Il design mette radici in pizzeria

Arredo –

La pizzeria cambia look. Voglia di relax, socializzazione, lusso sono le nuove esigenze dei consumatori. E i nuovi locali nati dal corso Pizza Experience Design hanno dato le soluzioni

Da anni la pizza ha cittadinanza nei locali della ristorazione. Pizzerie in cui muri a calce, decorazioni rustiche, trecce di peperoncini alle pareti, tovaglie a quadretti e tutto l'anbaradan che fa folklore sono diventati il modo più usuale e banale per simboleggiare la tradizione partenopea di cui la pizza è il frutto. Si tratta di spazi in molti casi arredati dagli stessi gestori, illuminati con luci al neon, rumorosi e dal servizio piuttosto sbrigativo.
Le esigenze dei consumatori nei confronti delle pizzerie stanno però cambiando, tanto da diventare soggetto di studio del corso Pizza Experience Design organizzato dal Poli.design del Politecnico di Milano. Spiega Nicola Ticozzi, direttore del corso: «Anche le pizzerie, in sintonia con il mutare degli stili di vita e le nuove tendenze dei consumatori, stanno evolvendo in luoghi ad alto contenuto di design, in grado di intrattenere e di comunicare atmosfera ed emozioni». Un'evoluzione già in atto in molte grandi città, dove già iniziano ad aprire pizzerie che nulla hanno in comune con quelle che conosciamo. Nascono locali arredati con gusto scenografico, solitamente polifunzionali, attivi non solamente all'ora dei pasti, ma che puntano a trattenere la clientela anche in orari non consueti; posti da frequentare per un aperitivo o lounge in cui è piacevole trattenersi anche nel dopo cena».
«Si tratta di pizzerie a forte caratterizzazione estetica - continua Ticozzi - dove l'offerta di servizi e intrattenimento è esperienza multisensoriale. Perché prodotti, atmosfera, servizio e design d'ambiente si fondono e diventano il tutt'uno che costituisce l'offerta di quel punto vendita».
Convivialità, lusso, modularità, temi top

Sono nati così cinque progetti firmati da altrettanti team di designer internazionali, che hanno dato nuove identità alla pizzeria, ripensandone arredi, luci, materiali, la suddivisione degli spazi interni ed esterni. Ne abbiamo scelti alcuni, ricchi di spunti utili a tutti.
Punta alla convivialità e si rivolge a un pubblico di giovani il progetto Vivo di 7Pexpo. L'idea alla base è una pizzeria aperta dalla colazione alla cena e oltre, con un'atmosfera che si modifica grazie all'uso sapiente delle luci. Nella sala l'attenzione si concentra attorno al forno, la cui bocca è posta ad altezza occhi: è questo il punto focale, “nobilitato” dalla rivestitura di mosaico rosso. Particolare è il lungo tavolo da 100 coperti, che si snoda attraverso il locale e obbliga a sedersi tutti insieme. Sorge il dubbio: i progettisti avranno pensato alla difficoltà del cameriere, nel servire o sparecchiare? Ciò detto, in città dove l'esigenza di socializzare si fa sentire, l'idea è apprezzabile: in un contesto simile la conversazione è garantita, anche grazie alla controsoffittatura di fibra di vetro e resina che attutisce i rumori.
Stile urbano, target elevato e un progetto flessibile, dove l'atmosfera del locale si rinnova di continuo, sono i tratti salienti del progetto Stilemi, idealmente collocato in un quartiere d'affari e residenze di classe. Fin dall'ingresso si percepisce la centralità del fuoco: una “lingua” in Alulife (alluminio trattato per pavimentazioni) rosso disegna sul pavimento un percorso verso la cucina; nella zona forni la presenza del fuoco sullo sfondo è enfatizzata da “tagli” sulle pareti, attraverso cui si intravedono le fiamme. La sala principale è caratterizzata da un sistema di quinte mobili e vele modulari, in grado di essere spostate in relazione alle esigenze e a ogni cambio dei pizzaioli, tutti i mesi diversi, provenienti da ogni regione.
A cambiare i termini dell'equazione pizza=prodotto popolare è il progetto Exex. Qui i designer si sono rivolti a un target d'élite: solo 30 coperti, suddivisi fra esclusivi privé (vicino alla vetrina, per vedere e farsi vedere); una corte interna, dedicata all'happy hour, la zona bar e la sala. Il tutto arredato con cristalli, lampadari di Murano, legno laccato, oro e cotto, colonne rivestite in foglia d'oro e tendaggi in perline di cristallo.
E la pizza? In tutto questo lusso quasi “sparisce”: la lavorazione a vista qui non ha importanza, la qualità è data per acquisita, ciò che conta è l'esclusività del luogo. Di conseguenza anche il prezzo non sarà fra le principali preoccupazioni degli avventori. Perché è chiaro che la pizza in un locale tanto élitario avrà un prezzo paragonabile a quello di una cena al ristorante. Ma al cliente, giurano i designer, piacerà proprio così.

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