Il fondo complementare Fon.Te. batte il Tfr anche con la crisi

Scelte previdenziali –

Buoni risultati per la previdenza dei lavoratori del commercio e del turismo: il rendimento del valore Bilanciato del fondo Fon.Te., dal marzo 2004 a oggi, ha superato quello del Tfr. E nel 2009 i quattro comparti sono tornati tutti in positivo

Più forte della crisi: le turbolenze finanziarie degli ultimi anni non hanno intaccato la capacità di Fon.Te., il fondo di previdenza complementare per i dipendenti da aziende del terziario, di rivalutare le quote dei dipendenti che vi hanno aderito.
«In una logica previdenziale, le scelte di gestione finanziaria sono sempre improntate all'equilibrio e alla prudenza - spiega Maria Antonietta D'Antonio di Vito, responsabile dell'area operativa e gestionale del fondo pensione -. Fon.Te infatti si è tenuto sopra i parametri di riferimento anche durante i mesi più delicati della crisi ed è stato pronto a cogliere i segnali di ripresa. Basti pensare che il valore Bilanciato, il più longevo e patrimonializzato, già nel luglio 2009 ha superato i massimi storici dell'ottobre 2007. Fon.Te presenta quattro diversi comparti, patrimoni indipendenti gestiti da intermediari specializzati. A ciascun comparto corrisponde un differente livello di rischio finanziario, così da fornire una gamma articolata di scelte».
L'attivo netto destinato alle prestazioni (cioè il patrimonio in gestione) al 31 ottobre 2009 è di poco inferiore ai  900 milioni di euro.

Costi contenuti

Fon.Te., cui possono iscriversi i lavoratori del commercio, del turismo e dei servizi ai quali è applicato il Ccnl del turismo, è arrivato a quota 170mila iscritti, di cui 22mila lavoratori del turismo, con 19mila aziende associate, di cui 2.185 fanno riferimento al turismo, bar compresi.
In quanto fondo di categoria, Fon.Te. prevede, oltre alla destinazione del Tfr da parte del dipendente, anche una contribuzione a carico dell'aderente e del datore di lavoro. La contribuzione a carico dell'azienda è uno degli elementi che rendono interessante per il lavoratore iscriversi. Rispetto ad altre forme di previdenza complementare presenti sul mercato, inoltre, Fon.Te. garantisce agli iscritti costi inferiori.
I lavoratori beneficiano inoltre di alcune agevolazioni fiscali: in primo luogo la contribuzione è esente da prelievo; inoltre, sulle prestazioni vengono applicate aliquote molto più favorevoli rispetto alle ordinarie. Infine, c'è la possibilità di partecipare, attraverso la propria rappresentanza negli organi sociali, alla gestione del Fondo.
«Per quanto riguarda le aziende - afferma di Vito - l'attuale normativa prevede agevolazioni a fronte della destinazione a previdenza complementare  delle quote di Tfr. Si tratta dell'esonero dal versamento del contributo di solidarietà, pari allo 0,20%, e della possibilità di dedurre dal reddito d'impresa  il 4%, elevato al 6% per le imprese con meno di 50 addetti, dell'ammontare annuo del Tfr versato a previdenza complementare. Allo stesso tempo, per compensare le imprese dei maggiori oneri finanziari sostenuti, è prevista una riduzione progressiva degli oneri contributivi (0,21% per l'anno 2009), direttamente commisurata al Tfr trasferito. Nel momento in cui si attiva la previdenza complementare,  l'azienda  si libera dell'onere della rivalutazione delle quote accantonate e della necessità di liquidare, al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro, importi che possono anche essere consistenti».

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