
Soluzioni architettoniche che amplificano visivamente gli spazi
Le pareti e il soffitto, infatti, sono intervallati da quinte a lamine sagomate che trasmettono la profondità allo spazio e, contemporaneamente, incorniciano il fondale, proprio come le quinte di un teatro. È una soluzione che movimenta lo spazio e dà un’immediata percezione di profondità. L’ingresso, vetrato, è particolare, con la vetrina dal taglio irregolare che crea un vano dove è stata posizionata la porta d’accesso, con una panca per addolcire l’attesa. Su un lato è stato ricavato un corner per il pane. Dorbolò, infatti, non è solo legato alla Gubana: il marchio esiste dagli anni ’30 e crea prodotti da forno di tutti i tipi. Superata questa postazione, due grandi teche espositive si susseguono in uno scintillio di ottone e pietra lucida fino ad arrivare al bancone centrale. Ed è proprio intorno a questi elementi che si distribuisce la clientela, la quale può scegliere i dolci direttamente dalle teche vetrate, come fossero gli scrigni di una gioielleria. Così paralleli, questi monolitici elementi enfatizzano lo slancio del locale verso l’interno, lasciando correre lo sguardo fino alla grande lettera D che campeggia sulla parete. Non ci sono spazi per la consumazione, ma, tra un setto e l’altro, sono ricavati scaffali espositivi, vani portaoggetti da scoprire e piccole ma comode alcove dove sedersi per gustare una fetta di torta e un caffè. «Obiettivo commerciale del cliente - spiegano i progettisti - era creare uno shop, mentre il concetto di bar/caffetteria doveva essere marginale e orientato soprattutto al take away. Mentre nella stagione calda sono previste sedute outdoor, all’interno le sedute sono minime, disegnate come panche perché si integravano molto bene nell’architettura del progetto, mantenendo un’armonia delle forme e senza risultare invasive». A illuminare lo spazio ci pensano luci gioiello, progettate su misura in ottone e vetro opalino, così da riprendere lo stile elegante e prezioso del resto del locale.
Dall’attesa all’assaggio: una customer experience diversa
Anziché organizzare un angolo consumazione con tavolini e sedute, all’interno di Dorbolò La Gubana Boutique i progettisti di Visual Display hanno preferito ritagliare una serie di panche sfruttando le nicchie create dalle quinte a lamine sagomate che scandiscono le pareti. Soluzione dettata da ragioni di spazio, ma non solo: così incassate nella nicchia le panche sembrano quasi scomparire, mimetizzandosi nella parete senza intaccare l’impronta del locale che, con la sua sfilata di teche espositive, vuole richiamare una gioielleria. Le panche con seduta e schienale imbottiti sono attrezzate con un tavolino in ottone e top di pietra agganciato alla panca che fa da piano d’appoggio. La stessa soluzione è stata utilizzata all’ingresso per la panca creata per i momenti di attesa. La grande vetrata che si affaccia su strada infatti non è continua, ma crea una nicchia da cui si accede al negozio attraverso una porta sempre vetrata. Questo spazio fa da filtro tra interno ed interno e accoglie una panca con un tavolino nello stesso stile dell’arredo interno. Who’s who Visual Display (Giulia Minozzi, Rune Ricciardelli, Chiara Endrigo, Giorgio Di Bernardo e il cane Anselmo) è azienda creativa specializzata nello sviluppo di progetti di space branding e interior design dedicati ai settori retail, hospitality, exhibit, workspace e, in alcuni casi speciali, dedicati anche a dimore o ville private. La mission di Visual Display non è solo progettare bellissimi interni, ma luoghi in cui le persone si sentano bene e godano appieno dello spazio che le circonda.







