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I twist dei due mondi per i cent’anni del Negroni

Nel segno di N100. Non è una star dello sport, niente a che vedere con CR7; è il segno sotto il quale andranno i tanti eventi pensati da Campari per festeggiare i cento anni del Negroni, grande classico diventato un best seller mondiale. Per celebrare l’anniversario, Campari ha riunito a Milano sei bartender, grandi esponenti della mixologia contemporanea del Vecchio e del Nuovo Continente. Le loro mani, guantate di rosso, sono state protagoniste del cortometraggio “Entering Red” diretto da Mattia Garrone.

I twist sul Negroni delle sei "Red Hand" coinvolte nel progetto N100
Clicca sui personaggi e scopri le ricette

Tommaso-Cecca

Tommaso Cecca

Cocktail_Tommaso-Cecca

L’age d’or Negroni

Ingredienti:
4 cl Campari,
4 cl Bulldog Gin,
2 cl Cinzano 1757 Vermouth rosso,
2 cl Grand Mariner Cuvée Luis Alexandre,
gocce di estratto di incenso e mirra.
Per la guarnizione: foglie di vaniglia e oro,
wafer alla vaniglia, ostia edibile.

Preparazione
:
affumicare il mixing glass con incenso e mirra,
versare gli ingredienti,
aggiungere il ghiaccio e mescolare.
Versare nel tumbler con cubo di ghiaccio
e guarnire con ostia edibile
che riprende il poster
dello Spiritello di Cappiello

Jessica-Sanchez_Brazil

Jessica Sanchez (Brasile)

Cocktail_Jessica-Sanchez

Don’t kill my vibe

Ingredienti:
25 ml Bulldog Gin,
25 ml Cinzano 1757 Vermouth rosso,
25 ml Campari,
50 ml Spiced Ginger Ale.
Per la guarnizione: foglie di menta e pepe macinato.
La ginger foam si prepara in sifone
con 350 ml di ginger ale,
75 ml di succo di lime
e 2 bar spoon di albumina.

Preparazione
:
miscelare gli ingredienti in una bottiglia Perlini.
Versare in bicchiere a tulipano
e colmare con ginger foam

Joe-Schofield_UK

Joe Schofield (UK)

Cocktail_Joe-Schofield_Cocktail

Negroni segreto

Ingredienti:
2,5 cl Bulldog Gin,
2,5 cl Campari,
1 cl Cinzano 1757 Vermouth rosso,
4 lamponi,
3 dash acqua di rose

Preparazione
:
pestare i lamponi
con gli altri ingredienti,
filtrare e stir.
Versare in coppetta

Andreas-Till_Germany

Andreas Till (Germania)

Cocktail_Andreas-Till

Negroni 1808

Ingredienti:
3 cl Campari,
2 cl Cinzano 1757 Vermouth rosso,
2 cl Bulldog Gin,
2 cl soda,
twist di limone,
grappa al lampone

Preparazione
:
versare i primi tre ingredienti
nel mixing glass con ghiaccio.
Mescolare per circa 30 secondi.
Aggiungere la soda
e filtrare in tumbler ghiacciato
con cubo di ghiaccio.
Aggiungere twist di limone

Seba-Garcia_Argentina

Seba Garcia (Argentina)

Cocktail_Seba-Garcia

Presidente Negroni

Ingredienti:
30 ml Campari,
30 ml gin invecchiato in botte,
15 ml Medium Sherry,
15 ml Barolo Chinato

Preparazione
:
Stir. Versare in coppetta
con cubo di ghiaccio
sormontato da un grosso
grano di sale.
Sprizzare la buccia
di pompelmo

Stacey-Swenson_USA

Stacey Swenson (USA)

Cocktail_Stacey-Swenson

Garnet sbagliato

Ingredienti:
3,5 cl Campari,
2,8 cl Cinzano 1757 Vermouth rosso,
14,2 cl Shrub di arancia rossa,
barbabietola e melograno,
8 gocce di tintura di cumino tostato,
3 zest di arancia rossa,
Lambrusco

