
Cresce la richiesta di vini identitari e territoriali, che possano raccontare una storia autentica, ma anche attenzione verso la sostenibilità e le pratiche agronomiche responsabili: sono queste le linee guida che sta seguendo Partesa, azienda di distribuzione attiva soprattutto nell'horeca, nello scouting delle nuove cantine da inserire nel suo portfolio, in cui si consolidano tanto i segmenti premium quanto le produzioni di nicchia, con una maggiore curiosità verso vitigni autoctoni e territori meno battuti. Da Pantelleria ai Colli Tortonesi, passando per Sardegna, Chianti Classico e Alto Adige: le cinque nuove cantine entrate nel portfolio Partesa interpretano alcuni dei trend più attuali del mercato e sentiti nella ristorazione. Si tratta di Abraxas, Oskiros, Podere Poggio Scalette, La Stellara e Gottardi, un viaggio da Sud a Nord che si integra in una proposta che già conta oltre 130 produttori non solo italiani, ma anche provenienti da Europa e Stati Uniti.
Con i suoi 40 ettari sull’isola di Pantelleria, Abraxas è oggi una delle aziende vitivinicole più estese del territorio. Di proprietà della famiglia Scudieri, la cantina coltiva Zibibbo, da cui nascono Passito di Pantelleria Doc e bianco secco, accanto a varietà come Nero d’Avola, Syrah e Nerello Mascalese. La consulenza enologica è affidata a Riccardo Cotarella e Pierpaolo Chiasso. Da un'isola all'altra, in Sardegna troviamo Oskiros, che racconta le caratteristiche della regione attraverso tre territori distinti: Oschiri, Arborea e Mogoro. Qui prendono vita il Vermentino di Gallura Docg, il Cannonau di Sardegna Doc e il Semidano, coltivati con un approccio rispettoso e concreto. Accanto ai vini fermi, il progetto si arricchisce della linea Antonys, dedicata agli spumanti metodo classico in affinamento sui lieviti fino a 36 mesi.
Torniamo sul continente, partendo dalla Toscana, o meglio dal Chianti, dove il Podere Poggio Scalette, è una realtà da 40 ettari localizzata a Ruffoli, nel comune di Greve in Chianti, di cui 15 vitati tra i 400 e i 600 metri s.l.m., con una prevalenza di Sangiovese. Accanto al Chianti Classico Docg, l’azienda della famiglia Fiore produce etichette come Il Carbonaione, Chiara Aurora, Capogatto e Piantonaia, espressioni di un terroir unico nell’Alta Valle della Greve. Andiamo quindi in Piemonte, dove La Stellara è situata nel cuore dei Colli Tortonesi, a Volpedo. La Stellara è una cascina storica rinata grazie alla visione di Simona Garbarino e Lorenzo Montobio. Con 15 ettari vitati dedicati principalmente al Timorasso e l’esordio con l’annata 2024, l’azienda punta a esprimere l’identità del Derthona con eleganza e precisione stilistica. La scelta del tappo a vite testimonia l’attenzione alla qualità e alla preservazione aromatica. Infine, saliamo in Alto Adige, a Mazzon, nel cosiddetto “Paradiso del Pinot Nero”, dove la famiglia Gottardi, oggi alla terza generazione, coltiva dal 1986 nove ettari dedicati esclusivamente a questo vitigno. Un microclima unico e una scelta produttiva radicale – dal 2010 solo Pinot Nero – hanno reso la cantina Gottardi un punto di riferimento per eleganza, finezza e capacità di invecchiamento.

«Con queste cinque nuove cantine italiane continuiamo a investire su territori iconici e su progetti di forte personalità – commenta Alessandro Rossi, national category manager wine di Partesa -. Il mercato oggi premia autenticità, coerenza e qualità riconoscibile. Il nostro compito è selezionare produttori che sappiano interpretare i trend contemporanei senza perdere il legame con le proprie radici, offrendo ai professionisti dell’horeca una proposta distintiva e ad alto valore aggiunto».


