. Nel 2018 si sposta a Trastevere e ogni giorno porta nel suo banco almeno trenta gusti diversi.
L'intervista a Marco Radicioni
Marco Radicioni, da dove nasce l'esigenza di questo nuovo spazio? Volevo avere uno spazio più grande per il mio laboratorio. Il punto vendita di Trastevere è un missile, ma un po' piccolo. Ho trovato questo ex ristorante, a Monteverde Vecchio, in cui c'era già la predisposizione per la corrente a 50kw. Così ho pensato di aggiungere anche la vendita con un passaggio in più: giocare su dolci e caffè, due passioni che – come il gelato – sono una costante della mia vita. Gelato, caffè, dolci: come li proporrai? I dolci saranno curati da Francesca Cogliandro, che è in Otaleg dal primo giorno. Voglio che la comunicazione e la simbiosi tra gelato e dolci sia totale: pensiero, sviluppo, materie prime e ricette devono essere in sintonia. Come il gelato, i dolci dovranno partire solo da frutta di stagione e farine non raffinate. Un dialogo simile sarebbe stato impossibile con un pasticcere esterno. Chi ci sarà al caffè? Negli ultimi anni, grazie a Federico Pezzetta, ho scoperto gli specialty coffee. Dopo aver acquistato tutta l'attrezzatura, ho capito che avevo l'hardware, ma non il know how. Così ho scelto di cercare persone consapevoli, con gli strumenti per tirare fuori il massimo da quel chicco. Durante una manifestazione, a Milano, ho conosciuto Gianni Olimpo ed è stato amore a prima vista. Ho chiesto prima una consulenza e poi, forse contagiato dal mio entusiasmo, è venuto a lavorare con me. Stiamo preparando ricette di caffè che ci stanno facendo impazzire di gioia. 


