Pistolesi attore: a Roma la mixology incontra il teatro

Il patron di Drink Kong protagonista di una piece in stile Aspettando Godot, in cui il cocktail diventa gesto drammaturgico e rituale condiviso

Un amore di gioventù che non cessa mai di farsi prepotentemente sentire. D'altra parte un vero maestro d'ospitalità, quando è dietro al bancone, non è costantemente sul suo palcoscenico? Con la sua antica passione per il teatro Patrick Pistolesi è la summa di questa fusione drammaturgica fra bancone e palcoscenico, così dopo una ventina d'anni lontano dalle scene, il bartender romano è tornato a teatro per una tre giorni da protagonista di una piece in stile Aspettando Godot, dal 6 all'8 febbraio. Brindisi con ready to drink creato da Pistolesi incluso nel prezzo del biglietto.
Tutto è successo sul palco dello Spazio Diamante di Roma, teatro off, dove il noto bartender e patron del Drink Kong (di cui siamo in attesa nei prossimi giorni dell'apertura del secondo locale) si è esibito con Danilo Meriano, anche autore e regista, e Daniele Miglio. Pistolesi sul palco balla, canta (in un percorso musicale accompagnato delle musiche dal vivo di Erik Martinez e dalla voce di Elena Sofia Girardi), recita, brinda con gli spettatori, mentre con il suo piglio autoironico rappresenta un Godot contemporaneo, Lucky, che nel cercare l'accordo fra gli altri due protagonisti, gli scalcagnati Legno ed Er Cinese, ne sancisce la tragica fine. «È un lavoro che parla di trascendenza nell’epoca del consumo, dipendenza (chimica, affettiva, spirituale), maschere sociali, sacro e profano, con musica dal vivo e un linguaggio che alterna poesia, dialetto e filosofia», riassume Pistolesi. In altre parole, le dipendenze che diventano una nuova forma di fede. In una cornice che sembra una discarica e che rappresenta un mondo sommerso dai suoi rifiuti, in cui gli umani finiscono per essere essi stessi rifiuti della società.
Prima (o dopo, a seconda dell'orario della rappresentazione), il Drink Kong è stato protagonista di un aperitivo nel foyer del teatro, in un collegamento senza soluzione di continuità fra la sala e il bar adiacente. Un suggerimento di servizio nuovo, che arriva da questo esperimento: il cocktail che diventa contenuto stesso della proposta culturale, entrando perfino in scena. Questa seconda opzione è stata resa possibile dai ready to drink firmati Pistolesi offerti agli ospiti all'ingresso: un Cosmopolitan o un Espresso Martini, miscelati dal bartender romano per la linea Classy Cocktails. «Invitare il pubblico a bere con me non voleva essere un product placement, ma un gesto drammaturgico e un rituale condiviso, che serve ad annullare la distanza tra palco e platea e rendere l’esperienza profondamente contemporanea», chiarisce Pistolesi.

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome