
Scherziamo un po’, con Luca Argentero, e gli chiediamo se il modello a cui si ispirano lui e i suoi soci in Sodamore sia quello di Tequila Casamigos, fondata dalla star di Hollywood George Clooney e due suoi amici di lunga data nel 2013, quasi per gioco, e poi venduta a Diageo nel 2017 per una cifra vicina al miliardo di dollari. «Io e un altro socio ci consideriamo inguaribili startupper e siamo molto contenti dei risultati di questo primo anno – racconta l’attore quando Bargiornale lo incontra a Beer & Food Attraction -. Nella nostra idea c’è anche la scalabilità del progetto, abbiamo anche appena chiuso un round di finanziamento con un fondo. Quanto ai miliardi, non so…. (sospira, ndr)».
Sodamore è stata lanciata sul mercato a ottobre 2024; è una sparkling soda con cinque ingredienti (sambuco, camomilla, mirtillo, succo d'uva e rabarbaro) e una immagine di marca che ammicca ai consumatori più giovani e attenti a un consumo consapevole e no alcol. L’idea dei fondatori è di proporre una bevanda «pensata per chi sceglie lucidità, equilibrio e autenticità come forma d’amore verso sé stessi e verso gli altri, rompendo lo stereotipo che il “senza alcol” equivalga a “noioso”».

La gamma si allarga
La gamma si è poi ampliata e oggi comprende anche un vino bianco dealcolato, Whitelover, le birre analcoliche Beerlover (La Bionda e la referenza appena lanciata, l’ambrata Beerlover La Rossa). Fresche di presentazione anche Summer Crush, un’altra soda a base di limone, mango, salvia e sciroppo di dattero, e Cola Spark, con ginseng e sciroppo di dattero. Argentero e soci (la sorella Francesca Argentero, Giovanni Rastrelli, Emanuele Boero e Michele Corino) hanno iniziato a sondare il mercato del fuori casa partecipando a Beer & Food Attraction in febbraio, e per l’occasione Luca ci ha anticipato i lanci dei prossimi mesi. Ci sono anche un bitter e un amaro.

Luca Argentero: «Entro l'anno un bitter e un amaro»
A che cosa state lavorando tu e i tuoi soci?
A un vino frizzante dealcolato, con l’obiettivo di evitare di sopperire alla mancanza di alcol con una dose extra di zucchero. Stiamo andando in una direzione molto interessante. Arriverà un’altra referenza di birra e un amaro, che sarà un infuso d’erbe senza alcol. Anche qui stiamo lavorando per ottenere un'esperienza più simile possibile a quella di un amaro alcolico, ed è tutta questione di viscosità del prodotto. Ultimo nostro obiettivo è il bitter, prodotto su cui crediamo molto perché con la bolla e il bitter possiamo arrivare a proporre uno spritz anacolico. Quest’ultimo al momento è in stand by, mentre con amaro e vino frizzante siamo a buon punto. Per la fine del 2026 vogliamo arrivare ad avere il listino completo.

Ci racconti come è nata l’idea di Sodamore?
Nasce da un'esperienza personale, stavo prendendo farmaci per una brutta ernia alla schiena e per tre messi non ho potuto bere alcol. Davanti allo scaffale dei soft drink e degli analcolici non trovavo quello che cercavo. E quindi, un po' per ridere, un po' per scherzare, ho iniziato a fare da solo, mischiando sciroppo di zenzero e acqua gasata. Poi, con l’amico Giovanni Rastrelli che si è occupato per un periodo della sua vita di un birrificio artigianale, abbiamo iniziato a ragionare sul prodotto. All’inizio avevamo sottostimato l’impegno, lo sforzo necessario in fase di ricettazione si è rivelato enorme perché volevamo creare un gusto che non esisteva e farlo con pochissimi ingredienti.
Quanto ci è voluto?
Un anno, e poi sono arrivati tutti gli altri aspetti da affrontare: logistica, distribuzione, gamma, marketing… Ora finalmente ci presentiamo, per la prima volta, a una fiera con un listino strutturato, pronti a sederci al tavolo con i distributori sapendo di cosa parliamo, sostenibili, finanziati, quindi con dei soldi da investire. Abbiamo dato rotondità al progetto.
Il brand è costruito tutto attorno al concetto di amore…
Noi vendiamo l’idea di prendersi cura di sé. E di innamorarsi delle persone per quello che sono, non di una loro versione edulcorata o alterata dall’alcol. Se ti vuoi innamorare di me, ti devi innamorare di Luca alle dieci del mattino, che va a lavorare, è arrabbiato, ha tutti i problemi del mondo. Non voglio demonizzare l’alcol, però nella nostra cultura la narrativa sul consumo dell'alcol è un po' fallace o molto vecchia. Se io mi presento a un evento con in mano dell'acqua, mi chiedono se sto male. Se sono una donna, chiedono se sono in gravidanza. È ancora poco accettato, culturalmente, essere in socialità e non bere. Ecco, noi vogliamo rompere lo schema per cui se rinunci all’alcol rinunci al gusto. Per questo abbiamo lavorato tanto sui prodotti.