Preparazione
:
build in calice
da Cabernet con cubo di ghiaccio.
Top di Lambrusco

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    Del resto, è stata la contaminazione dei modi di bere tra le due sponde dell’Atlantico che ha ispirato al Conte Negroni la creazione di un nuovo drink, con il fondamentale contributo del barman Fosco Scarselli. I sei bartender coinvolti da Campari hanno dato vita alle loro personali versioni del twist: scegliete voi se lo preferite erbaceo, fruttato, citrico o robusto.«Lavorare insieme a questo progetto – racconta Tommaso Cecca, bar manager del Camparino di Milano – ci ha permesso di scoprire come la filosofia del bere bene si sta diffondendo in tutti i Paesi. E la collaborazione tra i bartender che condividono questa scelta fa bene a tutto il movimento». A.M.

Al Dry i cocktail “numerati” di Federico Volpe

Dry Milano è sinonimo di innovazione fin da quando, nel 2013 si presentò sulla scena del capoluogo lombardo con l’allora inedita formula cocktail e pizza. Non stupisce, allora, che il concept ideato dai soci Andrea Berton, Giovanni Fiorin, Diego Rigatti e Tiziano Vudafieri faccia di nuovo parlare di sé per le sue novità. A finire sotto i riflettori, questa volta, è la carta dei cocktail presentata a inizio anno dal bar manager Federico Volpe, arrivato a Dry Milano alla fine della scorsa estate. La nuova lista riflette l’idea di “miscelazione multisensoriale” di Volpe, che impiega prodotti e tecniche per regalare accostamenti insoliti, anche se non necessariamente elaborati. «La mia ispirazione – spiega Volpe – nasce dalla volontà di favorire una maggiore interazione con il cocktail e di avvicinare il pubblico a un’esperienza che assomiglia sempre più a una degustazione consapevole, capace di raccontare e valorizzare ogni singolo ingrediente».

Drink-_01
  • Cocktail 001

    Ingredienti
    30 ml di Mixture
    15 ml di Saint Germain
    20 ml di Gin
    40 ml di succo di lattughino iceberg
    30 ml di succo di limone
    20 ml di miele e basilico
    20 ml di decotto di miele e nepetella
    Uno spoon di chutney al pompelmo rosa

    Preparazione degli ingredienti
    Per il succo di lattughino:
    lattuga cotta a bassa temperatura,
    acqua di cedro e acqua tonica.
    Per il chutney:
    marmellata di pompelmo
    sfumata con aceto di mele
    e aromatizzata con semi di senape.
    Per la tintura di miele e nepetella:
    decotto di nepetella addolcito con miele.

    Preparazione del cocktail
    Versare tutti gli ingredienti,
    nell’ordine, in uno shaker.
    Shakerare.
    Servire nel tumbler basso
    con una foglia di “sucrine”
    – cuore di lattuga –
    aromatizzata con estratto di zenzero.
    Bicchiere: Tumbler basso

Drink_02
  • Cocktail 002

    Ingredienti
    45 ml di base di gin infusa al tarassaco
    50 ml di Gruyère e miele
    30 ml di succo di limone
    10 ml di sciroppo di zucchero

    Preparazione degli ingredienti
    Per la base:
    infusione di gin,
    succo limone,
    zucchero e tarassaco.
    Per il cordiale di gruyère:
    infusione di formaggio
    in acqua di cedro e miele.

