
Nell’anno del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, salta sempre di più all’occhio l’importanza degli ingredienti che la compongono. Primo fra tutti, l’olio extravergine d’oliva, da sempre alla base della dieta mediterranea (già patrimonio Unesco anche quella, dal 2010) e ingrediente irrinunciabile per la cucina di qualità. Un vero e proprio marcatore identitario, che unisce territori e tradizioni e che è reso straordinario dalla biodiversità del nostro suolo: in Italia si contano oltre 500-700 cultivar di olive autoctone, il patrimonio olivicolo più ricco al mondo, che rappresenta circa il 40-42% delle varietà globali e che dà luogo a circa 50 varietà riconosciute: 42 Dop e 8 Igp. Non solo, rilevante anche il numero di aziende coinvolte, con oltre 4.200 frantoi attivi, 619mila imprese olivicole e una superficie in produzione di olive da olio che supera 1,04 milioni di ettari, la filiera olivicola italiana si conferma un comparto strategico per il nostro Paese e un’eccellenza a livello internazionale.
E che a sua volta coinvolge il mercato dell'horeca più di quanto ci si possa immaginare. L'olio extravergine d’oliva non è più un ingrediente da utilizzare nel segreto delle cucine di bar e ristoranti, ma un potente strumento di posizionamento culturale e qualitativo, capace di valorizzare l'offerta da parte dei pubblici esercizi. Un modo per raccontare l’attenzione alla filiera, al legame con il territorio e alla volontà di offrire un’esperienza autentica e consapevole. Dal pane all’aperitivo, l’olio extra vergine assume un ruolo sempre più centrale, trasformandosi da condimento “dato per scontato” a protagonista riconosciuto, capace di generare valore, narrazione e identità.
In questo contesto, si innesta, per il secondo anno consecutivo, l’appuntamento con la rassegna Evolio Expo 2026, la fiera di riferimento dedicata all’olio extravergine d’oliva, in programma da giovedì 29 a sabato 31 gennaio alla Fiera del Levante di Bari, patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Non una collocazione casuale, se pensiamo che la Puglia guida la classifica nazionale per superficie in produzione con 330.800 ettari (31,5%), seguita da Calabria (181.094 ettari; 17,3%) e Sicilia (143.070 ettari; 13,6%).
Nelle tre giornate di fiera, oltre alla presenza di 150 espositori, 20 associazioni, enti e istituzioni e circa 50 buyer internazionali dei settori Gdo, retail e horeca, provenienti da 16 Paesi, Evolio sarà l’occasione per approfondire le tematiche legate all’olio extravergine d’oliva, con un programma di oltre 100 convegni, talk ed eventi che affrontano i principali temi strategici del settore: dall’innovazione alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla salute, fino alla valorizzazione culturale e gastronomica dell’olio extra vergine di oliva. E, proprio rimanendo su questo tema, la fiera sarà anche l’occasione per partecipare a laboratori e momenti di degustazioni dedicati, per approfondire la varietà olivicola italiana e il suo imprescindibile legame con la cucina.
«Evolio Expo è una fiera B2B che abbiamo fortemente voluto, perché era necessario che la Puglia diventasse il tavolo di concertazione dell’olio extravergine italiano - ha detto Gaetano Frulli, Presidente di Nuova Fiera del Levante -. La nostra regione rappresenta il 50% della produzione olivicola nazionale e può contare su una filiera competente, con capacità consolidate e radici profonde. Sebbene la manifestazione sia nata come biennale, grazie al supporto di Senaf, della Regione Puglia e di numerosi professionisti del settore, presentiamo la sua seconda edizione, che rafforzerà ulteriormente il ruolo della Puglia come capitale dell’olio extravergine di qualità». Gli risponde Silvia Casaglia, Project Manager di Evolio Expo: «Questa manifestazione è nata nel 2025, con l’obiettivo di creare uno spazio di riferimento per l’intera filiera olivicola-olearia italiana. Il grande successo dello scorso anno ha confermato il valore della nostra visione. Ora, il nostro obiettivo è continuare ad accompagnare le imprese nel loro percorso di crescita, creando connessioni significative e contribuendo alla costruzione di una visione condivisa per il futuro del comparto».


