SAVONA. La coltivazione della canapa (nome scientifico: cannabis) è antichissima, ma ha rischiato di sparire, almeno in Italia. Ricca di proteine e di acidi grassi nobili, la sua coltivazione ora sta tornando in auge perché, dai tessuti alla carta, dalla bioedilizia alla cosmesi, i suoi campi d’utilizzo sono svariati, compresa cucina, pasticceria e gelateria.
Coppa Perlecò di gelato alla canapa
Aldo Mauro Perlecò, promotore dell’utilizzo della canapa in ambito gelatiero
Un po’ per cavalcare l’onda, un po’ per le sue proprietà, una gelateria di Alassio ha pensato bene di farne un nuovo gusto di gelato. È la gelateria Perlecò, che con questa idea ha vinto a febbraio il premio come miglior prodotto alla manifestazione Canapamundi di Roma, tutta dedicata al mondo della canapa. È un gelato deciso nel gusto, con una nota amara peculiare della pianta, un sentore vegetale inconfondibile, un ricordo che porta al pinolo e alla noce, e una freschezza che resiste a lungo, senza stancare il palato. «È nato da un’idea di mio padre - spiega Mauro De Michelis, 25 anni, gelatiere e pasticcere - che, non mangiando carne, usa i semi di canapa perché ricchi di proteine. Abbiamo provato a farne un gelato con i semi decorticati, e lo abbiamo chiamato Marley. Ma è successo un pandemonio, tanto che gli eredi di Bob Marley ci hanno chiesto i diritti. Abbiamo allora cambiato il nome in Fior di cannabis, modificando la ricetta. E dai semi siamo passati alle infiorescenze». Tutto nel rispetto dei limiti legali. «Basta usare varietà certificate che contengano una quantità di Thc inferiore allo 0.2%. Noi ci riforniamo da Assocanapa, a Carmagnola, una delle poche realtà che, oltre al controllo del Thc, offre tutte le analisi del caso». Ottimo il successo di pubblico. «Il consumo non si è limitato ai ragazzini attratti dalla curiosità. Anzi, i clienti fidelizzati sono una fascia adulta, conquistata dal sapore e dalle caratteristiche nutrizionali». Perché, pur non avendo alcuna dote curativa, il gelato alla canapa mantiene comunque i 36 cannabinoidi - eccetto il Thc - presenti nella pianta. Compreso il Cbd, che rilassa muscoli e nervi. Fior di cannabis nasce da una base fiordilatte arricchita da un’infusione delle infiorescenze (prezzo 130-150 €/kg). «Abbiamo provato a fare anche un sorbetto - continua De Michelis - ma è risultato troppo deciso, sia per la parte amara, sia per la nota vegetale intensa. La base lattea aiuta a equilibrare il sapore finale». La difficoltà sta tutta qui. «Pur usando sempre la stessa varietà, la Futura, l’intensità dell’aroma può cambiare: a volte è più amara, altre più aromatica. Occorre tarare ogni volta le dosi». Ed estrarre al meglio l’aroma. «Mai partire dal latte freddo. Le infiorescenze vanno mescolate con latte caldo e lasciata in infusione per 25-30 minuti circa. Altrimenti il sapore è poco incisivo». Legale se a bassissimo tenore Thc La coltivazione della canapa è molto antica e alcuni reperti la attestano fin dall’8000 a.C. Nel corso dei millenni, ha vissuto fasti e sventure. I primi, legati all’utilizzo nel campo militare e navale: con la canapa si producevano fibre e tessuti per le vele delle imbarcazioni, corde e tende militari. Dall’epoca delle Repubbliche Marinare, l’Italia è stata per secoli uno dei maggiori produttori mondiali di canapa e la prima in assoluto per le esportazioni di fibra. Ma l’impiego di nuove fibre - il cotone su tutti - ha ridotto drasticamente questo utilizzo. E il Marjiuana Act, firmato dal presidente Roosevelt nel 1937, che ne demonizzava l’uso, contribuì al suo abbandono. Dopo mezzo secolo di oscurantismo, si è tornati negli ultimi anni alla coltivazione di questa pianta, assolutamente legale. Ma i vincoli sono rigidi: occorre coltivare solamente varietà a bassissimo contenuto di Thc (sotto lo 0,2%). Le varietà di canapa sono molteplici, perché nel tempo l’uomo le ha selezionate a seconda degli usi: da fibra, da seme, da droga (ad alto contenuto di Thc). Un’ultima curiosità: la distinzione tra cannabis indica e cannabis sativa, usata per indicare la canapa ad alto tenore di Thc (marijuana) e la canapa a basso tenore di Thc è un errore botanico, perché la canapa è una specie unica. Il corner della cannabis Inaugurata nell’aprile 2015, la gelateria Perlecò offre, nel periodo estivo, 24 gusti. Oltre Fior di cannabis, i più gettonati sono il pinolo, i cioccolato monorigine, la crema aromatizzata alla lavanda. E poi i gusti realizzati a partire dalla frutta fresca. Tra questi, il gelato ai fichi e quello alle more. Accanto ai gelati spicca il “canacorner”, con i prodotti a base di canapa: i CanaBacio di Alassio, con canapa, nocciola Piemonte e cioccolato fondente; la crema spalmabile CanaCiock con olio di canapa, nocciola Piemonte e cioccolato; le CanaCrêpes, ossia crêpes in farina di canapa e riso farcite di CanaCiock o Fior di cannabis e i CanaCocco, dolci in farina di canapa e cocco.