    Preparazione del cocktail
    Versare tutti gli ingredienti in uno shaker.
    Shakerare e versare in un tumbler basso.
    Per la decorazione:
    spennellare il bordo del bicchiere
    con lemon curd e attaccare un crumble
    di tuorlo d’uovo essiccato.
    Completare con aria di asparago bianco
    (mescolare dell’estratto di asparago
    a una soluzione di acqua tonica,
    unire lecitina di soia e aerare)
    Bicchiere: Tumbler basso

Drink_07
  • Cocktail 007

    Ingredienti
    40 ml di Tequila Espolon
    40 ml di un cordiale al mango
    30 ml di succo di lime
    20 ml di liquore di rose
    1 spoon di Cynar
    Qualche goccia di miele

    Preparazione degli ingredienti
    Per il cordiale:
    mettere mango e spezie
    in un cartoccio,
    avvolgere e cuocere al bbq.
    Frullare il mango cotto insieme
    a un liquore a base arancia
    in cui in precedenza
    sono stati infusi agrumi bruciati.

    Preparazione del cocktail
    Versare tutti gli ingredienti
    del cocktail nello shaker.
    Shakerare e servire in tumbler basso
    con sopra una sorta di ampolla.

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    In particolare, la filosofia di Volpe è rappresentata da otto nuovi cocktail creati “in laboratorio”, riuniti nella sezione Made in Dry e identificati da un numero, da 01 a 08 (qui ve ne presentiamo, in anteprima, tre). Il punto di partenza è un gusto da esplorare in tutte le sue sfumature, attraverso giochi di consistenze e strutture sempre diversi. Anche nel resto della carta ci sono novità. Nella sezione Everyday Drinking, dedicata ai classici del locale, entra il Dry Martini 2.0, una rivisitazione destrutturata del Martini Cocktail che fa del bicchiere il supporto di alcuni degli accompagnamenti più diffusi. Così, sulle pareti del calice viene spennellato, da una parte, brodo di olive gelificato poi cosparso di polvere di olive (Dirty Martini); dal lato opposto, una soluzione Pickle (acqua, zucchero e aceto di mele), cosparsa poi di polvere di cipolla rossa di Tropea (Gibson).

    La nuova formula Try by Dry

    Nella sezione On the Wall, dedicata ai drink storici di Dry, il Ramos Gin Fizz viene ora proposto anche “twistato”, completato da una pasta di meringa morbida caramellata. Le novità di inizio 2019 non finiscono qui. Nei due Dry Milano (via Solferino e viale Vittorio Veneto) la formula Try by Dry propone ogni settimana una nuova pizza in abbinamento a un cocktail e a un dolce. Inoltre, il Dry Milano di viale Vittorio Veneto anticipa l’apertura serale alle 18 e lancia la formula aperitivo Early Dry: disponibile fino alle 19, costa 10 euro e comprende un drink accompagnato da un tris di “montanarine”, le pizzelle fritte della tradizione napoletana dello chef Lorenzo Sirabella. F.F.

Antonio De Lauro è il Re della Burger Battle 2019

Nove giovani chef hanno dato vita alla grande finale della seconda edizione della gara showcooking Burger Battle al salone Beer Attraction di RiminiFiera. Promossa da Lantmännen Unibake Italia, Unilever Food Solutions con il marchio Hellmann’s e Baldi Carni (in collaborazione con Welbilt attrezzature da cucina), la gara ha visto prevalere la proposta di Antonio De Lauro di Garibaldi Steakhouse di Monopoli (Bari), davanti a Rocco Camasta di The Butcher Hamburgheria di Modugno (Bari) e a Francesco Vallefuoco di Juicy Lucy Pub di Napoli.

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    In batterie da tre concorrenti, hanno partecipato alle semifinali anche Daniela Gheorghe di Cucchi Pub di Carbonera (Treviso), Riccardo Pepe di Smoky Burger di Lissone (Monza-Brianza), Luca Ticà di Juno Osteria di San Severino Marche (Macerata), Marianna Tiberio di Dal Tramonto all’Alba Pub di San Vito Chietino (Chieti), Simone De Matteis di White Rabbit di Roma e Giuseppe Rossetti di Be Steak The Burger Bar di Rho Fiera (Milano).

