Impresa familiare: come capire quando conviene

L’impresa familiare è una particolare tipologia di ditta individuale. Optare per questa forma, soprattutto nel caso di redditi medio-alti, può portare ad una minor tassazione complessiva, perché il reddito è distribuito tra i suoi partecipanti applicando le aliquote meno alte previste dall’Irpef.
Un’apparente contropartita negativa potrebbe essere l’obbligo di iscrizione dei collaboratori nella gestione previdenziale. Bisogna però tener presente tre aspetti: in primo luogo, il collaboratore avrà diritto a una pensione a fronte di questi versamenti; inoltre, se il reddito complessivo non supera il massimale Inps, tali contributi sarebbero stati ugualmente versati dal titolare sulla propria posizione; infine i collaboratori, anche se non è costituita l’impresa familiare, devono essere iscritti alla gestione previdenziale Inps.

Fate bene i conti
In caso di bassi redditi (inferiori a 15-20 mila euro all’anno), visto l’obbligo del versamento previdenziale minimo di circa 3.465 euro annui, il carico previdenziale potrebbe essere superiore al vantaggio fiscale.
Il reddito è tassato in capo al titolare con le aliquote Irpef, comprese le addizionali comunali e regionali, per la sua quota di utile, mentre per le quote di reddito spettanti ai collaboratori familiari le imposte vengono da questi ultimi liquidate e versate. In ogni caso al titolare non può spettare una quota inferiore al 51%. Il titolare provvede invece a liquidare interamente l’Irap. L’impresa familiare non costituisce una società e resta una ditta individuale; solamente il titolare è responsabile dei debiti e solo lui potrà essere soggetto a eventuali procedure fallimentari.

Diritti dei collaboratori
I collaboratori familiari hanno diritto agli utili, a una quota dei beni acquistati con gli stessi utili e a una quota sugli incrementi dell’azienda ma non sono coinvolti nei rischi dell’attività, né responsabili delle obbligazioni dell’azienda.
I collaboratori familiari, infine, non possono effettuare atti di gestione, che spettano esclusivamente al titolare.

 

 

Check List

Costituzione
L’impresa familiare va costituita con atto notarile contenente i nomi dei familiari collaboratori. Possono collaborare il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Effetti fiscali
In caso di passaggio da impresa individuale a impresa familiare gli effetti fiscali partono dalla dichiarazione dei redditi per l’anno successivo.

Collaboratori familiari
I collaboratori familiari devono prestare la propria attività nell’impresa in modo continuativo e prevalente. Devono essere iscritti all’Inps e all’Inail.

Vantaggi
L’impresa familiare conviene in caso di redditi medio-alti, perché questi vengono ripartiti tra i collaboratori- famigliari.

 

 

LE REGOLE BASE

COSTITUZIONE
Ai fini fiscali l’impresa familiare deve essere costituita con atto notarile contenente i nomi dei familiari collaboratori. Non è necessaria l’immediata indicazione delle quote di partecipazione, perché queste saranno divise a consuntivo sulla base dell’effettivo apporto lavorativo di ogni collaboratore.

TEMPI
La costituzione ha effetto dall’anno successivo; chi costituisse oggi l’impresa familiare ne otterrebbe gli effetti fiscali dalla dichiarazione dei redditi da presentare per l’anno dopo. In caso di nuova azienda la costituzione ha effetto immediato se è  contemporanea all’inizio dell’attività.

COLLABORATORI
All’impresa familiare possono collaborare:
• il coniuge (non importa il regime legale di proprietà dei beni);
• i parenti entro il terzo grado (bisnonno-pronipote in linea retta o zio-nipote in linea collaterale);
• gli affini entro il secondo grado (cognati, nonni o nipoti in linea retta del coniuge).

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