Mirto, questione di bacche

Liquori –

Luogo di elezione la Sardegna. Dove la raccolta e l’infusione in alcol sono patrimonio familiare. In un curioso libro il profilo di un prodotto nazionale

Nella liquoristica tradizionale la Sardegna è sinonimo di mirto, un prodotto che negli ultimi anni sta replicando sul “continente” lo storico successo di vendite nell'isola.
Il mirto è un arbusto spontaneo sempreverde presente in molti Paesi mediterranei d'Europa e particolarmente diffuso in Sardegna. La sua storia risale molto indietro nel tempo. Nella mitologia greca l'arbusto fu sacro ad Afrodite, dea dell'amore, che dopo il giudizio di Paride si cinse il capo con una corona composta di rametti di mirto intrecciati; altri studiosi di mitologia sostengono che la dea, quando uscì nuda dalla schiuma del mare, si rifugiò dietro un cespuglio di mirto per proteggersi da sguardi indiscreti...In Sardegna l'utilizzo delle bacche da mirto per la preparazione dell'omonimo liquore risale presumibilmente all'Ottocento, quando si cominciò a produrre l'infuso nelle case per un uso strettamente familiare. La raccolta, interamente manuale, si svolge da novembre a gennaio, e le bacche pulite vengono collocate in sacchi di juta e trasferite in brevissimo tempo nel luogo di trasformazione... La preparazione dell'infuso avviene usando solo quattro ingredienti: le bacche, l'alcol, l'acqua e lo zucchero (o il miele). L'assoluta mancanza di coloranti, di conservanti e soprattutto dei cosiddetti aromi naturali assicura la purezza e la genuinità del liquore. Appena giunte in azienda le bacche sono sottoposte a lavaggio con acqua fredda, e quindi immesse in capaci silos d'acciaio, all'interno dei quali inizia il processo di infusione in alcol purissimo. Tutte le fasi di produzione fino all'imbottigliamento sono eseguite a freddo, per non alterare minimamente le caratteristiche organolettiche del prodotto finito. Trascorso il periodo necessario per il completamento dell'infusione, la massa delle bacche impregnate di alcol e l'infuso sono separati. In questo momento la gradazione dell'infuso è ancora elevata, generalmente non inferiore a 50 gradi, e tale rimane fino alle ultime tappe della preparazione. Poco prima dell'imbottigliamento l'infuso è addolcito con zucchero o miele (o entrambi), e portato alla gradazione desiderata con l'aggiunta di acqua demineralizzata. Infine s'aggiungono filtri naturali al solo scopo di rendere più limpido il prodotto. Solo a questo punto il liquore di mirto è pronto per essere imbottigliato.

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