Una vita da camaleonte

Case history –

Oggi è tutto bianco, ma ogni due anni cambia l’abito e non soltanto. Tra i suoi riconoscimenti: miglior carta dei vini, premio drink list e miglior lounge. Il retroscena del Glam House di Bisceglie, un bar che è metà casa e metà passerella, da otto anni sulla cresta dell’onda

Bianco. Completamente bianco come i muretti a secco delle sue coste, come i ciottoli della spiaggia de La Batteria, come le pietre dei casali millenari e delle chiese normanne. Tutto, se si escludono i divani e i tavolini, è immacolato: tende, divanetti, pouf, cuscineria, sgabelli, banco soppalco. È l’ultima veste del Glam House di Bisceglie (Bt): american bar per vocazione, posto per ballare all’occorrenza. Un locale col vizio del camaleonte che muta secondo le mode e le stagioni. «Lavoravo nel settore dell’abbigliamento. Ero costantemente in viaggio tra l’Italia e l’estero per cercare buoni capi e buone idee. Il mio obiettivo era riuscire a creare una casa metropolitana in un contesto provinciale. Non volevo un locale impagliato, ma uno spazio mutante. In una città da 50mila abitanti, mancava ancora uno spazio simile. Col Glam House siamo stati i primi e poi, in questi ultimi 8 anni, abbiamo assistito all’apertura di altri 20-30 locali di nuova generazione ispirati alla nostra stessa filosofia: quella del locale accogliente come un salotto domestico. Oggi per vincere la concorrenza puntiamo sulla stessa ricetta di sempre. Ogni due o tre anni cambiamo arredi e scenografia». Il commento del titolare Tony Porcelli, vale per tutto, ma anche per tutti. Personale incluso. «Abbiamo un continuo ricambio di bartender. Cerchiamo professionisti di successo e con un buon seguito di clienti. È il nostro modo di fare selezione. Un locale che vuole far fronte alla crisi deve saper puntare su cavalli vincenti». Oggi dietro il banco c’è il bartender Gianpaolo Di Pierro, domani chissà. Di fronte al ricambio ci sono però alcuni punti fermi.

Aficionados, zoccolo duro del locale
Uno di questi è Rossella Mafalda, la responsabile della comunicazione e degli eventi. Il suo è un posto chiave in un locale che organizza un centinaio di eventi ogni anno, in particolare feste di laurea, feste aziendali e tanto altro. L’età della clientela si aggira intorno ai 25-35 anni e principalmente si tratta di universitari e giovani professionisti. “Bella gente”, come la definisce Tony Porcelli, che si seleziona da sé. «Non abbiamo bisogno di fare filtro alla porta. È evidente per chiunque entri che questo è un posto elegante, dalle atmosfere rilassate, dove si viene per fare due chiacchiere. Il tutto con la massima comodità. Per le compagnie abbiamo pure creato un’area nella zona soppalco, dove abbiamo collocato cinque divani letto, cuscini, candele, incensi». Un’area riservata che può accogliere dalle quaranta alle cinquanta persone. Una zona pensata per gli habitué, lo zoccolo duro del locale, se è vero che rappresentano circa il 60% del suo pubblico. A disposizione di vip e non vip ci sono le due aree principali: american bar e ristorante. Il ristorante propone piatti tipici del luogo e specialità espresse. Lo scontrino medio per una cena è di 30-35 euro vini inclusi. La zona food si sviluppa su uno spazio di circa 60 metri quadrati ed è studiata per 40 coperti, mentre l’area bar si articola su 300 metri quadri.

Politica del perfect drink
Nelle serate migliori sul banco si contano dai 300 ai 400 cocktail, proposti a 5-6 euro. Un buon prezzo se si considera che in questo locale vige la politica del “perfect drink”. Che tradotto significa che ogni long drink è accompagnato dalla sua bottiglietta di acqua tonica o cola. I drink più richiesti sono il Mojito, Caipiroska, Long Island, Cosmopolitan, oltre ai drink del locale come il My Baby (vodka, triple sec, succo alla pesca e frutto della passione). La programmazione artistica prevede tre diversi dj set curati dal dj resident del locale Franco Galantino e da altri guest come Marco Fullone di Radio Monte Carlo. Il venerdì musica anni ’70, ’80 e ’90. Il sabato musica dance ricercata, principalmente deep house. La domenica la musica italiana danzereccia accompagna il momento dell’aperitivo con buffet (“alla milanese”).

Tante carte vincenti

Prendi tutti questi ingredienti, shakerali vigorosamente per alcuni anni di attività e completa con una carta dei vini da invidia. Otterrai questo lounge bar, inaugurato solo nel dicembre 2003, ma con una lunga storia di riconoscimenti alle spalle. Lo abbiamo proclamato Miglior Lounge Bar nel 2006 al Barfestival di Bargiornale. Qualche anno prima aveva vinto il Premio Carta delle Carte, sempre assegnato dal nostro magazine. L’ultimo riconoscimento in ordine di apparizione è il premio Drink List Award, assegnato da Bargiornale e 2night, come miglior lista tra quelle dei finalisti dei 2night Awards 2010.

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