    Ingredienti a sorpresa

    Mentre nelle semifinali i concorrenti hanno preparato proprie ricette originali sul tema dell’hambuger in panino, i tre finalisti hanno dovuto improvvisare e preparare in poco tempo una ricetta basata su un hambuger Baldi Carni in un pane speciale Lantmännen Unibake, arricchito con un dressing Hellmann’s Unilever Food Solutions e (a scelta) nove ingredienti a sorpresa contenuti in una mistery Box: aloe vera, cavolo rosso riccio, tofu, uova di quaglia, petali di rosa, formaggio al vino, speck di anatra, essenza di bergamotto, noci Pecan. A valutare con votazione ponderata le preparazioni dei semifinalisti è stata, oltre a una giuria popolare estratta tra i partecipanti alla fiera Beer Attraction, una giuria di dieci esperti di settore come Roberto Arthemalle (catena Birrerie Spiller-Forst), Antonella Avvinti (Food Truck Queen Agency), Giulia Brandi (concorrente Masterchef 6), Fabrizio Camer (chef eventi Fic), Pietro Roberto Morone (chef vicepresidente Fic per il Sud Italia), Paola Bogataj (food engineering), Marco Scardigli (catena Löwengrube Bierstube), Viviana Simeoni (catena Roadhouse Restaurant) e il giornalista Rodolfo Guarnieri (Bargiornale). R.G.

Sartoria 33 dove il cocktail è “cucito” su misura

1933, anno cardine alla fine del quale gli Usa mostreranno importanti segni di ripresa dopo la grande crisi economica e il proibizionismo giungerà al termine; da allora fiumi di spirits miscelati da una nuova generazione di bartender tornano finalmente ad allietare le serate degli americani. La gente ricomincia ad uscire, Broadway si ripopola e le donne sfoggiano abiti eleganti cuciti su misura per loro! Proprio questi, sono i concetti in cui, quasi novant’anni, dopo getta le sue radici Sartoria 33, il nuovo locale che ha aperto di recente i battenti a Massa portando un nuovo fomat nella città toscana e offrendo un servizio dedito all’accoglienza completa con cocktail sartoriali cuciti ad hoc in tutto e per tutto sui gusti di ogni singolo cliente.

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    Sartoria 33 si trova in Via Cavour 36 a Massa e nasce da un’idea di Marco Macelloni e Tommaso Blandi, il nuovo locale, figlio concettuale del Franklin 33 che tanto successo ha riscosso a Lucca, si propone di offrire, nei suoi 150mq con circa 50 posti a sedere e più di 200 referenze in bottigliera, un servizio cocktail tailor-made a tutto tondo. «L’arte della mixology non è molto diversa dal percorso della sartoria: è importante saper prendere le misure giuste e trovare un vestito che calzi a pennello ed esalti le forme del cliente. È quindi questo il nostro spirito – racconta Macelloni- i bartender divengono sarti e confezionano pezzi unici. Sartoria 33 ha come base fondante l’idea di creare cocktail ad hoc per ogni palato, mischiando gli ingredienti e facendo indossare “il gusto” a tutti coloro che vorranno sperimentare».

    L’idea dietro Sartoria 33, richiamata abbondantemente anche nell’insegna e nell’arredamento, non lascia spazio all’autocelebrazione o agli esercizi di stile del bartender ma punta sul fatto che avendo ogni potenziale cliente gusti differenti, personali o dettati dall’umore della giornata, sia compito di chi sta dall’altra parte del bancone fare in modo che il cocktail si avvicini il più possibile alle sensazioni che il cliente cerca nel drink. Ed è cosi che i bartender di Sartoria 33, guidati dai dettami del cliente, ricreano in forma liquida i desideri dello stesso. Per i più indecisi, per coloro che necessitino o vogliano un indicazione, il locale ha in carta anche 12 signature drink, ma anch’essi, una volta ispirato il cliente, in accordo con la filosofia del locale, possono essere addolciti, inaspriti, smontati e ricomposti per venire incontro alle sue esigenze, perchè il cliente nel locale è il protagonista assoluto. Un esempio? Il Bartailor Sour, con sciroppo di amarene, succo di limone, Gin Plymouth Navy Strength 57°, albume d’uovo e gocce di bitter all’arancia; il cocktail, esattamente come un vestito, può essere modificato secondo il gusto del cliente, usando le parole dello stesso Macelloni: «Lo vuole meno forte? Userò un gin meno importante! Lo vuole più dolce o più aspro? Aumenteremo le dosi dello sciroppo o del limone! Le piacerebbe ma è vegano e con l’uovo no? Non c’è problema, siamo qua apposta, usiamo l’acqua faba»

