
Una filiera come quella dei grossisti alimentari e di bevande è una realtà complessa, che coinvolge diversi ministeri, associazioni, organizzazioni. I numeri, raccontati da AGroDiPAB Horeca, l’associazione nazionale che da cinque anni aggrega le aziende della distribuzione alimentare, ci parlano di un comparto da 107,1 miliardi di euro di fatturato e 1,5 milioni di addetti. Come si fa a mettere insieme le istanze di una realtà così variegata? Per questo AGroDiPAB Horeca si è fatta promotrice per la costituzione di un Tavolo nazionale della Filiera horeca, con una presentazione ufficiale, lo scorso 19 febbraio alla Camera dei Deputati, che ha coinvolto rappresentanti politici e istituzionali. Il tavolo pensato da AGroDiPAB (al vaglio degli uffici del Ministero delle imprese e del Made in Italy) dovrà riunire al suo interno i diversi ministeri competenti (oltre al Mimit, i ministeri della Sovranità alimentare, del Turismo, del Lavoro e della Salute), ma anche le principali organizzazioni della produzione agricola, dell'industria alimentare e della distribuzione e degli esercizi horeca, assicurando che anche la voce delle piccole e medie imprese e delle realtà di nicchia non resti inascoltata.
«La mission del tavolo di filiera - ha commentato Giuseppe Maria Arditi, presidente di AGroDiPAB horeca - è tutelare la pluralità del mercato attraverso una rappresentanza unica, forte e credibile, che superi la frammentazione operativa della filiera e che porti al centro del dibattito soluzioni tecniche concrete, come l'interoperabilità dei sistemi e la formazione certificata dei nostri addetti». Un punto centrale della proposta riguarda l’operatività del tavolo, che si articolerà in Commissioni tecniche settoriali permanenti: dalla semplificazione normativa, alla sostenibilità ambientale e innovazione digitale.


