
Metti insieme un'antica distilleria, un'università e una buona idea: applicare la ricerca al bar. Il risultato è Campus Alchemist è una nuova linea di liquori, cordiali e bitter (sette al momento i prodotti già in linea), con un occhio di riguardo al low alcohol, realizzati applicando un'innovazione di processo nel recupero dei vegetali di scarto. Tutto nasce dal progetto I-Pro Med, a cui partecipano l'azienda liquoristica Distillatori Russo 1899, il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Salerno di Fisciano e Gelati Alhoa. L'obiettivo e valorizzare in distillazione le risorse del territorio, grazie all'upcycling.
Bucce, foglie e parti secondarie dei frutti, che normalmente vengono esclusivi dai processi produttivi, sono stati quindi studiati, analizzati, estratti e trasformati in sette distillati con profili aromatici ben definiti.
Determinante la sezione delle botaniche, tutte radicate nel territorio salernitano e più in generale campano e scelte per il loro potenziale in miscelazione. «La linea Campus Alchemist è il risultato di un percorso di ricerca che abbiamo scelto di intraprendere con l'Università di Salerno, perché rappresenta perfettamente il nostro modo di progettare i prodotti Russo 1899. Parliamo, quindi, di valorizzazione delle materie prime, innovare e raccontare le storie legate ai territori campani, portando tutto questo in ogni sorso nei nostri liquori», dice Vincenzo Russo, amministratore unico dell’azienda campana, giunta alla terza generazione.
Per ogni singolo ingrediente, non solo il giusto processo di valorizzazione in distilleria, ma anche qualche idea per l'utilizzo in miscelazione. Il carciofo di Auletta, per esempio, restituisce un amaro secco e vegetale, ideale per twist su classici come Americano e Negroni. La melagrana di Paestum introduce una componente fruttata e leggermente tannica, perfetta per cocktail low alcol e Spritz. Meno convenzionale, il rusco, conosciuto anche come pungitopo, che porta nel bicchiere note balsamiche e boschive, adatte a miscele strutturate. Il finocchio di San Valentino Torio, fresco e anisato, lavora bene come elemento in cocktail clear e aperitivi. Il pomodoro San Marzano dell’Agro Nocerino-Sarnese, infine, può essere utilizzato come ingrediente per un Bloody Mary, oppure con cocktail sapidi e pairing con distillati bianchi e vermouth secchi.
Questi prodotti, insomma, si prestano a preparazione trasversali che vanno dalla creazione di grandi classici a signature cocktail. «Sono stati fatti sicuramente altri progetti simili in campo agro-alimentare, ma penso che questo sia il primo che sia stato fatto focalizzandosi su distillati», precisa Russo. Ognuna delle sette bottiglie create racconta una filiera, un recupero, una scelta consapevole, che è stato in grado di coniugare ricerca, territorio e miscelazione a basso impatto ambientale.