    Cocktail bar con annessa aula di formazione

    Sartoria 33 non è solo cocktail bar ma anche formazione, nasce infatti di pari passo con il locale anche una scuola, che si propone però di innovare il concetto classico di corso di mixology, una formazione che seguendo la filosofia del locale sia anch’essa su misura. «La nostra scuola, situata, in un spazio dedicato, all’interno del locale, infatti non offrirà i classici corsi da circa 30 ore in più livelli, ma proporrà un corso unico molto più lungo -racconta sempre Macelloni- ai partecipanti verranno fornite non solo tutte le skills necessarie ma anche la possibilità di studiare e conoscere a fondo ogni distillato con cui lavoriamo anche grazie a spiegazioni dettagliate e tasting dedicati». M.M.

Lo chef Eugenio Boer raddoppia: dopo Bu:r ora nasce Altriménti

Sono passati pochi mesi dall’apertura del suo main restaurant Bu:r – a giugno 2018 – ed ecco che Eugenio Boer fa il bis, sempre a Milano (per la precisione in via Monte Bianco 2/A, a due passi dal moderno distretto Citylife). Si chiama Altriménti il nuovo ristorante dello chef italo-olandese, creato in collaborazione del suo storico maître e sommelier, Damian Piotr Janczara; insieme ai due anche Lorenzo Galletti e Leonardo Nardella, due affezionati clienti che ora sono diventati soci di Eugenio e Damian. L’idea di fondo è quella di offrire un locale accogliente e intimo, informale ma curato fin nei dettagli, dove la clientela possa sentirsi libera di entrare per consumare un intero pasto o semplicemente un buon piatto e un calice di vino. «Abbiamo deciso – dice lo chef – di non proporre un menu degustazione, non vogliamo imporre nulla di preimpostato ai nostri ospiti».

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    Tre le sale del ristorante – progettato dallo studio Offstage – suddiviso in tre differenti aree: dall’ingresso con una zona bar si accede alla sala principale (35 coperti), dove spiccano una settantina di stampe tra alcuni dei più noti illustratori contemporanei; sala che termina in una zona privé (20 coperti), un ambiente a sé dove, su prenotazione, il cliente ha la possibilità di avere a disposizione un cameriere riservato. Salendo pochi gradini si accede alla veranda (20 coperti), con vista sui giardini di piazza Amendola. Infine, nel seminterrato si trova la cantina, dotata di un tavolo vip per soli 6 ospiti, per eventi esclusivi. Quanto alla cucina di Boer, coadiuvato dal resident chef Marco Annunziata (formatosi alla scuola di Andrea Berton), da Altriménti il menu privilegia la stagionalità e la filiera corta ed è diviso in tre differenti sezioni: Verdure, Carni, Pesci (a cui si aggiunge la lista dei dessert).

