E dopo il matrimonio tutti al bar a festeggiare

Essere originali, saper stupire, riuscire a emozionare: sono queste le richieste chiave che le coppie oggi fanno agli esperti a cui affidano l’organizzazione del proprio matrimonio. «Parte fondamentale del nostro lavoro - spiega Mauro Adami, wedding planner, titolare dell’agenzia Domo Adami Events - è la ricerca della location giusta. Dopo gli hotel, gli agriturismi e le case private ora potrebbe essere il momento dei bar. Una grande opportunità, ma riservata a pochi locali: occorrono gli spazi giusti, sia per dimensioni sia per scenografia, la capacità di offrire un buon servizio e di creare l’atmosfera che questi eventi richiedono. Vince chi riesce a essere unconventional ed è capace di creare eventi ad alto contenuto emozionale».

Informale e festoso

Vivace, personalizzato, informale: sono le caratteristiche vincenti di una proposta “aperitivo wedding” in un locale: «Per gli sposi, organizzare il ricevimento in un bar offre l’occasione di creare un momento di festa più informale e di interagire maggiormente con i propri ospiti - afferma Adami -. Anche se gli sposi sono clienti abituali, è molto importante che il locale studi un “vestito” apposta per l’occasione: va costruita un’atmosfera ricercata ed emozionale usando la musica, le luci, i decori, la scenografia. Mi immagino il cocktail come il filo conduttore della festa: si potrebbe ad esempio costruire un menu in più puntate, ognuna costruita con un abbinamento piatto più drink, oppure creare una drink list apposta per il matrimonio. Non dovrebbe in ogni caso mancare il “wedding cocktail” ideato per l’occasione, che potrebbe eventualmente diventare una proposta da mettere stabilmente in carta. Altro elemento chiave è il finale pirotecnico: la torta, certo, ma anche una sciabolata o un piatto flambé».

Vantaggi a lungo termine

Per un locale, diventare un punto di riferimento per il mondo del wedding  ha una pluralità di vantaggi “nascosti”: «Sono eventi che creano la massima fidelizzazione - afferma Adami -, soprattutto se organizzati per clienti già conosciuti. In più permettono di aumentare il numero di estimatori e di mostrarsi come location in grado di accogliere anche altri tipi di eventi: dalle ricorrenze alle feste aziendali».

Adami mette però in guardia dai possibili rischi: «Guai a considerarlo un mero business: chi non ha un approccio empatico, è meglio che lasci perdere. Difficilmente riuscirebbe a creare quell’atmosfera emozionale che rende una festa davvero riuscita. Un altro errore è snaturare il proprio locale per cercare di diventare quello che non si è». Grande attenzione va posta nell’adeguatezza degli spazi: «Chi ha un dehors, naturalmente, è avvantaggiato. Ma bisogna calcolare bene i metri quadri in rapporto agli invitati (vedi box a lato, ndr). E ricordare che anche per gli eventi “in piedi” vanno previste sedute per almeno l’80% dei presenti».

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