Da Harrods, shopping e cappuccino

Caffetterie –

Da Barberino a londra. In due anni. Lo sviluppo alla velocità della luce di una catena che fa del cappuccino la bandiera dello stile italiano.

Oltremanica, il prestigioso magazine “Good Food” edito dalla Bbc segnala la visita a Ca'puccino, caffetteria aperta a Londra all'interno dei grandi magazzini Harrods di Knightsbridge, come un'esperienza magica e irrinunciabile. Un bel riconoscimento per Giacomo Moncalvo, trent'anni compiuti da poco, che ha saputo compiere il grande balzo e ritrovarsi in uno dei templi dello shopping mondiale di qualità a servire caffè e cappuccini ai turisti provenienti da mezzo mondo con prodotti superselezionati che diffondono la cultura italiana del mangiare bene.

Come siete riusciti a sbarcare a Londra e posizionare Ca'puccino all'interno di Harrods?

«È una storia lunga - spiega l'imprenditore Giacomo Moncalvo -. Provengo da una famiglia che da sempre lavora nel settore del commercio e dopo gli ottimi risultati avuti con l'apertura dei punti all'interno degli outlet McArthurGlen di Barberino del Mugello (Fi) prima poi di Serravalle Scrivia (Al) e Castel Romano (Rm), ho iniziato a pensare a un format che potesse permettere di esprimere la mia idea di caffetteria di qualità. L'apertura londinese è venuta in seguito alla collaborazione con McArthurGlen, società che si occupa di designer outlet centre, con 15 strutture aperte in tutt'Europa, di cui tre in Italia. Il progetto è piaciuto ai responsabili di Harrods, che l'hanno analizzato minuziosamente, in ogni suo aspetto, e così è iniziata la nostra avventura in terra britannica. Occorre dire che dietro a questo format c'è un accurato lavoro sui parametri di gestione e di efficienza del punto di vendita con un approccio squisitamente manageriale.

Quali sono i punti di forza del format?
«La ricetta di Ca'puccino è tanto semplice quanto efficace: una miscela di caffè 100% arabica, pasticceria fresca, gelati fatti in casa, tutto con materie prime rigorosamente “made in Italy” (ma non manca anche il salato con panini in stile italiano, ndr). Sia che si tratti del locale londinese di Brampton Road, sia del nuovo punto di vendita in apertura a Fidenza, il cliente è sicuro di trovare la stessa pastiera napoletana o lo stesso gelato alla nocciola. Un'offerta in grado di soddisfare praticamente le esigenze alimentari di tutta la giornata in un ambiente raffinato e curato nei minimi particolari che trasmette i valori del lifestyle italiano».

L'enfasi dell'offerta è comunque sul caffè e le sue varianti.
«Grande spazio è infatti destinato alle versioni più “elaborate” del caffè, che arricchito di creme, liquori, panna, aromi, diventa un dessert da gustarsi al cucchiaio. Recuperando, dunque, la tradizione dolciaria italiana e reinterpretandola in un'ottica che mette il caffè espresso al centro dell'attenzione. Come per il “Bicerin”, la specialità torinese a base di caffè, cioccolato e crema di latte, che, direttamente dalla tradizione degli storici caffè torinesi, è diventata una dei nostri prodotti più richiesti nella capitale britannica».

La rete esistente dei locali Ca'puccino è tutta a gestione diretta. Avete preso in considerazione di svilupparvi in futuro anche attraverso il franchising?
«Non si tratta di snobismo, né di chiusura alle idee altrui. Preferiamo porci come interlocutori unici e rispondere personalmente al mercato. Credo che con un franchising si finisca per diluire inevitabilmente un'idea imprenditoriale precisa e questo ci ha ancora frenato. Certo, se oggi vogliamo continuare a foraggiare la nostra crescita dovremo trovare un'investitore che possa apportare nuovi capitali al progetto Ca'puccino».

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