    Una carta che accontenta tutti, vegetariani compresi

    All’interno di ogni sezione, composta da una decina di proposte, l’ospite può scegliere tra antipasti, primi e secondi, decidendo se seguire un percorso tematico o combinare piatti appartenenti a sezioni diverse. Ad esempio, il menu proposto nei primi giorni di vita del locale contempla ad esempio la pasta e fagioli con cardoncelli e datterini e il cavolo cappuccio con yogurt e senape, il maialino con uva fragola e rapa bianca, il risotto alla milanese con ragù di vitello. gli spaghetti alla chitarra con cozze, pomodoro e limone e il polpo con giardiniera, pane e rosmarino. La cantina, ancora in fase di completamento, annovera un totale di 250 etichette fra le quali trovano largo spazio piccole realtà produttive e “vignerons” indipendenti. M.B.

Consumi fuori casa ok, ma preoccupa l’elevato turn over

La mappa tricolore del fuori casa si arricchisce di nuovi numeri. Sono quelli del Rapporto Ristorazione 2018 di Fipe che delineano un quadro di sostanziale ottimismo soprattutto per quanto concerne l’andamento dei consumi alimentari fuori casa, ormai attestati sul 36% dei consumi alimentari complessivi, con un valore aggiunto di 43,2 miliardi di euro, rafforzando la tesi che vede gli italiani come un popolo a cui piace “stare fuori” e frequentare locali. Resta molto elevato il turnover imprenditoriale: nel 2017 hanno cessato l’attività oltre 25.780 imprese, evidenziando però un leggero trend di miglioramento, erano infatti oltre 26.770 le imprese cessate nel 2015.

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    A dicembre del 2017 risultano attive oltre 333.640 imprese nel settore servizi di ristorazione. La Lombardia è la prima regione per presenza di imprese del settore con una quota sul totale pari al 15,3%, seguita da Lazio (11,1%) e Campania (9,6%). La ditta individuale resta la forma giuridica prevalente soprattutto nel Mezzogiorno dove la quota sul totale raggiunge soglie che superano il 70% delle imprese attive. Il bar si conferma uno dei pilastri della rete dei pubblici esercizi con 149.154 imprese, i cui due terzi si concentrano in sei regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania. I ristoranti risultano, invece, 181.317: formula il cui peso aumenta di anno in anno in quanto consente agli imprenditori del settore margini di manovra più ampi rispetto al bar in termini di offerta (pensiamo, ad esempio, al successo delle formule bistrot che integrano somministrazione e cucina). Dunque, oltre la metà dell’offerta horeca (54,3%) è riconducibile all’universo dei ristoranti all’interno del quale vengono però incluse anche  pasticcerie e gelaterie. I due terzi dei “ristoranti” sono con servizio, mentre le formule take away rappresentano circa il 20% del totale. Come abbiamo visto, l’altro blocco d’offerta è rappresentato dai bar (44,7% del totale) e il resto (1%) è rappresentato dalla fornitura di pasti preparati: un settore, quest’ultimo, dove sono attive le mense e le imprese di catering. Non meno interessanti sono i numeri sui flussi imprenditoriali: complessivamente nel 2017 hanno avviato l’attività 13.985 imprese mentre circa 25.700 l’hanno cessata. Il saldo risulta negativo per oltre 11.000 unità. Consistente, in particolare, il turn over nelle imprese che operano nel comparto bar: nel 2017 hanno avviato l’attività 6.335 imprese e circa 12.000 l’hanno cessata: un saldo negativo per 5.644 unità. Per quanto riguarda, infine, il comparto ristoranti, nel 2017 hanno avviato l’attività 7.536 imprese e più di 13.000 hanno chiuso, con un saldo negativo di oltre 6.000 unità. C.B.

