Un “prefabbricato” per cambiare look

Ristrutturazioni –

Studiata da Well Made Factory, Eco-Chic Lounge è una soluzione economica, ma di grande e sicuro effetto scenico per ridurre al minimo i lavori edili. Facilmente adattabile anche in ambienti “sensibili” come gli edifici storici

Coniugare lusso, ecologia ed economia. Missione impossibile? Allo studio Well Made Factory di Milano ci hanno provato elaborando un apposito modulo battezzato “Eco-Chic Lounge”. Presentato al Sia Guest di Rimini, il modulo è opera dell’architetto Michela Spinola che, insieme con l’arch. Giovanni Antonelli Dudan, ce ne ha illustrato le particolarità. Classe 1970, Michela Spinola si è laureata in architettura al Politecnico di Milano con indirizzo Urbanistico. Coordina per Well Made Factory (attiva dal 1995) la progettazione esecutiva per l’interior design, curando in particolare i progetti ispirati al wellness, dai centri uffici alle spa, ai locali pubblici.
«Abbiamo voluto dare una risposta - precisa Michela Spinola - a un’esigenza diffusa, quella di intervenire in ambienti già esistenti, difficili da toccare come locali storici e palazzi affrescati, magari vincolati dalle Belle Arti. Per questo motivo, abbiamo messo a punto un vero e proprio modulo facilmente ambientabile, costruito con uno “scheletro” realizzato in Mdf (compensato medium density) a cui vengono appese le pareti di fibra poliuretanica (Lycra), con caratteristiche funzionali ed estetiche. Questa struttura leggera, componibile e facilmente posizionabile, permette di non toccare i muri preesistenti, oltre a creare un indubbio effetto scenico, con l’applicazione dei punti luce dietro i teli. In questo modo le pareti possono anche essere impiegate come superfici per la retroproiezione di immagini o video spettacolari. Un modulo base da 100 mq completo di struttura in legno e teli in Lycra può costare dai 30 ai 40mila euro».

Una proposta facilmente integrabile

Il modulo è organizzato in tre zone. La prima è rappresentata da un banco bar per la somministrazione di eco-beverage ed eco-drink, da cooordinare a complementi d’arredo eco-oriented. La seconda zona è stata pensata come pick-point centrale per una sosta veloce, un punto d’incrocio informale con sedute e tavoli alti, illuminati da una fonte luminosa che, proiettata dall’alto, può variare d’intensità e colore. La terza zona riguarda l’area lounge vera e propria, dotata di sedute morbide e modulari, riconfigurabili secondo le esigenze, provvista di apposite sorgenti luminose di intensità più bassa rispetto alle altre due zone e dai colori più sfumati. Dedicata ai momenti di relax e wellness, quest’area può essere anche sonorizzata in sottofondo con un’apposita colonna musicale o con sonorità naturali come il soffio del vento o lo sciacquio dell’acqua corrente.
Il progetto Eco-Chic Lounge ha suscitato un certo interesse tra gli operatori di settore, tanto che è stata sviluppata un’applicazione come Caffè Futuro, un’evoluzione che si sviluppa su due differenti livelli, con temi futuristici ricorrenti come velocità, modernità e meccanicismo che trovano in questo progetto la loro location ottimale, con cambi frequenti di ambientazione, luminosità e situazioni.

Echi di esperienze internazionali
È dal 2002 che lo studio Well Made Factory è impegnato nel settore dei locali. Tramontata l’epoca di quelli seriali anni ‘80 e ‘90, Michela Spinola e Giovanni Antonelli Dudan si sono rivolti alle esperienze londinesi e newyorchesi che coniugano haute cuisine, high design e art cocktail. Sono così nati format di locali dove il food & beverage di qualità è proposto in ambienti raffinati, realizzati non solo in Italia, ma anche in città europee (Berlino) e del Medio Oriente (Abu Dhabi e Dubai). Tra le ultime realizzazioni, il lodge lounge Marghera 37 di Milano (2004), il cocktail bar B Cool di Milano (2005), i pizza club Tropi&Co nel Bergamasco (dal 2009), il bar del Politecnico di Milano (2010).

Formula Open
Caffè Futuro è l'evoluzione del modulo Eco-Chic Lounge ispirato ai temi del Futurismo. Con questa scelta si esce dall’ambito wellness per affrontare un’ambientazione più dinamica, con improvvisi cambi di ambientazione, musica, luci e suoni, in linea con l’imprevedibilità del movimento culturale
di inizio Novecento.

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