Analizzare il mercato e far bene i conti le regole base per far prosperare l’attività

Gestione –

Due volumi di grande utilità pratica per affinare le proprie capacità di gestire l’attività. Dalle valutazioni da fare sul proprio mercato di riferimento e la propria offerta, a una corretta strutturazione del controllo di gestione: i passi da seguire per fare le scelte giuste

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Un ispettore della Guardia di finanza, Tommaso Licchetta, e una commercialista, Roberta Di Chiara, uniscono le forze per raccontare in un paio di libri editi da Maggioli come si prepara un business plan per “Pub e birrerie”  e “Bar e gelateria”.
Aprire un locale è considerata troppo spesso un’attività “facile”, mentre si tratta di imprenditoria a tutti gli effetti: bisogna conoscere la normativa, investire, avere regole contabili. L’improvvisazione troppo spesso la fa da padrona. Ed è proprio questo che vogliono evitare i due autori che, forti della loro esperienza, hanno sviluppato “un pacchetto organico di informazioni e dati” per dare la traccia di un ipotetico business plan, impostato su un caso reale di studio.
Dopo aver analizzato tipologie di società, autorizzazioni, requisiti strutturali dei locali, risorse umane, regime contabile e strumenti di pagamenti, il libro entra nel vivo dell’analisi strategica. Si parte dall’analisi Swot (Strengths, weaknesses, opportunities, threats, cioè punti di forza e debolezza, opportunità e minacce), fondamentale per capire se la nostra proposta è innovativa o se rischia di confondersi con una serie di proposte simili.

Ragionamenti e cifre
Location, previsioni di fatturato, numero dei collaboratori sono solo alcuni dei parametri necessari per definire un business plan che non riservi brutte sorprese e permetta di delineare un quadro di informazioni sufficiente. Senza dimenticare la valutazione della situazione generale del mercato, con particolare riferimento a quella zona. Esaurita la fase “logico-discorsiva” del business plan si passa alla cruda realtà dei numeri, affrontando la pianificazione finanziaria.
Quali e quanti sono gli investimenti necessari nelle attrezzature e quali sono le fonti di finanziamento di cui si dispone?  Banche, capitale proprio, parenti, soci: tutto deve calcolato compresi i crediti concessi dai fornitori.
Entrambi i libri propongono una dettagliata serie di tabelle (riportate nel cd rom allegato) che elencano minuziosamente tutte le possibili voci di investimento (pc, piatti, bancone, impianto luce, acqua), le possibili fonti di finanziamento, l’elenco dei beni ammessi a contributo agevolato e un piano dei conti con costi (abbastanza certi) e ricavi (tutti da stimare). Fondamentale è l’analisi del break even point: “ha lo scopo di determinare il fatturato mensile necessario  a coprire i costi fissi e quelli di produzione” per individuare il punto di pareggio. È un elemento chiave per capire la reale fattibilità del piano.
Il libro “Bar e gelaterie” presenta il caso di Anna Rossi, che decide di mettere a frutto la sua propensione al dialogo e socializzazione, oltre al piacere di preparare piatti e bevande, per aprire un bar. Sceglie come proposta un’offerta fatta di prodotti naturali in abbinamento con proposte originali; il target è quello classico, 25-50enni con soldi in tasca. Si definisce una strategia di comunicazione che comprende passaparola, giornali locali e un sito che coltivi il rapporto con i clienti e ne solleciti l’aggregazione in un club con proposte personalizzate e scadenze periodiche. I risultati stimati parlano di ricavi per 108mila euro con un risultato d’esercizio di 26.541 euro.
Nel libro “Pub e birrerie” si descrive invece il Queen pub, che offrirà hamburger di qualità superiore, birra irlandese e italiana (il giovedì solo birra tricolore). Il nuovo locale dovrà concentrarsi sulla cura della preparazione dell’offerta, cortesia, pulizia e sull’uso di specchi per amplificare la percezione degli spazi.  In questo caso i ricavi sono stimati in 112mila euro con un risultato d’esercizio di 23.500 circa.
Nel business plan c’è spazio anche per la comunicazione, che punta sui clienti più importanti e influenti della Comunità (sindaco, medici condotti, banche), suggerisce di organizzare gare alla playstation e consiglia di fare uso proficuo di Facebook con “una pagina virtuale interessante e piena di contenuti”.
Gli autori si dichiarano disposti “a ogni eventuale delucidazione” tramite il forum del sito www.primeggiamo.it.

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