Frutta e Vai!, il benessere secondo Valfrutta

L’onda lunga del benessere al bar non si ferma. E non passa giorno che il portafoglio prodotti dei pubblici esercizi nostrani non si arrichisca di nuove referenze che fanno riferimento all’universo del wellness alimentare. È il caso ad esempio di Valfrutta Frutta e Vai!, brand di Conserve Italia specializzato nella produzione di succhi di frutta e vegetali. Si tratta di una linea di frutta secca in 4 referenze Vegan OK nel formato monodose da 25 g, pensata per il consumo on the go. Le linea, che risponde in particolare alle richieste dei consumatori che  esprimono un crescente apprezzamento per la frutta secca senza guscio e per la frutta essiccata/disidratata, si compone di due gusti classici e due mix di frutta secca: Noci sgusciate ricche di Omega 3, utili per la salute dell’apparato cardiovascolare e contro le infiammazioni, Mandorle sgusciate ricche di vitamina E che protegge la pelle con un’azione antiossidante, Student mix (con cocco, ananas, mandorle, mirtilli rossi, uvetta) fonte di fibre necessarie per una buona salute intestinale e Mix benessere (con mandorle, arachidi, mirtilli rossi, goji) fonte di proteine, essenziali per il buon funzionamento dell’organismo.

Un pratico espositore in metallo

Per favorire l’acquisto d’impulso, le quattro referenze sono collocate su un pratico espositore in metallo pre-ricaricato, di dimensioni ridotte e pensato per un posizionamento razionale sui banchi dei bar, che viene fornito direttamente da Valfrutta con 12 bustine per singolo prodotto, per un totale di 48 pezzi. Sarà possibile ricaricare l’espositore ordinando il cartone ricarica monoreferenza da 24 pezzi. G.S.

0
25
gr.

Il formato monodose con 2 gusti classici e 2 mix di frutta

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12

Bustine per ogni referenza nell’espositore

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4

Le referenze
Frutta e Vai!,
tutte Vegan OK

Con Splash Festival la cultura del bere in scena a Bari

Cultura del bere, innovazione e accoglienza. Questi i valori che si impegna a promuovere “Splash – Beverage & Hospitality Festival”,  giunto alla sua quarta edizione, la seconda consecutiva a Bari dopo quelle di Molfetta e Monopoli. L’evento organizzato da Bar Project Academy e in collaborazione con più di trenta partner, si terrà presso la Fiera del Levante dal 10 al 13 marzo, e si svolgerà nel contenitore di Levante Prof., che da sei anni promuove il made in italy in ambito tecnologico e enoagroalimentare. Tutti gli operatori del settore potranno inoltre accreditarsi, richiedendo il biglietto invito di Splash festival  che da accesso oltre che all’evento anche alla fiera Levante Prof. al prezzo di 3 euro contro i 15 dell’ingresso intero.

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    Il tema cardine di Splash 2019 ruoterà intorno a “il beverage nella ristorazione”,  attraverso dibattiti, educational, workshop e speech di giornalisti, esperti e ospiti internazionali, ci si chiederà se sia possibile accompagnare un pasto con un buon cocktail e si discuterà su quali nuove frontiere si stiano aprendo e si apriranno in futuro nella ristorazione per il mondo della mixology. Tra gli ospiti attesi a Bari il campione di flair Vitaly Kolpin e il massimo esperto di miscelazione futurista Fulvio Piccinino ma anche Diego Melorio del Quantobasta di Lecce, Tommy Colonna del Gran Caffè Gambrinus di Gravina, Nicola Milella dello Speakeasy di Bari, Gianni Dell’Olio del Contrabar di Bisceglie e Alex Frezza de L’Antiquario di Napoli oltre a due chef stellati come Maria Cicorella del Pashà di Conversano e Angelo Sabatelli dell’omonimo ristorante di Putignano.

