
Non più “solo” un ingrediente da cucina. L’olio extravergine di oliva è sempre più uno strumento di qualificazione dell’offerta nel fuori casa, capace di raccontare territori, rafforzare l’identità di un locale e incidere sull’esperienza del cliente, dal pranzo alla cena, fino ai momenti di consumo più informali, come l’aperitivo. Un ingrediente che parla di qualità, salute e cultura gastronomica, e che sta conquistando uno spazio crescente anche nel racconto della ristorazione contemporanea. In questo contesto non stupisce il successo di Evolio Expo 2026, manifestazione B2B dedicata all’olio extravergine di oliva e alla filiera olivicolo-olearia, andata in scena a Bari presso la Fiera del Levante e organizzata da Senaf per conto della Nuova Fiera del Levante, con il patrocinio del Masaf, del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia, di Pugliapromozione e dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.
La fiera, alla sua seconda edizione, si è confermata appuntamento di riferimento e di incontro privilegiato per produttori, acquirenti e professionisti del fuori casa, registrando 6.720 visitatori, 150 aziende espositrici, circa 700 incontri B2B con 50 buyer internazionali provenienti da 16 Paesi strategici, oltre al coinvolgimento di 20 tra associazioni, enti e istituzioni.
Uno dei segnali più rilevanti è arrivato dalla forte crescita della componente internazionale e professionale: i buyer esteri coinvolti nelle attività di matchmaking sono aumentati del 127% rispetto all’edizione 2025, mentre le presenze di operatori qualificati sono cresciute del 57%, in particolare nelle giornate dedicate ai settori horeca, gdo e retail. Un dato quest’ultimo che conferma l’interesse del fuori casa verso un prodotto sempre più centrale nelle scelte di posizionamento e proposta gastronomica.
L’internazionalizzazione è stata uno dei focus dell’evento: oltre all’agenda di incontri B2B, la fiera ha ospitato Evolio & Export Forum, organizzato da Ief (Italian Export Forum), dedicato alle opportunità sui mercati esteri e al ruolo delle Regioni nel commercio internazionale.
Cultura e valorizzazione dell'eztravergine
Con un programma di più di 100 appuntamenti tra convegni, talk ed eventi di approfondimento Evolio Expo ha acceso i riflettori su tematiche chiave legate all’olio extravergine d’oliva: dall’innovazione alla salute, dal valore nutraceutico dell’EVO alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla valorizzazione dei territori.
Ampio spazio è stato riservato anche alla formazione, alla cultura e alla valorizzazione gastronomica dell’olio extravergine di oliva, con degustazioni guidate, masterclass, laboratori sensoriali, con il contributo di Ais Puglia (Associazione Italiana Sommelier) e di Fis Puglia (Fondazione Italiana Sommelier), showcooking e momenti di confronto con chef e ristoratori. In collaborazione con realtà come Airo (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio) e Apci (Associazione Professionale Cuochi Italiani), il dialogo si è concentrato sul ruolo dell’olio extravergine di oliva nella ristorazione contemporanea. In evidenza anche il percorso sulla biodiversità olivicola curato da Amap, che ha guidato i visitatori in un viaggio virtuale, da Nord al Sud d’Italia fino alle isole, alla scoperta del ricco patrimonio di biodiversità olivicola italiana, con degustazioni guidate.
«Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti dalla seconda edizione di Evolio Expo, non solo per la grande partecipazione, ma soprattutto perché l’evento ha saputo raccontare in modo corretto il mondo dell’olio EVO, offrendo strumenti concreti e contenuti di valore per aziende e operatori – ha commentato Ivo Nardella, presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf –. Gli oltre 700 incontri con i circa 50 buyer presenti, raddoppiati rispetto alla scorsa edizione, ne sono un esempio: un’opportunità che ha permesso alle aziende di portare la nostra eccellenza sui mercati internazionali che contano. Evolio Expo ha inoltre acceso i riflettori sui temi che stanno ridefinendo il settore: un prodotto che sostiene l’economia del Paese ed è fondamentale per la salute, grazie al valore nutraceutico di un EVO di qualità. Un patrimonio che l’Italia esprime anche attraverso la straordinaria biodiversità delle sue produzioni, tra Dop e Igp: per questo abbiamo il dovere di trasformare questa ricchezza in valore concreto».


