Cocktails Mundiales di Pedro Perico Chicote

Cominciamo dall’autore. Pedro Chicote, barman nato a Madrid nel 1899, noto anche come il ”Velazquez de los cócteles”, è stato il proprietario del Museo Chicote, noto in precedenza come Bar Chicote.

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Pedro, detto Perico, è stato il simbolo di un’epoca intera introducendo nel suo Paese i cocktail. Il suo bar è stato descritto come “la miglior ambasciata di Spagna” e nel corso di decenni è diventato un punto di riferimento per d’intellettuali, politici, sportivi, toreri, dive, monarchi.

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Quando le malelingue, invidiose del successo, lo criticavano, la diva Ava Gardner, assidua frequentatrice del suo locale, lo difese con una frase che non ha bisogno di traduzioni: "Tu bar ser de putas; yo ser una puta". Tra i tanti testi che ci ha lasciato in eredità Chicote, abbiamo scelto “Cocktails Mundiales” pubblicato nel 1947. Un ricettario che oltre a presentare tecniche e formule di cocktail, cobbler, cooler e tanti altri “American Drinks”, si concentra su aspetti strettamente legati alla professione del barman, validi ancora oggi. Scrive Chicote: «Secondo un’opinione molto comune la nostra professione può essere improvvisata da chiunque. Si dice che basterebbero poche ore per creare un barman abile e arruolato. Chi lo pensa cade in un grave errore perché questa professione, richiede più di altre, una lunga esperienza e una montagna di ore di pratica quotidiana». Parole sante che si aggiungono a temi altrettanto caldi come il rapporto col cliente. In eredità Chicote ci lascia insegnamenti senza data di scadenza sui quali vale sempre la pena riflettere. Si ringrazia il signor Ariel Lomban dell’Asociación Mutual de Barmen y Afines de la República Argentina (Amba) che ci ha fornito questa rarità.

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