Un vestito per ogni ora

Strategie –

Il Salotto 42 di Roma cambia anima a seconda dei momenti della giornata e in ogni fascia oraria presenta offerte specifiche. Riuscendo così ad attirare diverse tipologie di clientela

Dieci anni di aperitivi, di cocktail, ma anche di lunghe giornate all’insegna del relax e dell’attenzione al cliente. Nato nel 2004, da un’idea di Damiano Mazzarella e della moglie, la modella Svedese Malin Persson, il Salotto42 si è immediatamente imposto sulla scena romana per la sua formula: locale versatile, di respiro internazionale, in una location invidiabile, in piazza di Pietra, proprio davanti al Tempio di Adriano. Un posto glamour, che ha compiuto il suo rodaggio dei primi anni imponendosi sulla piazza romana grazie alle frequentazioni dei suoi animatori nel mondo dello spettacolo e della moda.

Clientela internazionale
Oggi Mazzarella e consorte, pur essendo ancora nella proprietà, non sono più in sala. Il Salotto42 tuttavia è rimasto punto di riferimento per una clientela internazionale. Le redini del locale sono affidate agli altri tre soci: lo chef Nicolò Avogadro, Luca Celso, che si occupa di tutto ciò che concerne il divertimento e al bar manager Alberto Caleffi che negli ultimi otto anni ha impostato l’offerta del locale del centro storico in un’ottica camaleontica. Ogni fascia oraria ha il suo appuntamento e una differente anima, che inevitabilmente attira diverse tipologie di clientela.
Si comincia alle 10 del mattino, bypassando la classica colazione a base di cornetto e cappuccino. Si può ordinare un caffè, naturalmente, ma anche un bicchiere di vino o un cocktail mattutino, affidato alle mani esperte della barlady Jennifer, che si occupa del servizio diurno al bancone.
Alle 13 scatta la fase successiva, ovvero il pranzo, che si svolge attorno a un buffet proposto a 12 euro, con possibilità di refill, acqua profumata offerta, frutta e caffè inclusi. Piccola eccezione durante i weekend, quando il brunch è sì proposto a 20 euro, ma si presenta come un lunch arricchito dai classici del fine settimana, come le torte salate o i pancake, oltre a vari tipi di dolci.
Molto apprezzata la ricca proposta a base di raw food. Letteralmente, cibo crudo, anche se non si tratta semplicemente di questo, quanto di una pratica nata negli Stati Uniti e molto diffusa in Nord Europa, per cui le materie prime vanno manipolate il meno possibile per salvaguardarne la freschezza. Largo quindi anche alle cotture al vapore o a bassissima temperatura (la regola vorrebbe entro i 40 °C) e a piatti vegetariani, vegani e per celiaci.
Ma torniamo all’offerta settimanale che dopo il pranzo cambia ancora alle 15 quando è il tè a diventare protagonista con 40 tipologie diverse selezionate dal vicino negozio Namastèy. Non manca la possibilità di un calice di vino, mentre il tutto è completato da una ricca offerta di torte.

Aperitivo, vero momento clou

All’ora dell’aperitivo il Salotto42 raggiunge il suo apice. Il bar manager Alberto Caleffi descrive quest’orario come il momento in cui si riunisce al Salotto42 la sua “vera” clientela. «Gente elegante, che difficilmente si ferma al primo drink». Per lo più clienti fidelizzati, che apprezzano i cocktail in bicchieri vintage proposti da Caleffi e dalla sua squadra di bartender: in tutto in cinque a rotazione dietro al banco, fra cui i due talentuosi barman serali, le rivelazioni Gianluca Vino e Luca Di Carmine. Abbinato a un buffet finger food l’aperitivo si completa con alcune proposte speciali, come il plateau di ostriche, scampi e gamberi di Mazara del Vallo proposto al giovedì.
In tema di mixology, fra i cavalli di battaglia di questo locale, il Fior di Spritz, una versione bianca del drink di origine veneta con un liquore a base di fiori di sambuco che il Salotto42 fa realizzare con il suo nome in esclusiva da un produttore di Trieste. Il Moscow Mule qui si riconosce per la coppetta d’acciaio ghiacciata in cui viene servito e ha la particolarità di essere aromatizzata da una ginger beer fatta in casa. Capitolo a parte per la carta dei vini, orientata specialmente alla mescita (oltre 15, in media, le proposte al bicchiere). Grande attenzione, in particolare, a Champagne, Franciacorta e a qualche etichetta naturale selezionata sul territorio nazionale.

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