Un’estate (buona) salverà la birra?

Nel canale fuori casa, il mercato della birra vale circa 4,6 miliardi di euro, per 0,5 miliardi di litri e registra un calo pari a -3,6% a volume e un trend stabile a valore (anno terminante marzo 2015 rispetto ai 12 mesi precedenti). Stando alle rilevazioni che Nielsen compie su tutto il territorio nazionale, la birra confezionata rappresenta il 53% dei volumi e il 42% a valore. Contestualmente, la spina rappresenta il 47% dei volumi e il 58% del valore. Leggermente più negativo il trend a volume di quest’ultima rispetto alla confezionata (rispettivamente -5,4% vs -2,0%, anno terminante marzo 2015). Per entrambi i segmenti, il trend a valore è sostanzialmente stabile.

A livello di canali, i bar (diurni+serali) producono il 54% della vendite a volume, la ristorazione il restante 46%. A livello di aree, la spina si caratterizza per una maggiore presenza al Nord, compresa l’Emilia Romagna (le Aree Nielsen 1 e 2 valgono il 74% delle vendite a volume), mentre la confezionata per una maggiore importanza del Sud (la sola Area 4 vale il 43% delle vendite a volume).

Puntare sulle specialità

Più nel dettaglio, il calo del segmento della birra confezionata (-2,0% la dinamica delle vendite a volume, -0,3% a valore) coinvolge tutti i canali: sia i bar (diurni+serali, -1,4%) sia i ristoranti (-2,8%). Da sottolineare che il trend riguarda tutto il territorio a eccezione dell’Area 2, che è l’unica a registrare un segno positivo (+3,2%).

Anche al calo della birra alla spina (-5,4% a volume, -0,4% a valore) partecipano entrambi i canali, ma in particolar modo il mondo bar (-6,9%). Tra le aree si conferma anche in questo segmento la dinamicità dell’Area 2 (+1,2%) rispetto al trend negativo di tutte le altre aree geografiche.

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