    Al centro la cultura del beverage

    Ma oltre a quelle di bartender e chef non mancheranno le voci autorevoli della carta stampata di settore tra cui il responsabile delle iniziative speciali di Bargiornale, Stefano Nincevich che, oltre a parlare di comunicazione nel mondo del beverage, presenterà il suo libro Cocktail Safari (Edizioni Tecniche Nuove), un vero e proprio viaggio di esplorazione nel selvaggio mondo dei cocktail di tutti i tempi.Lo Splash Village sarà una vero e proprio “villaggio nella fiera” con 21 stand, un’area business, tavolini e un palco, il tutto sarà animato da esposizioni, degustazioni, esibizioni, dibattiti e attività esperienziali oltre a “Strir it up” una competizione di coffee-mixology in cui diversi bartender selezionati si sfideranno creando nuovi signature a base di caffè ma… non per forza e non solo. Infatti la competizione, divisa in quattro fasi, ruoterà intorno alla fantasia e al solo talento dei bartender che dovranno cimentarsi nell’ordine con una tasting rolulette, con il cocktail più ordinato da sempre il “Fai tu” e con l’improvvisazione a scatola chiusa prima nella preparazione di un cocktail con ingredienti misteriosi per un momento specifico della giornata e poi con un drink da abbinare ad un piatto che scopriranno solo al momento della prova. M.M.

Quanto manca?

Aperitivi&Co Experience torna a Milano per la sua 6° edizione

La sesta edizione di Aperitivi&Co Experience, l’evento trade dedicato al mondo degli aperitivi e dintorni, che da 6 anni racconta i trend della moderna mixology con fatti, numeri, know how ed esperienza sul campo (più di 10.000 visite totali nelle edizioni precedenti), torna a Milano il 24 e il 25 marzo, nella sede storica degli eventi di Bartender.it in Via Giacomo Watt 15, dopo la parentesi emiliana dell’anno precedente, in cui Aperitivi&Co Experience sbarcò presso il Fico Eataly Word di Bologna.

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    Anche quest’anno la due giorni organizzata da Bartender.it  dedicata alla grande tradizione liquoristica italiana e internazionale porterà i suoi ospiti nel variegato mondo del bar contemporaneo, fatto di liquori, vermouth, amari, bitter, cordiali, creme, elisir e grappe. Come sempre, il focus sarà concentrato su elementi quali l’artigianalità e territorialità dei prodotti, concetti, oggi più che mai, fondamentali per rimanere al passo con la moderna mixology.

    Degustazioni, seminari tematici e tanta formazione

    Durante l’evento saranno presenti diverse aree con degustazioni gratuite, cocktail bar e seminari tematici sul mondo degli spirits dove l’esperienza e i prodotti italiani incontrano quelli stranieri. Come The School un area sul cui palco si alterneranno alcuni grandi ospiti in un contesto differente da quello abituale; dando vita a delle vere e proprie lezioni frontali  dedicate a piccoli gruppi di fruitori previa registrazione o pagamento. Non mancheranno, come nelle precedenti edizioni, le aree Main Bar e Branded Seminars, La prima dedicata a tutti coloro i quali vogliano testare in miscelazione i prodotti assaggiati ai corner espositivi delle aziende. La  seconda è invece a disposizione delle aziende che vogliano presentare e promuovere il proprio brand attraverso degustazioni guidate, organizzare tavole rotonde, ospitare personaggi internazionali e proporre i propri cocktails.

    Una “bottega” dove fare shopping di spirits italiani

    Novità di questa edizione è invece l’evoluzione dello shop che diventa da quest’anno Bottega Liquors&Spirits uno spazio completamente nuovo legato a doppio filo con la Bottega Liquori&Spiriti di Fico Eataly World a Bologna, in cui sono venduti tutti i liquori e i distillati esclusivamente italiani, e al nuovo progetto e-commerce di Bartender.it. L’appuntamento è per domenica 24 marzo (dalle 12.00 alle 20.00) e lunedì 25 marzo (dalle 11.00 alle 20.00). I biglietti possono essere acquistati on-line scontati al prezzo di 10 euro per un ingresso e 15 per entrambe le giornate, mentre all’ingresso costano 15€ per la singola giornata e 20 € per i due giorni. All’evento saranno presenti diversi ospiti d’eccezione, grandi personalità del mondo della mixology tra i quali Luca Cinalli, Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Dario Comini che si alterneranno nelle varie aree della manifestazione (leggi il programma sul sito). M.M.

Quanto manca?

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