Un figlio d’arte sul tetto del mondo

Per quanto riguarda la pasticceria, non temiamo rivali: siamo i Campioni del mondo, un traguardo che l’Italia non raggiungeva dal 1997. È successo a Lione lo scorso gennaio, dove - durante il Sirha, salone internazionale della ristorazione e hotellerie - si è tenuta la finale della Coupe du Monde de la Pâtisserie e i nostri Forcone, Boccia e Donatone, sotto la guida dell’allenatore Alessandro Dalmasso, hanno portato a casa l’oro. Per la cronaca, al secondo posto si è piazzato il Giappone e al terzo gli Stati Uniti.

Se nel gruppo dei tre campioni Donatone e Forcone sono nomi noti nel ramo, la vera rivelazione è Francesco Boccia, solo 28 anni, ma un background professionale di tutto rispetto. Un iter, il suo, che comincia praticamente in culla, nella pasticceria di cui la famiglia è proprietaria da tre generazioni a Striano, 8mila abitanti alle falde del Vesuvio.

«Sono cresciuto in pasticceria - racconta - e via via mi sono appassionato a questo lavoro, seguito anche da mio fratello, che è bravissimo nei lavori artistici in zucchero. Crescendo ho iniziato a seguire fiere e competizioni, ma non è stato facile perché ero giovane e non avevo alcuna esperienza di gara. Perché una cosa è chiara: un conto è l’attività quotidiana, un altro è entrare nell’ottica di un concorso, che impone il rispetto di precisi tempi di lavoro e dove sei sottoposto a una tensione notevole. Ma il modo di lavorare in gara è un riflesso di quello che ti appartiene nella quotidianità e se sei abituato a lavorare in modo ordinato, ben organizzato e pulito parti già col piede giusto».

È servito un anno intero di allenamenti, che Francesco e il team hanno portato avanti in CastAlimenti (Bs), per arrivare al premio tanto sospirato. Un oro a cui si aggiunge l’assegno di 21mila euro, che pur essendo cospicuo non basta a coprire tutte le spese del team: sono risultati che richiedono sinergie e generosi sponsor a supporto.

A Lione il podio, ma dopo tante emozioni ed esposizione mediatica, cosa succede a un giovane professionista come Boccia, al ritorno a casa? «La vittoria sta portando dei cambiamenti nella mia vita professionale - dice Francesco -. Le idee ci sono: mi piacerebbe dare una nuova impostazione alla nostra attività. Da un lato mantenere il negozio storico e la sua produzione tradizionale, magari rinnovando il look del locale. Mi piacerebbe però anche aprire un nuovo punto vendita, meglio se in una città più grande, dove proporre pasticceria moderna, una produzione che mi interessa molto e che penso potrebbe sviluppare buoni volumi. Certo in questo momento storico non è facile concretizzare questi nuovi progetti, dobbiamo valutare bene le nostre scelte. Oltre a questo, si sta aprendo un altro fronte professionale: stanno crescendo le richieste di consulenze, anche all’estero, che mi portano via sempre più spesso da Striano».

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