Dalla verifica dei consumi al pos: i metodi per stanare gli evasori fiscali

Norme&fisco –

Incongruità con gli studi di settore, anomalie nella registrazione degli scontrini, giacenze di magazzino senza giustificativi: sono alcune delle situazioni che mettono in allerta i verificatori. Dalla ricostruzione dei ricavi al redditometro, le principali forme di controllo

Nel numero di giugno di Bargiornale (“Dichiarazioni: come evitare sanzioni”, pag. 60) abbiamo esaminato le istruzioni date ai verificatori per i controlli finalizzati a recuperare le evasioni di imposte non registrate e dichiarate. Esaminiamo ora gli indizi che le metodologie di controllo segnalano ai verificatori come possibili sintomi dell’esistenza di elementi non contabilizzati e non dichiarati. Le metodologie di controllo, infatti, prevedono che la verifica debba puntare sulle incongruenze documentali e contabili anche tramite la documentazione extracontabile acquisita e raffrontando i dati rinvenuti, anche nei supporti magnetici, con gli elementi contabilizzati. Il verificatore ricerca e valuta gli indizi o prove di evasione, al fine di dimostrare, se del caso, l’inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili e procedere alla rettifica dei corrispettivi. Nel riquadro della pagina di destra sono indicate le più comuni situazioni che fanno dedurre l’esistenza di corrispettivi e/o di acquisti non contabilizzati.

La verifica dei consumi
In presenza di tali indizi, i verificatori procedono alla ricostruzione dei ricavi e del volume di affari.
Il metodo principale è il riscontro sulla base dei consumi: la quantificazione dei ricavi è determinata riscontrando i quantitativi di merci consumate, suddivise per tipologia (bevande, alimenti, altre materie prime impiegate per le preparazioni), attraverso il controllo del carico di magazzino o le fatture di acquisto, tenendo conto delle rimanenze iniziali, degli acquisti non fatturati e delle differenze inventariali.
Il controllo può essere totale o a campione, in funzione della situazione concreta e del tempo a disposizione. Con il metodo a campione, che è il più usato, specie per le aziende medio piccole, il controllo delle giacenze è effettuato scegliendo, in contraddittorio con il contribuente verificato, le categorie di merci più rappresentative e che hanno fornito il maggior concorso al fatturato.
Vengono seguiti due procedimenti, singolarmente o congiuntamente, procedendo o alla rideterminazione del volume delle quantità e del tipo di somministrazioni erogate oppure alla ricostruzione del volume d’affari, applicando al costo di ogni tipologia di merci consumate il relativo ricarico (vedi box alla pagina seguente). In quest’ultimo caso, secondo consolidata giurisprudenza, la ricostruzione induttiva del giro di affari supera il vaglio del contenzioso soltanto se si fonda su una percentuale media ponderata del ricarico che tenga conto della diversità qualitativa e quantitativa dei beni venduti.

Le indagini finanziarie
Un secondo metodo di verifica sono i controlli sulle operazioni finanziarie: costituiscono uno strumento molto incisivo per l’esame della posizione fiscale del contribuente e vengono consigliati soprattutto in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora permanga un significativo divario tra il volume d’affari e i redditi ricalcolati e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio dell’attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio o di altri elementi di valutazione.

Il check sui pos
Un’altra tipologia di controllo frequentemente utilizzata è il controllo incrociato tra i pagamenti effettuati con carte di credito e/o bancomat e i documenti fiscali emessi. Questo riscontro consente di rilevare se sussiste corrispondenza tra i corrispettivi introitati e quelli registrati. Nella maggioranza dei casi gli estratti conto delle società di gestione delle carte di credito contengono le date e gli importi per singola transazione avvenuta.
Quando la percentuale di incassi pagati con carta di credito è elevata, i verificatori puntano a distinguere gli incassi a seconda del mezzo di pagamento nei vari mesi, per verificare se il loro ammontare è proporzionale al totale degli introiti, rapportando il dato mensile emergente dalle contabili delle carte di credito con il dato mensile dei corrispettivi: se tale rapporto calcolato su base mensile varia nei singoli mesi in modo consistente, infatti, il controllo si concentra su quei mesi in cui il valore è più elevato, ossia è maggiore l’incidenza degli incassi con carta di credito sul totale dei corrispettivi mensili, perché potrebbero esserci corrispettivi in contanti non contabilizzati.

Altri riscontri
Un reddito dichiarato notevolmente inferiore alla redditività in impieghi alternativi privi di rischio del capitale ricavabile dalla vendita dell’esercizio o alla redditività conseguibile dalla locazione dell’azienda o dei locali di proprietà ove viene svolta l’attività, sommata alla retribuzione figurativa dell’imprenditore e degli eventuali soci impegnati nell’azienda col loro lavoro è contrario alla logica economica: se perdurante nel tempo, questa circostanza rafforza il giudizio di inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili.
Un’altra circostanza sintomatica dello stato di salute dell’attività è inoltre costituita dalla frequenza nel rifacimento degli arredi, dal loro pregio e dal loro costo.
Il redditometro
In alcuni casi, infine, entra in gioco anche il nuovo strumento del redditometro, strumento di accertamento sintetico del reddito che consente al fisco una determinazione indiretta del reddito complessivo del contribuente, basata sulla sua capacità di spesa.
Se infatti non è stato possibile effettuare una convincente ricostruzione del volume d’affari, in presenza di manifestazioni di capacità contributiva del titolare persona fisica o dei soci particolarmente stridenti con l’ammontare del reddito dichiarato (possesso d’auto, imbarcazioni, spese rilevanti, acquisti di immobili, investimenti ecc.), ai soli fini dell’imposizione diretta si può procedere all’accertamento sintetico del reddito complessivo tramite il redditometro.n

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