Tovaglia e menu mutano al tocco

Tecnologia –

Il ristorante digitale è già realtà. All’Inamo di Londra i clienti gestiscono attraverso tavoli interattivi comande, clima e colori della mise en place. Basta solo sfiorare un monitor

Appena inaugurato a Londra, il ristorante Inamo propone una soluzione centrata attorno al concept del “customer control” e della “display technology”.
Si tratta di un ristorante completamente interattivo che offre al cliente la possibilità d gestire attraverso la tecnologia touch screen la propria esperienza gastronomica. Ciò avviene grazie a strumenti come il tavolo interattivo, che permette di ordinare direttamente i piatti in cucina o di manovrare i proiettori sul soffitto e mutare completamente il clima del proprio spazio personale all’interno del locale. Il cliente può anche variare il look della propria tavola cambiando il design della sua “e-tovaglia” (tovaglia virtuale) disponibile in 7 design e colori diversi e “spiare” lo chef grazie all’apposita “chef cam” (una webcam puntata sui fornelli in cucina) attivabile con un semplice tocco. I tavoli fungono da menu e mostrano, a richiesta, immagini appetitose di ogni piatto elencato sulla lista, che può poi essere ordinato con un semplice sfioramento della superficie.
Il tavola opera come una vera e propria mappa “aperta”: si possono, dunque, visionare cartine della città, chiamare un taxi o chiedere il conto e in futuro ci si potrà anche sintonizzare su canali televisivi di news, musica o entertainment o controllare la propria posta elettronica. Dietro a questa originale idea ci sono due imprenditori inglesi, Danny Potter e Noel Hunwick, che hanno commissionato la progettazione del locale allo studio di designers e architetti Blacksheep, che ha già vinto diversi premi con locali come il Whisky Mist o lo Zeta Bar.

Tecnologia intuitiva

Ai fornelli di Inamo c’è Anthony Sousa Tam, noto chef di cucina fusion, ex-Nobu e Hakkasan. Dall’esterno il locale ricorda una moderna taverna giapponese. E anche gli interni sono d’ispirazioni orientali con luci basse e soffuse. Nonostante il massiccio utilizzo di tecnologia, il fattore umano ha comunque un ruolo importante: lo staff di servizio gira continuamente tra i tavoli, serve le portate e illustra ai clienti le specialità in menu.
I tavoli hanno una base nera e un piano bianco in Corian con un pannello touch screen creato appositamente da Blacksheep per attivare i comandi e la selezione di applicazioni grafiche presenti su ogni monitor-tavolo. Spiega Benjamin Webb, project designer di Blacksheep: «La tecnologia che abbiamo applicato all’Inamo è di immediata comprensione. Basta un pizzico di intuizione e anche i clienti meno tecnologici sono in grado di navigare con facilità all’interno del menu interattivo». Il ristorante con 60 coperti e un bar con 30 posti a sedere è in breve tempo diventato una delle mete più gettonate della capitale inglese: un prototipo, secondo diversi analisti, di come potrà essere la ristorazione del futuro.

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