Liscia o gassata, ma dal rubinetto

Soluzioni –

TVB (Ti Voglio Bere) è un progetto sviluppato a Torino che propone il consumo dell’acqua di rete per ridurre sprechi e impatto ambientale. Offrendo ai bar nuove idee di servizio. L’esempio della Caffetteria Re Umberto.

Tvb nel gergo sintetico degli sms vuol dire "ti voglio bene". Nel mondo delle iniziative ecosostenibili TVB significa invece Ti Voglio Bere ed è il nome di un progetto, partito da Torino e ormai approdato in molte città italiane, per diffondere la buona pratica del risparmio idrico. A essere interessati, oltre alle famiglie, sono gli enti pubblici, le scuole e i locali, come bar, ristoranti e strutture turistiche. Domenico Filippone, responsabile del Centro Studi Ambientali di Torino che ha avuto l'idea, ci spiega il meccanismo: «Vogliamo puntare su un consumo più intelligente dell'acqua del rubinetto, sia risparmiandola sia bevendola al posto dell'acqua in bottiglia. L'acqua dei nostri acquedotti è di ottima qualità ed è strettamente controllata. Si può consumare tranquillamente, anche se in molti casi serve un semplice dispositivo per il trattamento che aiuti a eliminare l'odore del cloro usato per sanificare le tubature».
I vantaggi dal punto di vista ambientale sono tanti: si riducono i rifiuti prodotti perché ci sono meno bottiglie in Pet da buttare e diminuiscono anche le emissioni inquinanti, perché viene eliminato il trasporto via camion. «Affrontare il problema del consumo dell'acqua - sottolinea Filippone - significa prendersi cura di tutte le tematiche ambientali: conservazione delle risorse, inquinamento dell'aria, smaltimento dei rifiuti, risparmio dell'energia e delle fonti fossili come il petrolio e derivati».
Per i locali pubblici, Ti Voglio Bere ha predisposto un kit che comprende materiale informativo, pieghevoli e assistenza nella scelta del sistema di trattamento dell'acqua da adottare. Sono già decine i locali che hanno aderito, a Torino e in altre città.

Un'alternativa “risparmiosa”
Un esempio è quello della centralissima Caffetteria Re Umberto di Torino: in un anno ha erogato 8.278 litri di acqua del rubinetto, che corrispondono a 193 kg di rifiuti plastici non prodotti e a un costo risparmiato sull'acquisto di acqua in bottiglia di circa 2.500 euro.
Il costo dell'impianto è di circa 2mila euro a cui si aggiunge la manutenzione per cambiare i filtri, ogni 5mila litri d'acqua erogati, e il costo dell'anidride carbonica usata per gasare l'acqua, circa 4 kg ogni 600 litri d'acqua. Tra i benefici ottenuti, una riduzione delle emissioni nocive pari a ben 386 kg di anidride carbonica (CO2) e il rientro del costo dell'impianto entro il primo anno. Aderire non significa escludere la vendita di acqua in bottiglia, ma proporre ai clienti un'alternativa, motivandola con i benefici ambientali. Spiegando inoltre che si fornisce un servizio, per cui l'esercente è libero di decidere se farsi pagare o meno.   

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